Paolo VI e i suoi artisti: una mostra a Verolavecchia
Corriere della Sera - Cultura

Paolo VI e i suoi artisti: una mostra a Verolavecchia

Giovedì 12 marzo 2026
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A Palazzo Alghisi nel Comune della Bassa, dove il papa bresciano trascorreva la villeggiatura con la famiglia, dal 28 marzo al 14 giugno in mostra opere uniche realizzate in suo onore

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Paolo VI e i suoi artisti: una mostra a Verolavecchia

di Massimo Tedeschi

A Palazzo Alghisi nel Comune della Bassa, dove il papa bresciano trascorreva la villeggiatura con la famiglia, dal 28 marzo al 14 giugno in mostra opere uniche realizzate in suo onore

Verolavecchia era il luogo del cuore di Giovanni Battista Montini. Qui trascorreva la villeggiatura con i genitori e con i fratelli, qui si manifestò la sua vocazione, qui prese la decisione di intraprendere la vita sacerdotale, subito comunicata con entusiasmo e trepidazione in una lettera all’amico Andrea Trebeschi. La casa della famiglia materna, villa Alghisi a Verolavecchia, in questi anni era rimasta un po’ in ombra nella geografia montiniana, anche per usi feriali cui era stata destinata. L’attuale proprietaria, Elisabetta Montini, l’ha data in affitto con contratto di locazione commerciale sino al 2029 al Comune di Verolavecchia e ora sta prendendo corpo l’idea di farne un museo montiniano, un luogo d’elezione per valorizzare in particolare il rapporto di Montini con gli artisti.

Direttore, ideatore e curatore di un nuovo evento è Roberto Consolandi, storico dell’arte che ha suffragato l’idea di fare di Verolavecchia la culla memoriale degli artisti di San Paolo VI. «Gli artisti di San Paolo VI. Il dono dell’amicizia. Opera umana e divina» è appunto il titolo della mostra che aprirà sabato 28 marzo a Villa Alghisi e sarà visitabile fino al 14 giugno. Pezzo forte della mostra, e di una possibile collezione, sarà un esemplare del pastorale realizzato da Lello Scorzelli (lo stesso autore del monumento a Paolo VI in Duomo nuovo). Di tale ferula si conoscono altri due esemplari: uno conservato a Concesio, l’altro usato da tutti i pontefici succeduti a Paolo VI, fino a papa Francesco. Il terzo è appunto l’esemplare portato alla mostra dalla Fondazione Philanthropia – Fondo Guizzi e dalla Fondazione Erminio Bonatti. Verolavecchia aspira a diventare, insieme Villa Clerici-Niguarda a Milano, ad Arte e spiritualità a Concesio e alla sezione dell’arte contemporanea ai Musei vaticani, un quarto polo utile a descrivere il rapporto di Montini con gli artisti. «Questa – spiega Consolandi – sarà la quarta mostra realizzata in soli 30 mesi. Oltre al pastorale di Scorzelli ci saranno i tondi di Angelo Biancini e l’altare realizzato da Mario Rudelli, una sezione dedicata a San Francesco, una ai disegni di Luigi Filocamo e di Scorzelli, un’altra alle medaglie dedicate a San Paolo VI e alle incisioni di Trento Longaretti, una infine alla raffigurazione di Aldo Carpi che rievoca il campo di concentramento di Gusen, lo stesso in cui morì Andrea Trebeschi, e alle litografie di Floriano Bodini».

Tutto è iniziato da alcune mostre storiche che hanno fatto in breve di villa Alghisi Montini un centro culturale vivo e frequentato: le lettere di Maria Dalai, storica maestra del paese, messe a disposizione dalla nipote Marisa Dalai Emiliani (studiosa di Piero della Francesca), poi i reportage di viaggio del verolese Gianni Barili (GIBA). Da lì in avanti, complice un servizio Rai 3, si sono moltiplicate le offerte da parte di eredi di artisti che con Paolo VI ebbero rapporti, come Enrico Maifrini (che realizzò la prima cappella privata in Vaticano) i cui figli Pierluigi e Gianluca hanno donato parte della loro collezione al Comune di Verolavecchia, parimenti il Maestro Mario Rudelli e Marilena Reverberi, moglie dell’artista Ermes Bellani. 

Entusiasmo e gesti di generosità sono stati accolti a Verolavecchia dal professor Consolandi, dall’amministrazione comunale (prima la sindaca Laura Alghisi, oggi Maura Gualdi) e da un gruppo di giovani che hanno coagulato il sostegno di Confartigianato, Bcc Verolavecchia, Visit Brescia e altri sponsor. Senza dimenticare la Provincia, la Diocesi di Brescia e l’Associazione comuni Terre Basse bresciane presieduta da Giovanni Benzoni. Il sogno? «Che villa Alghisi Montini diventi sede di una fondazione, una casa museo, un centro studi», spiega Consolandi. Convinto, con Montini, che «tra Vangelo e arte sia possibile un’alleanza feconda». 

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