Una campagna promozionale a ottimo mercato
Lo sconto appare come una delle più riuscite campagne promozionali. A basso costo. Forse con un guadagno sostanziale. Allontana il rischio di una tassazione degli extraprofitti
Una campagna promozionale a ottimo mercato
di Ferruccio de Bortoli | 28 settembre 2026Lo sconto appare come una delle più riuscite campagne promozionali. A basso costo. Forse con un guadagno sostanziale. Allontana il rischio di una tassazione degli extraprofitti
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Tutti a ringraziare l’Eni, e di conseguenza il governo che è il suo azionista di maggioranza relativa, per il bel gesto di frenare, magari fino a Natale, ulteriore gradito regalo, l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio. Aggiungendosi anche Ip, che sarebbe Italiana petroli, ma è di proprietà dell’Azerbaigian, tutti a ringraziare il governo autoritario di Baku che forse, tra l’altro, ci vende un po’ di gas russo senza dircelo. La nota del gruppo azero Socar non prende alcun impegno preciso. Non c’è neanche un price cap, solo una promessa. Come sono buoni! Stanno facendo soldi a palate e ci graziano di qualche centesimo. Come dimostrano gli articoli di Federico Fubini, Fausta Chiesa e Claudia Voltattorni sul Corriere, il costo complessivo dell’operazione di sconto è una piccola percentuale dell’utile delle compagnie. I profitti sono esplosi, come mai era avvenuto in precedenza, soprattutto per quelle compagnie che sono verticalmente integrate. Come l’Eni, l’Ip, la francese Totalenergies. Lo sconto appare come una delle più riuscite campagne promozionali. A basso costo. Forse con un guadagno sostanziale. Allontana il rischio di una tassazione degli extraprofitti. Rende l’ipotesi anche politicamente meno percorribile. L’eventuale sacrificio per il maggior azionista dell’Eni si tradurrà in minori dividendi per lo Stato (cioè per i cittadini beneficiari dello sconto).
La conformazione del mercato dei prodotti petroliferi ha
sempre visto una discesa estremamente lenta dei prezzi alla pompa quando le quotazioni del petrolio scendono e un adeguamento immediato (spesso ingiustificato) quando queste salgono. L’invocazione, anche degli stessi operatori, di una maggiore concorrenzialità è ipocrita. L’Italia ha rinunciato in larga parte, per ragioni di costi ed esigenze ambientali, alla propria capacità di raffinazione. Alcuni operatori dei Paesi produttori o intermediari, come Vitol o Trafigura, hanno altri interessi ed obblighi. Come esportare negli Stati Uniti, che ci fanno pagare il gas liquefatto a peso d’oro. No, non dobbiamo ringraziare nessuno.
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