Eon Reality, a processo i vertici del gruppo californiano: «Regione Emilia-Romagna truffata per 6,3 milioni»
Al centro un finanziamento ottenuto nel 2017 con un bando per l’attrattività delle imprese innovative e poi revocato dalla giunta
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Eon Reality, a processo i vertici del gruppo californiano: «Regione Emilia-Romagna truffata per 6,3 milioni»
di Redazione onlineAl centro un finanziamento ottenuto nel 2017 con un bando per l’attrattività delle imprese innovative e poi revocato dalla giunta
Finisce a processo la contrapposizione tra il gruppo californiano Eon Reality e la Regione Emilia-Romagna, con al centro un finanziamento da circa 6,3 milioni ottenuto nel 2017 nell’ambito di un bando per l’attrattività delle imprese innovative e successivamente revocato dalla giunta regionale.
Il Gup, Claudio Paris ha infatti rinviato a giudizio tre persone, due figure al vertice dell’azienda che si occupa di realtà virtuale e realtà aumentata e un commercialista, prima udienza il 28 ottobre. Stralciata dall’udienza preliminare la posizione di un quarto imputato, irreperibile, difeso dall’avvocato Giuseppe Pancari, sostituito in udienza dall’avvocato Stella Pancari.
Il progetto mai realizzato a Casalecchio
La Procura, in udienza preliminare rappresentata dalla pubblico ministero Mariangela Farneti, contesta a vario titolo associazione a delinquere, truffa aggravata, malversazione di erogazioni pubbliche, reati fallimentari, tentata estorsione. Per un’imputazione, un falso in una relazione di stima, è scattata la prescrizione.
Gli imputati sono difesi dagli avvocati Simone Zambelli, Mattia Casanova, Maria Luisa Caliendi, Giovanni Ponti e Alessandro Melchionda. La presunta truffa alla Regione riguarda il contributo ottenuto da Eon Reality Inc. in relazione ad un progetto diretto a realizzare una crescita di 160 unità a tempo indeterminato, entro il 2022, nella sede di Casalecchio di Reno di una società partecipata, Eon Reality Italia srl, poi portata al fallimento.
La Regione parte civile
L’azienda californiana, nel contesto del bando relativo a Industria 4.0, aveva previsto di realizzare entro il 2020 un centro digitale interattivo con un investimento nel Bolognese di 24 milioni e 350 mila euro, che comprendeva anche un contributo della Regione Emilia-Romagna di 6,3 milioni di euro reso possibile dalla legge regionale 14 del 2004 per la «Promozione degli investimenti in Emilia-Romagna».
Tra i partner del progetto anche l’Università. L’investimento, come detto, non è mai stato realizzato. Parti civili si sono costituite la Regione Emilia-Romagna, assistita dall’avvocato Mariano Rossetti, la curatela fallimentare e una persona inizialmente indagata e poi archiviata e vittima della tentata estorsione.
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