I governi perdono i referendum, ma la destra vince quasi sempre
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I governi perdono i referendum, ma la destra vince quasi sempre
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Caro Aldo,
da me esclusa in partenza la scheda bianca, è probabile che se mettessi il segno sia sul Sì che sul No della scheda referendaria essa verrebbe annullata. L’intenzione è però forte perché, seguendo il dibattito in corso, sto impossessandomi di elementi «tecnici» validi per sia per le ragioni del Sì sia per quelle del No. Sarebbe a questo punto decisivo il prevalere degli uni o degli altri, ma, per ora, sono fifty-fifty. Non vorrei che, tirata la tendina del seggio, un diavoletto s’affacciasse per suggerirmi di votare per un Sì o per un No «politico», o peggio, «partitico», così consentendomi di tagliare la testa al toro. Lei che cosa prevede?
Mansueto Piasini
Caro Mansueto,
la previsione è difficile. Nonostante la rimonta del No, ho la sensazione che il Sì al momento sia ancora in vantaggio. La partita si deciderà negli ultimi giorni, quando si creano movimenti sotterranei di voti che sfuggono ai sondaggi.
A far pendere la bilancia sul piano del Sì ci sono due fattori. I magistrati non sono al culmine della loro popolarità presso l’opinione pubblica (si potrebbe dire lo stesso di molte categorie, a prescindere dai loro demeriti). E quando c’è uno scontro tra la sinistra e la destra unita, in Italia vince sempre la destra.
La sinistra vince solo quando la destra si divide. Come nel 1996, quando prevalse Prodi perché la Lega era da sola, e al Sud pure la Fiamma tricolore di Rauti fu decisiva nel far perdere più di un collegio a Berlusconi.
Nel suo libro su Meloni («Giorgia la figlia del popolo», Solferino), Italo Bocchino fa notare che pure nel 2006 alla destra mancava un pezzo, gli scissionisti della Lega, mentre la sinistra imbarcò tutti da Dini a Turigliatto in un’alleanza che non poteva durare, e in effetti non durò; mentre nel 2013 sarebbe bastato a Berlusconi lo 0,4% di Fini per conquistare il premio di maggioranza alla Camera.
È vero che al referendum si vota sulla giustizia, non sul governo. Ma è inevitabile che un tema così tecnico finisca per essere politicizzato. E storicamente i governi — ecco la speranza del No — i referendum li perdono. Oltre a Renzi, è accaduto anche a De Gaulle nel 1969 e persino a Pinochet.
10 marzo 2026
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