Bergamo Film Meeting, Elio Biffi musica i cartoon: «Nei disegni animati c’è più creatività»
Il «Pinguino», domani 11 marzo in Auditorium, è chiamato a sonorizzare dal vivo dieci brevi cartoon, frutto dell’artigianato creativo di Viktor Kubal
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Bergamo Film Meeting, Elio Biffi musica i cartoon: «Nei disegni animati c’è più creatività»
di Federico FumagalliIl «Pinguino», domani 11 marzo in Auditorium, è chiamato a sonorizzare dal vivo dieci brevi cartoon, frutto dell’artigianato creativo di Viktor Kubal
I pinguini, dai camerieri di «Mary Poppins» ai ballerini di «Happy Feet», più volte hanno frequentato il cinema d’animazione. Il «Pinguino» Elio Biffi è chiamato dal Bergamo Film meeting a sonorizzare dal vivo dieci brevi cartoon, frutto dell’artigianato creativo di Viktor Kubal. L’evento — domattina (mercoledì 11 marzo) in Auditorium, alle 11.15 — è inserito in Kino club, la sezione che il Bfm dedica ai più piccoli.
«Ma il pubblico di riferimento non è solo quello infantile — specifica Biffi —. Attorno allo slovacco Viktor Kubal, si è conglomerata buona parte dell’animazione del suo Paese. Ha diretto corti nei quali affiora una profonda analisi sociale». Dall’arrivo dell’energia elettrica in Cecoslovacchia nel dopoguerra alle falle del sistema, all’idolatria di falsi miti.
Elio Biffi, fra i cortometraggi che è chiamato a sonorizzare (realizzati da Kuleba tra il 1944 e il 1989, ndr), ha un preferito?
«Sono rimasto particolarmente colpito da “Terra”. Racconta con ironia il processo di urbanizzazione, che trasforma il paesaggio agricolo. Con le ciminiere che riempiono lo schermo di fumo. Un tema che negli stessi anni riguardava anche l’Italia. Pensiamo al “Ragazzo della via Gluck” di Celentano».
Cita una celebre canzone. Al Bfm, lei mette in diretta relazione la musica e il cinema. Crede che la sua riconoscibilità possa aiutare ad avvicinare il pubblico delle nuove generazioni alla sala cinematografica?
«Mi piacerebbe, certo. Il mio lavoro al festival è molto diverso da ciò che faccio in altri contesti. Si tratta di un esperimento, ispirato a quello che succedeva con il cinema delle origini. Sto alla tastiera e accompagno il materiale filmato. Spero di poterlo ricolorare con nuovi elementi musicali, in grado di parlare ai ragazzi di oggi anche più della partitura originale. I bambini sanno cogliere i dettagli, le sfumature, l’emotività».
Le canzoni dei Pinguini Tattici Nucleari parlano spesso di cartoni animati. Il vostro Ep di debutto si chiama «Cartoni animali», «Scooby Doo» è un brano di successo, in «Verdura» citate «La Principessa Mononoke» di Hayao Miyazaki.
«A noi figli degli Anni ‘90 credo che i cartoni animati abbiano dato molto di più, sotto forma di esperienze e riferimenti, rispetto alle generazioni precedenti. Il disegno animato è così evocativo, legato alle emozioni primarie dell’infanzia, che inserirlo nei nostri lavori ci è parso spesso utile e affascinante. Ricordo di avere visto insieme ai Pinguini alcuni film dello Studio Ghibli di Miyazaki. L’animazione mi appassiona, anche quella più laterale».
Si spieghi.
«Ad esempio “The Secret of Kells”, ne rimasi folgorato ai tempi dell’università. La mia tesi di laurea è in letteratura medievale e il film (premiato cartoon irlandese, di ispirazione mitologica, ndr) è ambientato in quel periodo. L’animazione è maggiormente libera del cinema “dal vero”, più vincolato alla realtà».
Libera come la musica?
«Addirittura di più, direi. La musica è fatta di forme e relazioni che sono quasi matematiche. Il ritmo è contabile, così come le relazioni armoniche. L’animazione credo abbia un gradino ulteriore di libertà creativa».
Il Bfm è un tassello fra i più prestigiosi della scena artistica cittadina. Lei la frequenta, sia da protagonista sia da spettatore. Il legame con la sua città resta forte.
«Cerco di partecipare alla vita culturale di Bergamo, che è molto più interessante di quanto si possa immaginare. C’è fermento. La musica giovanile, ad esempio, qui è più forte che in tante altre piazze in cui mi è capitato di passare. Nella mia sonorizzazione poi ho inserito temi che derivano dalla tradizione popolare bergamasca e fanno parte del mio campionario musicale».
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