Sport azzurro sempre pronto a rigenerarsi
Corriere della Sera - Cultura

Sport azzurro sempre pronto a rigenerarsi

Domenica 22 febbraio 2026
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Campionesse e campioni più vicini al ritiro che a proseguire una avventura sì emozionante, ma anche piena di ansie e rischi. Peccato. Ma certo non è finita qui

«Così hanno bruciato il cuore per Domenico»: minuto per minuto, l'incredibile catena di errori (e quelle due ore fatali)

Sport azzurro sempre pronto a rigenerarsi

Daniele Dallera | 22 febbraio 2026

Campionesse e campioni più vicini al ritiro che a proseguire una avventura sì emozionante, ma anche piena di ansie e rischi. Peccato. Ma certo non è finita qui

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Nessuna paura. Lo sport, quello italiano ovvio, sa come rigenerarsi. Campionesse e campioni più vicini al ritiro che a proseguire una avventura sì emozionante, ma anche piena di ansie e rischi. Peccato.
C’è chi vuole diventare mamma per la prima volta, chi per la seconda, chi è stanco di sacrifici, Lisa Vittozzi, una delle donne d’oro, ha raccontato quanto siano pesanti.
Ma dobbiamo restare sereni e ottimisti. A ragion veduta. Il futuro sarà colorato d’azzurro.

Lo sport olimpico è diverso dal calcio che piange quella generazione di fenomeni, Totti, Del Piero, Maldini, Cannavaro, Buffon: qui siamo davvero messi male, le lacrime sono giustificate, il pallone è sgonfio, guarda troppo allo straniero, spende male i suoi soldi. E speriamo e preghiamo di non assistere alla terza tragedia sportiva, quella di non qualificarci al Mondiale. Non sia mai, forza Gattuso.
Abbiamo gioito quella sera magica a Tokyo per Jacobs & Staffetta & Tamberi, il miracolo italiano dell’Olimpiade, e continuiamo a fare festa e a ballare nella neve e nel ghiaccio, anni dopo perché lo sport italiano é governato bene, promuove candidature olimpiche come Milano-Cortina e le porta avanti fino alla fine vincendole prima e realizzando poi un sogno che per qualcuno, i soliti menagrami, gli stessi che hanno affossato l’Olimpiade di Roma, dovevano essere un incubo.

Donne meravigliose e uomini fantastici, tutte d’oro, chiamiamoli per nome, sono diventati quasi dei nuovi amici. Alcune di loro erano già famose, come Federica, Arianna, Francesca e Lisa. Altre le abbiamo scoperte come Chiara e Elisa, Andrea e Marion (la coppia che ci ha portato tutti sullo slittino).
E la minoranza maschile che ha trionfato come Simone, Thomas, Pietro, Simon, Luca, Emanuel, Andrea e Michele.
Guai a dimenticare argenti e bronzi, in un Paese dove il presidente della Repubblica ci ha insegnato a premiare e rispettare anche chi con fatica e un po’ di sfortuna arriva quarto.

22 febbraio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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