Un popolo di santi navigatori e giallisti
Corriere della Sera - Cultura

Un popolo di santi navigatori e giallisti

Lunedì 23 febbraio 2026
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Oggi tocca chiedersi perché tra i bestseller trionfano gli intrecci gialli. In realtà è dagli anni 90, area Camilleri-Lucarelli-Telefono Giallo, che il poliziesco ha un pubblico crescente, un genere che in precedenza era per lo più relegato all’edicola e che poi è stato adottato (sdoganato) dai grandi editori (Einaudi Stile Libero e Sellerio in primis). Ma se dopo trent’anni siamo sempre lì, come spiegarsi questa persistenza?

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Un popolo di santi navigatori e giallisti

Paolo Di Stefano | 23 febbraio 2026

Oggi tocca chiedersi perché tra i bestseller trionfano gli intrecci gialli. In realtà è dagli anni 90, area Camilleri-Lucarelli-Telefono Giallo, che il poliziesco ha un pubblico crescente, un genere che in precedenza era per lo più relegato all’edicola e che poi è stato adottato (sdoganato) dai grandi editori (Einaudi Stile Libero e Sellerio in primis). Ma se dopo trent’anni siamo sempre lì, come spiegarsi questa persistenza?

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Eravamo un popolo di santi, poeti e navigatori. Siamo rimasti navigatori forsennati: virtuali (in Internet) e reali (siamo pur sempre un popolo di emigranti per necessità). Quanto ai santi, giudicheranno i posteri. E i poeti sono stati in buona parte sostituiti dai giallisti. Siamo diventati un popolo di giallisti. I pochi lettori leggono per lo più gialli e di conseguenza i molti scrittori e scriventi scrivono per lo più gialli. Al punto che il Premio Ceresio in Giallo, che dal 2019 viene assegnato a Porto Ceresio, ha ricevuto in questa nuova edizione ben 637 volumi: 392 romanzi editi, tra thriller noir e polizieschi; 152 racconti gialli inediti di ambientazione lacustre; gli altri inviati per due ulteriori sezioni, tra cui quella per ragazzi. Un delirio giallo. L’anno scorso erano cento di meno e l’anno prossimo probabilmente saranno cento di più. I romanzi sono arrivati da tutte le regioni (soprattutto Nord e Centro), con prevalenza di autori maschi (357) sulle donne (192). Un tempo si diceva che se tutti gli autori di versi avessero comperato e letto almeno un libro di poesia l’anno, il mercato dell’editoria poetica sarebbe stato floridissimo. Oggi tocca chiedersi perché tra i bestseller trionfano gli intrecci gialli. In realtà è dagli anni 90, area Camilleri-Lucarelli-Telefono Giallo, che il poliziesco ha un pubblico crescente, un genere che in precedenza era per lo più relegato all’edicola e che poi è stato adottato (sdoganato) dai grandi editori (Einaudi Stile Libero e Sellerio in primis). Ma se dopo trent’anni siamo sempre lì, come spiegarsi questa persistenza? Per il lettore è spesso un tipo di romanzo facile e avvincente, oltre che rassicurante: il o la detective vincerà e l’omicida verrà stanato. Per lo scrivente è una formula che esige abilità costruttiva ma non richiede un particolare impegno stilistico (salvo eccezioni, quasi tutto sta nella trama e nella simpatia dei commissari). Anche per questo, forse, è il primo genere riproducibile dall’intelligenza artificiale. Per il momento, comunque, il giallista può giocarsi legittimamente le sue carte sperando di imbroccarla. Resta il movente psico-sociologico legato allo spirito del tempo o al cosiddetto clima semiotico. Nel paese dei misteri irrisolti, finalmente c’è un luogo dove gli enigmi neri trovano soluzione. Quello dell’invenzione letteraria, o paraletteraria, poco importa.


23 febbraio 2026

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