Un generale per l'Iran l'obiettivo di Trump
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Caro Aldo,
le chiedo come giudica l’intervento di Usa e Israele in Iran, salverà un popolo oppresso da un regime crudele?Giancarlo Di Gregorio
Caro Giancarlo,
Il bilancio umanitario della guerra è già scritto: sarà terribile e doloroso, come quello di ogni guerra. Sul piano militare, è evidente che Usa e Israele prevarranno, anche se hanno sottovalutato la capacità di resistenza e di risposta dell’Iran. Tuttavia l’esito di questa guerra sarà giudicato sul piano politico. Per come si sono messe le cose, Trump non si può accontentare di distruggere missili e uranio arricchito. Deve ottenere un cambio di regime a Teheran. Sappiamo quando cadono i regimi: non per l’insurrezione del popolo, ma quando il regime perde la guerra. Fino a quando mantiene il monopolio della forza, potrà essere il più odiato dei regimi, ma non cadrà. Come mi ha detto una volta Julio Velasco, il peggior regime è quello che funziona. Quando il regime perde il monopolio della forza, ne può seguire una guerra civile: com’è accaduto in Libia, dove l’intervento dell’Occidente ha portato alla caduta di Gheddafi; com’è accaduto in Siria, dove l’Occidente non è intervenuto e la guerra è durata tredici anni, sino alla caduta di Assad. A volte una fazione del regime prevale su un’altra: furono i gerarchi a far cadere Mussolini; se Stauffenberg fosse riuscito ad assassinare Hitler, forse la Germania non sarebbe stata smembrata; ma non riuscì, e la guerra finì solo con la morte del dittatore. Franco in guerra non entrò, e morì nel suo letto. In Iran la frattura ai vertici del regime si intravede, ma non in modo chiaro. Il presidente chiede scusa per gli attacchi ai Paesi del Golfo, li definisce un errore, ma subito dopo i militari mandano altri droni a colpire gli Emirati, il Qatar, l’Arabia Saudita. La speranza, purtroppo, non è la rivolta di popolo. Alla democrazia, dopo il fallimento delle primavere arabe, in Medio Oriente e in Nord Africa nessuno sembra più credere. La speranza è nell’esercito. Di solito — lo faceva notare Angelo Panebianco — gli eserciti non amano le milizie paramilitari. In Grecia alpini e camicie nere vennero alle mani. La speranza è che si levi un generale a interrompere il martirio dell’Iran, a mettere fuori gioco politicamente pasdaran e basij, e a trattare con gli americani un accordo che da una parte sottragga Teheran all’asse con Russia e Cina, e dall’altra disarmi Hezbollah, Hamas, Houthi. Un obiettivo molto difficile. Ma se non sarà centrato, Trump avrà fallito.
10 marzo 2026
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