Desaparecidos: il «mai più» della letteratura
In Sudamerica regimi come quello di Videla in Argentina (1976-1983), si sono resi responsabili della morte e della «scomparsa» di decine di migliaia di contestatori, intellettuali, oppositori politici, attivisti, studenti di liceo... Memoir e narrativa raccontano l'orrore della dittatura
Giovedì 12 marzo 2026
Desaparecidos: il «mai più» della letteratura
In Sudamerica regimi come quello di Videla in Argentina (1976-1983), si sono resi responsabili della morte e della «scomparsa» di decine di migliaia di contestatori, intellettuali, oppositori politici, attivisti, studenti di liceo... Memoir e narrativa raccontano l'orrore della dittatura
di IDA BOZZIAdelina Lara Molina delle Madri di Plaza de Mayo di fronte a una bandiera con le fotografie di alcune persone scomparse durante la dittatura (1976-1983) durante le commemorazioni per il 49° anniversario del colpo di stato avvenute il 24 marzo 2025 a Buenos Aires, Argentina (foto di Juan Mabromata / Afp)
Molti memoir e romanzi raccontano l'orrore delle dittature in Sudamerica,dove regimi come quello militare di Videla in Argentina, tra il 1976 e il 1983, si sono resi responsabili della morte e della «scomparsa» di decine di migliaia di contestatori, intellettuali, oppositori politici, attivisti, compresi gli studenti di liceo rastrellati durante la «notte delle matite spezzate» o le dissidenti incinte dopo gli stupri nelle prigioni. Neppure i loro corpi sono mai stati trovati, rinchiusi nei campi di tortura, nelle stanze segrete di luoghi come la scuola della Marina Militare Esma di Buenos Aires, e poi o gettati nell'Atlantico con i «voli della morte», o nascosti in fosse comuni. Sono i desaparecidos, gli scomparsi, soltanto in Argentina 30 o 40 mila persone secondo le stime. La strage dei desaparecidos è testimoniata da indagini come quelle del rapporto Nunca más («Mai più») realizzato nel 1984 dalla Commissione nazionale guidata dallo scrittore Ernesto Sábato, e poi dalla lotta quarantennale delle Madri di Plaza de Mayo, che ancora cercano giustizia, o delle abuelas, le Nonne di Plaza de Mayo che vogliono ritrovare i nipoti partoriti dalle donne desaparecide e dati in adozione alle famiglie dei militari.
Un romanzo che racconta tutto questo è I vent'anni di Luz (Guanda, 2000) di Elsa Osorio:protagonista è una ragazza, Luz, che scopre di essere figlia di una desaparecida torturata e assassinata, e di essere stata sottratta alla donna e allevata dalla famiglia di uno dei militari, assassino o colluso con gli assassini. Anche due titoli di Massimo Carlottonarrano vari aspetti della tragedia argentina: Le irregolari. Buenos Aires horror tour (e/o, 1998) narra l'incontro dello scrittore con la parente Estela de Carlotto,una delle nonne in cerca del nipote sottratto alla figlia assassinata, e della ricerca condotta insieme a lei nei luoghi degli eccidi (il nipote è poi stato ritrovato, nel 2014); al tema Carlotto ha dedicato anche il racconto Il giorno in cui Gabriel scoprì di chiamarsi Miguel Angel (Edizioni EL, 2005), che descrive la ricerca dal punto di vista di un ragazzo che comincia a nutrire forti sospetti sulle proprie origini. Molti anche i discendenti degli italiani emigrati che furono testimoni e vittime di queste atrocità: li racconta in un libro per ragazzi Daniela Palumbo,autrice di Sotto il cielo di Buenos Aires (Mondadori, 2019), in cui si intrecciano le storie di alcuni giovani argentini di discendenza italiana, e del destino di desaparecidos toccato a due di loro, scoperto dalla figlia sopravvissuta.
Chi narra in prima persona la propria via, anzi le proprie due vite, è Victoria Donda,autrice de Il mio nome è Victoria, sottotitolo: Cosa succede nella vita di una ragazza argentina che scopre a 27 anni di essere figlia di desaparecidos? (Corbaccio, 2010). Victoria infatti narra la propria biografia parlando di un prima e di un dopo: la vita di prima è quella di Analia, che cresce in una famiglia di militari che hanno appoggiato il regime,la seconda vita è quella in cui la ragazza scopre di chiamarsi in realtà Victoria e di essere la figlia di una desaparecida, una giovane donna gettata in un volo della morte poco dopo il parto. Un libro diventato opera teatrale e poi film con il titolo La notte delle matite spezzate (regia di Héctor Olivera, 1986) è La Noche de los Lápices di María Seoane e Héctor Ruiz Núñez,che racconta il sequestro di dieci studenti di liceo tra i 16 e i 18 anni, giudicati pericolosi attivisti dal regime argentino: arrestati, rapiti alle famiglie, rinchiusi e torturati in luoghi segreti, ne sono sopravvissuti solo quattro, mentre gli altri sei sono tuttora nel numero dei desaparecidos.
Nell'immagine: Adelina Lara Molina, una delle Madri di Plaza de Mayo, di fronte a una bandiera con le fotografie di alcune persone scomparse durante le commemorazioni per il 49° anniversario del colpo di stato avvenute il 24 marzo 2025 a Buenos Aires, Argentina (foto di Juan Mabromata/Afp).
Su «la Lettura» #745, disponibile in edicola e in questa App, a cinquant'anni dal golpe argentino del 24 marzo 1976 Alessandra Coppola cura una conversazione tra Claudio Fava, che ai fatti ha dedicato un libro, e Marco Bechis, che allora fu arrestato, torturato e sta completando un film su quella tragedia.
11 mar 2026 | 17:38
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