Festival di Sanremo: si riparte all'insegna di Renga
Corriere della Sera - Cultura

Festival di Sanremo: si riparte all'insegna di Renga

Martedì 24 febbraio 2026
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Il Festival, al via stasera, è ormai legato a Brescia. Dal 2019 almeno un cantante in gara: Renga fa 11

La scaletta della prima serata di Sanremo 2026: cantanti, ospiti e conduttori di stasera

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Festival di Sanremo: si riparte all'insegna di Renga

di Luca Bertelli

Il Festival, al via stasera, è ormai legato a Brescia. Dal 2019 almeno un cantante in gara: Renga fa 11

Ancora Sanremo. Ancora Brescia sul palco. Nella musica non ci sono i gemellaggi come nelle curve del calcio, ma il Festival resta pur sempre una competizione. Canora, non sportiva, ma capace di attrarre tutta l’Italia come e più del dio pallone che in tv non fa più gli ascolti di un tempo. Carlo Conti teme, per questa edizione, un effetto rimbalzo causato dallo stacco minimo rispetto all’Olimpiade invernale: in più il cast è inferiore, per levatura, rispetto al passato più recente. Ma è stato il direttore artistico a ricordare che tra i big in gara c’è qualcuno la cui storia - non solo a Sanremo - parla da sola. Tra i (pochi) nomi menzionati, quello di Francesco Renga, tra i più attesi stasera per il debutto della kermesse canora alla quale ha legato la sua carriera da solista, sebbene il primo dei suoi dieci Festival (oggi inizierà l’undicesimo) fosse da frontman dei Timoria con “L’uomo che ride”, brano che fu eliminato tra le Nuove Proposte ma vinse il premio della critica: fu creato ad hoc, anche per gli emergenti, proprio per valorizzare la proposta alternativa della band guidata da Omar Pedrini, quasi aliena per il Festival di quegli anni (al timone c’erano Andrea Occhipinti e Edwige Fenech, coppia improvvisata e dimenticabile).

Nelle ultime apparizioni sanremesi Renga è finito sempre nella parte bassa della classifica, cannibalizzato dal sistema di voto che premia i più giovani e da giurie che lo hanno snobbato, creandone un’immagine immotivatamente demodé, forse per spalleggiare il giovane popolo social che non lo ha mai spinto con favore. Eppure in passato era sempre stato tra i favoriti. E non a torto, dato che alla vittoria del 2005 con “Angelo” seppe abbinare due quarti posti che crearono insubordinazione nel pubblico in sala, a lui sempre affezionato: nel 2009 il suo esperimento con “Uomo senza età”, omaggio alla figura del tenore italiano, finì quarto così come “Vivendo adesso”, scritta da Elisa, che nel 2014 entrò alla serata finale in testa senza centrare poi podio, bocciata dalla giuria di qualità.

Ora ci riprova con “Il meglio di me” che ieri, nelle prove generali, ha incontrato il favore anche di chi, al primo ascolto, aveva bocciato il brano. In un cast con poche voci di spessore, quella del bresciano spicca: cantare dal vivo, e in prima serata su Rai Uno, fa tremare l’ugola a tutti ma Francesco è all’undicesima partecipazione e, come ha spiegato ieri la figlia Jolanda, inviata Rai nella trasmissione “La volta buona”, «Papà il suo mestiere lo sa fare bene». Fa effetto, intanto, constatare che Renga quest’anno raggiunga pilastri della musica italiana che su quel palco hanno fatto la storia. Alcuni nomi, tanto per gradire: Domenico Modugno, Antonella Ruggiero, Iva Zanicchi, Patty Pravo (a sua volta in gara tra i big), Enrico Ruggeri e Paola Turci. Sopra questa quota, con 12 presenze, Cinquetti, Bertè, Matia Bazar, Berti e Solo. A 13 si trovano Villa, Zarrillo, Ricchi e Poveri oltre a Fausto Leali, altro bresciano doc, che quest’anno tornerà a Sanremo per ricevere il meritato premio alla carriera. Con 15 esperienze sanremesi, in testa, si trovano Di Capri, Milva, Cutugno, Al Bano e Oxa.

Il «negro bianco» di Nuvolento, così come Renga, vanta una vittoria: la ottenne nel 1989 in coppia con Anna Oxa stessa sulle note di “Ti lascerò”. Ma l’ultimo successo, in ordine di tempo, risale invece al 2022 e porta la freschezza di Blanco, un tornado che spazzò via tutto (anche i fiori, ma da ospite, l’anno successivo) nel primo Festival post Covid. Amadeus lo voleva a tutti i costi, le sue resistenze vennero meno quando si fece largo l’ipotesi di un tandem con Mahmood. “Brividi” fu un successo mondiale. E chissà che un domani non possa tornare su quel palco, dove ormai Brescia è una presenza fissa. Il dato è impressionante: dal 2019, c’è sempre stato almeno un cantante della provincia in gara. Nel 2019, con Renga, c’era anche Einar, talento lanciato da Amici; nel 2020 tra le nuove proposte Matteo Faustini, nel 2021 ancora Francesco con i debuttanti Coma_Cose, poi il già citato trionfo made in Blanco e nel 2023 un altro podio, ma con Mr Rain, che tornò anche nel 2024 con Renga e Nek. L’anno scorso, oltre al passo d’addio dei Coma_Cose, una delle poche scommesse vinte da Conti (ieri l’ha ricordata in conferenza stampa): Joan Thiele all’Ariston si è fatta conoscere al pubblico, che domenica l’ha ritrovata all’Arena per la cerimonia di chiusura dell’Olimpiade. Chi trova Sanremo, trova un tesoro. 


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24 febbraio 2026

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