Enrico Nigiotti: «Sanremo? Se lo vivi bene è bellissimo, altrimenti diventa un incubo»
Il cantautore livornese: «Mi sono messo a dieta per essere più lucido sul palco. Nel mio ultimo album c’è la malinconia di lasciare la mia casa al mare e la gioia di ritrovare la mia famiglia a Milano»
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Enrico Nigiotti: «Sanremo? Se lo vivi bene è bellissimo, altrimenti diventa un incubo»
di Caterina Ruggi d'AragonaIl cantautore livornese: «Mi sono messo a dieta per essere più lucido sul palco. Nel mio ultimo album c’è la malinconia di lasciare la mia casa al mare e la gioia di ritrovare la mia famiglia a Milano»
«Mi sento come i corridori ai blocchi di partenza: da un mese e mezzo sto aspettando lo sparo per il via». Il cantautore e chitarrista livornese Enrico Nigiotti, che ha composto per Gianluca Grignani, Gianna Nannini, Laura Pausini e Eros Ramazzotti, si sta scaldando per tornare a Sanremo.
Sarà in gara con Ogni volta che non so volare, incluso nell’album Maledetti Innamorati in uscita 13 marzo, quando i suoi gemelli compiranno 3 anni.
La tournée teatrale è appena finita e Sanremo sta per cominciare.
«Mi sono messo a dieta e ho iniziato ad allenarmi tutti i giorni: quando dimagrisci corpo e mente funzionano meglio, sei più concentrato. A dicembre ho iniziato a provare il brano con cuffiette e microfono, per impararlo talmente bene (anche se il testo l’ho scritto io) da farlo diventare meccanico; quando scendi le scale dell’Ariston devi lasciare andare l’emozione».
È la sua quarta volta all’Ariston: ha riti portafortuna?
«Non sono scaramantico. Però prima di salire sul palco faccio pipì in maniera ossessiva. L’Ariston è diverso da ogni altro palco: se vivi bene quell’emozione, ti porta in un viaggio bellissimo; altrimenti è un incubo. Io vorrei incuriosire chi non mi conosce e convincere il pubblico a stare nel mio mondo musicale».
Ogni volta che non so volare segna una svolta.
«È una canzone apripista, perché anticipa il nuovo album, e fa entrare in una nuova stanza di Enrico Nigiotti, che è cambiato, come uomo e artista, con la nascita di Maso e Duccio. Molti mi dicevano “Quando metti famiglia è più difficile trovare ispirazione”. Invece la paternità mi ha reso più sensibile: non più buono, ma capace di vedere più sfumature di uno stesso colore e avere più parole per descrivere una cosa. Sono maturato e mi sono calmato tanto, anche se poi nascono nuove paure».
Il nuovo disco arriva due anni dopo gli ultimi singoli: si era preso una pausa?
«Non sono uno che scrive perché deve: le mie canzoni sono nate sempre dall’esigenza di scrivere, non di uscire. Maledetti Innamorati è il frutto di due anni di lavoro, in viaggio tra Livorno e Milano. Raccoglie emozioni contrastanti: la malinconia di lasciare la mia casa davanti al mare e la gioia di ritornare e riabbracciare la famiglia».
Ha definito questo suo sesto disco «una specie di cacciucco»…
«Come nel cacciucco ci sono tutti pesci poveri, tra queste 11 canzoni ci sono un po’ tutti i sapori, anche perché ho scelto tre produttori che riflettono generazioni diverse: Enrico Brun, che sarà con me a Sanremo come direttore d’orchestra; Juli (il produttore di Olly) e Celo (lo stesso di Alfa). Il campo semantico è quello dei sognatori romantici che continuano a camminare, anche se in salita».
È un sognatore che si riconosce poco nella sua generazione?
«Non mi appartiene l’esigenza di mostrarsi a tutti i costi, andando alla ricerca di consensi: io non voglio piacere a tutti, né essere politicamente corretto. Mi piace di più la generazione di Olly, un amico: sono ragazzi molto puliti, veri, non se la tirano».
Per la serata delle cover, duetterà con Alfa En e Xanax di Samuele Bersani.
«Mi piace l’idea che attraverso questo giovane artista, che stimo, arrivi ai ragazzi una canzone che è un gioiello da conoscere, anche perché parla di sanità mentale. Io ho avuto modo di confrontarmi con i disturbi mentali grazie al film La pazza gioia di Paolo Virzì, per il quale ho fatto la comparsa: un’esperienza umanamente travolgente».
Pronto a tornare A casa?
«Si intitolerà A casa il mio primo concerto in un palazzetto, il 21 novembre al Modigliani Forum di Livorno. Un sogno che diventa realtà».
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22 febbraio 2026 ( modifica il 23 febbraio 2026 | 15:23)
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