L'erede di Lombroso che credeva nella Sindone
L'erede di Lombroso che credeva nella Sindone
risponde Aldo CazzulloI tuoi preferiti
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Caro Aldo,
le vorrei rappresentare la mia doglianza riguardo a un grande scienziato e uomo che è stato il dottor Pierluigi Baima Bollone, in quanto ritengo che non sia stato degnamente ricordato in occasione della sua morte.Carlo Verri
Caro Carlo,
In effetti la notizia della scomparsa di Pierluigi Baima Bollone mi era sfuggita. Era un grande personaggio. Aveva un forte legame con la memoria di Cesare Lombroso, di cui era un po’ l’erede, senza ovviamente i pregiudizi del tempo. Era un accademico senza spocchia, una persona generosa, superstite dell’epoca in cui all’università di Torino insegnavano Norberto Bobbio, Luigi Firpo e poi la generazione successiva, quella di Pizzetti e di Zagrebelsky. Le sue lezioni di medicina legale erano affascinanti. Sembrava di assistere alla lezione di anatomia di Nicolaes Tulp, immortalata da Rembrandt nel meraviglioso quadro custodito all’Aja. L’attenzione di Baima Bollone fu attratta in particolare dalla Sindone, della cui autenticità si era convinto, nonostante l’esito della prova del carbonio-14, che tra mille polemiche aveva datato il lino al Basso Medioevo. Non so dire quanto la tesi di Baima Bollone fosse legata alle necessità della discussione pubblica — chiaramente fa molto più notizia un esperto che sostiene l’autenticità della Sindone di uno che la nega — e quanto invece al suo convincimento profondo. Di sicuro i libri, gli articoli, le interviste e appunto le lezioni di Baima Bollone erano un’opportunità di approfondimento e anche di godimento intellettuale per i suoi studenti. Quanto alla Sindone, speriamo davvero che avesse ragione lui.
24 febbraio 2026
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