Bandiera europea all'Olimpiade il coraggio di Elisa Di Francisca
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Bandiera europea all'Olimpiade il coraggio di Elisa Di Francisca
risponde Aldo CazzulloI tuoi preferiti
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Caro Aldo,
quale migliore occasione per l’Olimpiade quella di affiancare, se non addirittura sostituire, le bandiere nazionali con quella comunitaria? Certo, ci sarebbe il problema dell’inno celebrativo per le premiazioni anche se penso che molti europei sarebbero ben disposti a sacrificarlo per quello comune. Il colpo d’occhio del medagliere europeo certo farebbe una certa impressione (per le medaglie conquistate intendo) e riempirebbe d’orgoglio molti cittadini del vecchio continente.Francesco Ceccarelli
Caro Francesco,
La bandiera europea alle Olimpiadi è una mia vecchia fissa. Pensi che me ne portai una in valigia a Rio 2016, con il retropensiero di affidarla a qualche atleta destinato a salire sul podio, affinché fosse il primo della storia a far sventolare ai Giochi il vessillo con le stelle d’Europa. Con il mio amico Giorgio Caruso, allora capufficio stampa della Federazione Scherma, proponemmo a Elisa Di Francisca di diventare portabandiera-ombra dell’Europa. Elisa, che oltre a essere una fuoriclasse è una donna libera e coraggiosa, era rimasta molto colpita dalla strage del Bataclan, dalla morte di Valeria Solesin, dagli attentati di Bruxelles del marzo 2016. Conoscendo il regolamento olimpico, evitò di portarla sul podio (era campionessa in carica, vinse l’argento), ma la mostrò a latere della premiazione, ai piedi del podio. La foto di Elisa Di Francisca con la bandiera europea finì sui siti di mezzo mondo. Il giorno dopo ricevetti due telefonate. La vicedirettrice vicaria del Corriere, Barbara Stefanelli, era entusiasta dell’idea: sarebbe stato bello che altri atleti imitassero Elisa. Ma il capufficio stampa del Coni, il potente Danilo Di Tommaso, mi fece un cazziatone tremendo: «Così ci tolgono le medaglie!». Insomma la cosa morì lì. Resto convinto che se le squadre delle nazioni che fanno parte dell’Unione europea, accanto al loro vessillo (senza ovviamente sostituirlo), avessero un richiamo anche piccolo all’Europa, darebbero un segno di unità e di solidarietà prezioso per un continente che difende la libertà e la democrazia in un mondo che va nella direzione opposta.
22 febbraio 2026
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