La Russia alla Biennale di Venezia, Cacciari: «Giusta la scelta di Buttafuoco, serve ogni sforzo per trovare un compromesso e far finire la guerra»
Il filosofo appoggia la decisione del presidente Pietrangelo Buttafuoco che ha rivendicato la presenza della Russia alla prossima Biennale d'Arte: «Spero ne esca più apprezzato e si rafforzi ancora di più»
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La Russia alla Biennale di Venezia, Cacciari: «Giusta la scelta di Buttafuoco, serve ogni sforzo per trovare un compromesso e far finire la guerra»
di Sara D'AscenzoIl filosofo appoggia la decisione del presidente Pietrangelo Buttafuoco che ha rivendicato la presenza della Russia alla prossima Biennale d'Arte: «Spero ne esca più apprezzato e si rafforzi ancora di più»
I due non fanno mistero di provare ammirazione l’uno per l’altro. Ed è curioso oggi ripensare al titolo della Lectio Magistralis tenuta da Cacciari alla Biennale lo scorso novembre nella Sala delle Colonne di Ca’ Giustinian: «La morte dello jus belli», ispirata ai testi Per la pace perpetua di Immanuel Kant e La pace – Una parola ai giovani d’Europa e ai giovani del mondo di Ernst Jünger. Da filosofo, ma prima ancora da ex sindaco e quindi da ex vicepresidente per Statuto della Biennale di Venezia, Massimo Cacciari prende le difese del presidente Pietrangelo Buttafuoco in quella che è la tempesta perfetta della prossima Biennale d’Arte, che aprirà al pubblico il 9 maggio.
Cacciari, che cosa pensa della presa di posizione del presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco che ha rivendicato la presenza della Russia nella prossima Biennale d’Arte come luogo di libertà?
«Sono completamente d’accordo con la decisione della Biennale e del presidente Buttafuoco di favorire la riapertura del Padiglione della Russia alla prossima Biennale d’Arte. Non esiste che il governo interloquisca su una decisione che riguarda un’istituzione autonoma che ha come propria missione quella di far conoscere lo stato della ricerca artistica a livello internazionale».
Si sono però levate molte contrarietà a questa posizione della Biennale. È dell’altroieri la lettera di ventidue ministri europei che chiedono alla Biennale di tornare sui propri passi, poi c’è la presa di posizione del ministro della Cultura Giuli, che ha ribadito la sua contrarietà e la critica della Ue che ha minacciato di ritirare i fondi alla Biennale. Non proprio quattro gatti.
«Sono ancora più solidale con la condotta di Buttafuoco, perché proprio in un momento in cui occorre fare ogni sforzo per trovare un compromesso per chiudere questa immane tragedia alla quale assistiamo ormai da oltre quattro anni, in cui occorre fare qualsiasi sforzo di dialogo, la riapertura del Padiglione facilita questo compito, a meno che non siamo tutti impazziti e vogliamo che la guerra continui in eterno, con costi di vite umane ed economici che gravano sull’Europa e quindi anche su di noi. Il comportamento messo in atto dalla Biennale è giusto fuori da ogni discussione».
Ma non pensa ci sia il rischio che nel Padiglione ci possano essere opere di propaganda visto che la commissaria del Padiglione, Anastasiia Karneeva, è stata scelta dal governo?
«Beh, certamente do per scontato che il curatore della Biennale stia attento, che la Biennale sorvegli bene che dentro il Padiglione non ci siano manifesti inneggianti a Putin e alla guerra contro l’Ucraina».
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Pensa davvero che la Biennale potrebbe dire alla Russia di togliere qualcosa di sgradito dal Padiglione o di far cessare un’esibizione?
«Ogni Paese ha il suo spazio, ogni Paese ha la sua commissione. La presidenza della Biennale conosce tutto e interloquisce con i Paesi su quello che viene esposto, non è controllo, è conoscenza: ci mancherebbe».
Il presidente Buttafuoco ha lasciato intendere di aver ricevuto pressioni non solo per tenere chiuso il Padiglione della Russia, ma anche quello dell’America, di Israele, dell’Iran. Insomma, mezza mostra d’Arte in quest’ottica sarebbe a rischio.
«Sono battute di Buttafuoco per rendere evidente anche a chi non vuol capire che la decisione sulla Russia è giusta. La questione sollevata è la presenza della Russia, che è il nodo centrale: il resto conta poco».
Nonostante l’amicizia fraterna, il ministro Giuli ha criticato Buttafuoco per la presenza della Russia alla prossima Biennale.
«Che il ministero pensi a governare decentemente, piuttosto e non si metta in mezzo a questioni che attengono a una Fondazione autonoma».
La Biennale è autonoma ma finanziata dal governo italiano.
«E allora che tolgano i finanziamenti, se non sono più d’accordo, così la Biennale chiuderà e poi vediamo».
Ma da sindaco e vicepresidente della Fondazione le è mai capitato un caso simile?
«No, non c’erano guerre di questo tipo allora, non è mai accaduto nulla di simile, non mi si è mai presentata una situazione così drammatica da dover discutere di un problema del genere. Mai nessuno si era sognato a livelli politici medi, alti o altissimi di interferire con la Biennale».
Pensa che Buttafuoco esca indebolito o rafforzato da questa vicenda?
«Spero ne esca più apprezzato e si rafforzi ancora di più».
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