«Avere una copia conforme all’originale costa, non è strano»
Corriere della Sera - Cultura

«Avere una copia conforme all’originale costa, non è strano»

Lunedì 23 febbraio 2026
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«Così hanno bruciato il cuore per Domenico»: minuto per minuto, l'incredibile catena di errori (e quelle due ore fatali)

ATTO NOTARILE

«Avere una copia conforme all’originale costa, non è strano»

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Rispondo al lettore (Corriere, 20 febbraio) che lamenta che una familiare abbia dovuto percorrere molti chilometri per prendere parte, come venditrice, alla stipula di un atto notarile e abbia dovuto sostenere i costi per il rilascio di una copia. Il notaio lo sceglie e lo paga chi compra e se venditore e acquirente abitano lontani uno dall’altro, inevitabilmente uno dei due dovrà spostarsi. A meno che non preferisca rilasciare una procura, come spesso accade. Quanto al costo della copia: gli articoli 1, 61 e 69 della legge notarile (n. 89/1913, reperibile su internet) stabiliscono che il notaio sia un pubblico ufficiale istituito per ricevere atti pubblici, per conservarli e per rilasciare, fino a che è in esercizio, copie conformi all’originale degli atti ricevuti e conservati e non semplici fotocopie, come quelle che si possono fare, a pagamento, in una copisteria. La conservazione degli originali, per legge rilegati in volumi, ha un costo e l’attività di rilascio della copia conforme all’originale rientra tra quelle per cui il notaio è istituito dallo Stato come pubblico ufficiale. Nulla di strano, quindi, se il notaio richiede il pagamento della sua attività. D’altronde, se la copia fosse stata chiesta all’ufficio del ministero della Giustizia (Archivio notarile) che conserva gli originali degli atti dei notai non più in attività, il rilascio della stessa non sarebbe stato comunque gratuito, perché la copia sarebbe stata, per legge, una copia conforme all’originale e non una semplice fotocopiaFabio Diaferia

23 febbraio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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