Oltre 250 volumi preziosi a Palazzo Donna Anna: Nora Puntillo dona «le amate carte» alla Fondazione Renzo De Felice
Corriere della Sera - Cultura

Oltre 250 volumi preziosi a Palazzo Donna Anna: Nora Puntillo dona «le amate carte» alla Fondazione Renzo De Felice

Mercoledì 11 marzo 2026
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Testi introvabili tra le circa 250 pubblicazioni dedicate alla storia dell’arte, all’architettura, alla fotografia e agli studi urbani

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Oltre 250 volumi preziosi a Palazzo Donna Anna: Nora Puntillo dona «le amate carte» alla Fondazione Renzo De Felice

di Redazione online

Testi introvabili tra le circa 250 pubblicazioni dedicate alla storia dell’arte, all’architettura, alla fotografia e agli studi urbani

Alcuni libri della collezione sulla foto di Giuliana Calomino, a sinistra, Nora Puntillo

La Fondazione Ezio De Felice annuncia «con gratitudine» la donazione di un importante fondo librario da parte della giornalista e saggista Eleonora Puntillo, che ha scelto di affidare alla Biblioteca della Fondazione circa 250 volumi dedicati alla storia dell’arte, all’architettura, alla fotografia e agli studi urbani.

«Si tratta di un ‘corpus’ di notevole valore scientifico», composto da opere spesso rare o non più reperibili, come Il Museo di Capodimonte di Bruno Molajoli, gli scritti di Antonio e Camilla Cederna, la documentazione del Laboratorio Internazionale Napoli Sotterraneae numerosi titoli dedicati alla storia urbana di Berlino, tra cui Die Mauer e Il territorio di Berlino, oltre ai materiali sul Bauhaus come L’opera grafica del Bauhaus 1921–23 di Maurizio Calvesi. Sottolinea la stessa Eleonora Puntillo, che «alcuni volumi sono oggi introvabili (fra cui il “Capodimonte” di Molajoli e la serie di Guache ’700, nonché gli scritti di Cederna). La vostra biblioteca avrà adesso la più completa documentazione sul sottosuolo di Napoli e sul Laboratorio Internazionale indetto dalla Mobiloil e sulla ricostruzione del centro di Berlino, con interventi scritti dai progettisti».

Il gesto di Eleonora Puntillo, è la nota della Fondazione, «acquista un significato particolare alla luce del suo sostegno alla Fondazione e in ragione della stima e della amicizia che per decenni ha contrassegnato il suo rapporto con Ezio De Felice ed Eirene Sbriziolo. Alla scomparsa di quest’ultima, Puntillo dedicò un ampio e partecipe ritratto sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno, restituendone l’opera nel campo dell’urbanistica, la passione civile, e l’impegno condiviso con De Felice nel costruire, proprio a Palazzo Donn’Anna, uno spazio di studio e di ricerca unico nel suo genere».

«La giornalista è stata inoltre autrice di un intervento dedicato alla difficile situazione venutasi a creare nel governo della Fondazione all’indomani della scomparsa della Fondatrice e Presidente Eirene Sbriziolo, nel quale segnalava la necessità di tutelare l’eredità culturale dei fondatori e di garantire la piena operatività del Teatrino e dell’archivio. In quel testo ricordava anche l’appello rivolto al Presidente della Repubblica e sottoscritto da figure di primo piano della cultura italiana – tra cui Raffaele La Capria, Achille Bonito Oliva, Mimmo Jodice, Salvatore Settis, Francesco Rosi e Mario Martone – a sostegno della missione scientifica della Fondazione. Una testimonianza chiara del suo impegno e della sua attenzione costante verso il destino dell’istituzione di Palazzo Donn’Anna».

«Non vi ringrazierò mai abbastanza per la salvezza che la Fondazione assicura a queste mie (troppe) amate carte», ha scritto Puntillo nel comunicare la propria decisione. La donazione «restituisce alla Biblioteca un patrimonio ampio e coerente, che arricchisce in modo sostanziale le risorse disponibili per studiosi, ricercatori e cittadini interessati alla storia dell’arte, dell’architettura e della città».

La Fondazione Ezio De Felice «esprime la più sincera riconoscenza a Eleonora Puntillo e conferma di aver avviato la catalogazione del fondo, per renderlo liberamente consultabile, nel solco dell’eredità culturale e civile di Ezio De Felice ed Eirene Sbriziolo».

Eleonora Puntillo, detta Nora, nata a Napoli il 29 agosto 1938, è una figura di primo piano del giornalismo e dell’impegno civile napoletano. Laureata in Filosofia nel 1960, inizia l’attività giornalistica nel 1961 e diviene professionista nel 1965. Attivista, giornalista e scrittrice, rappresenta una delle voci più significative dell’area del Partito comunista napoletano che negli anni Sessanta e Settanta si batté contro la speculazione edilizia e le trasformazioni urbanistiche della città.

Dopo gli esordi sulla stampa locale, lavora a lungo per “l’Unità” (fino al 1979) come cronista, caposervizio e inviata; diventa poi caposervizio e inviata di “Paese Sera” fino al 1989. In seguito scrive per “La Repubblica” e dirige, tra il 1990 e il 1992, le pagine di cronaca del quotidiano “Roma”. Negli anni successivi continua a collaborare con il “Corriere del Mezzogiorno” e con la rivista “Polizia e Democrazia”.

Il contrasto alla speculazione edilizia e la difesa del territorio sono il fulcro della sua attività giornalistica e civile. Le sue campagne di denuncia sugli scempi urbanistici le valgono il riconoscimento degli ambientalisti e l’ingresso, negli anni Settanta, nel direttivo dell’Istituto Nazionale di Urbanistica della Campania. Tra i risultati più significativi del suo impegno c'è il contributo al salvataggio della Vigna di San Martino, sottratta alla cementificazione e poi tutelata come bene paesaggistico.

Accanto alle battaglie ambientali, Puntillo promuove numerose iniziative civiche: nel 1982 collabora con l’assessorato alla Polizia Urbana di Napoli per campagne di limitazione del traffico cittadino; idea e realizza, con “Paese Sera” e il Comune, il progetto “Viva il verde”, che tra il 1980 e il 1984 porta alla piantumazione di oltre diecimila alberi adottati dai bambini di Scampia; nel 1988 organizza una grande festa di piazza per un libro ottenendo la pedonalizzazione spontanea di Piazza Dante.

Le sue inchieste sul bradisismo di Pozzuoli e sulla pianificazione dopo il terremoto del 1980 le valgono il Premio Senigallia-Cronista dell’anno 1985. Tra le sue iniziative di rilievo c'è anche il contributo a una vicenda giudiziaria che portò alla revisione di una condanna all’ergastolo nel caso di Portella della Ginestra.

Autrice di numerosi libri e saggi, ha dedicato molte opere alla storia urbana e al sottosuolo di Napoli, tra cui Felice Ippolito – una vita per l’atomo (1987), Grotte e caverne di Napoli (1994), Diario 1799 (1999), Le catastrofi innaturali (2001), Jeanne racconta (2003), Capri (2011) e Sorrento (2013).
«Custode della memoria storica della città», conclude la Fondazione De Felice, «Nora Puntillo è un punto di riferimento per studiosi, scrittori e giornalisti che analizzano le trasformazioni e le criticità della Napoli contemporanea».

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11 marzo 2026 ( modifica il 11 marzo 2026 | 17:21)

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