I Rockets: «Il look da pelati argentati? Un'idea del produttore: diceva che gli alieni sono attenti all'igiene. L'omaggio di Elio ci è piaciuto»
Corriere della Sera - Cultura

I Rockets: «Il look da pelati argentati? Un'idea del produttore: diceva che gli alieni sono attenti all'igiene. L'omaggio di Elio ci è piaciuto»

Sabato 21 febbraio 2026
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La storica band festeggia i 50 anni con un concerto a Portogruaro (Venezia). Fabrice Quagliotti: «A fine anni 70, durante un live a Genova sentimmo due spari: pensavamo fossero le Brigate Rosse, ma erano petardi»

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I Rockets: «Il look da pelati argentati? Un'idea del produttore: diceva che gli alieni sono attenti all'igiene. L'omaggio di Elio ci è piaciuto»

di Francesco Verni

La storica band festeggia i 50 anni con un concerto a Portogruaro (Venezia). Fabrice Quagliotti: «A fine anni 70, durante un live a Genova sentimmo due spari: pensavamo fossero le Brigate Rosse, ma erano petardi»

Nell’immaginario collettivo sono la band con i volti ricoperti d’argento, le teste rasate e i costumi spaziali. I Rockets, che stanno per festeggiare i 50 anni di attività, non hanno mai abbandonato le scene e, grazie a Fabrice Quagliotti, presente sul palco dal 1977, continuano a girare l’Europa con le loro hit Galactica, Future Woman, Space rock ed Electric delight unite alle nuove canzoni pubblicate in questi anni. Il gruppo francese sarà live domenica 22 febbraio al Palmariva Live Club di Portogruaro, Venezia, per una tappa del tour legato all’uscita del triplo vinile «Some other space, some other live!» (ore 20.30, info www.rocketsgalactica.com).

Fabrice Quagliotti, la band ha pubblicato nel 2024 «The final frontier» e l’anno scorso il triplo live. Che cosa rende il vostro “space rock” ancora così attuale?
«È uno stile di musica che non invecchia, allo stesso modo del rock e del jazz. La nostra forza è che non facciamo una musica catalogabile, ha una sonorità molto identitaria e particolare che non è mutata nel tempo anche se suonata da musicisti differenti».

Nel panorama attuale chi sente più vicino al sound dei Rockets?
«I più conosciuti sono i Daft Punk. Si sono ispirati dichiaratamente a noi; all’epoca il padre di Thomas Bangalter era sempre nel nostro studio. La loro fortuna è stata quella di arrivare al momento giusto mentre noi eravamo troppo in anticipo… “c’est la vie”».

L’anno scorso sono scomparsi due dei fondatori dei Rockets, Christian Le Bartz e Alain Maratrat. Sente il peso della responsabilità di portare avanti il progetto?
«Ho sempre avuto il supporto di Alain Maratrat e Alain Groetzinger. Mi hanno sempre incoraggiato a far vivere i Rockets aggiornando lo stile in base ai nuovi musicisti dell’organico. Per me farlo non è una responsabilità ma un grande onore».

Come era nato il look argentato e in che modo l’avete aggiornato oggi?
«Era un’idea di Claude Lemoine, il nostro primo produttore. Nella sua testa gli alieni dovevano essere attentissimi all’igiene, quindi niente capelli per evitare microbi, e tutti argentati. Ancora oggi ci dipingiamo d’argento ma non abbiamo più bisogno delle uniformi spaziali, e cambiamo di volta in volta divisa, dallo sportivo all’impiegato di banca».

Qual è il concerto più strano che avete fatto?

«Durante il periodo delle Brigate Rosse, a cavallo degli anni Settanta e Ottanta, mentre stavamo uscendo sul palco a Genova, abbiamo sentito due spari. Il manager è sbiancato e, in fretta e furia, siamo rientrati perché una settimana prima avevamo trovato una bomba sotto il palco. Alla fine erano solo dei petardi e abbiamo tenuto il concerto regolarmente, ma ricordo ancora la grande paura».

Come ha reagito quando gli Elio e Le storie tese vi hanno reso omaggio sul palco di Sanremo nel 1996?
«È stato molto divertente, il giorno dopo ho chiamato Elio e la settimana successiva siamo andati a trovarli a un loro concerto».

Ha un rimpianto in particolare nella carriera?
«Il famigerato album “p 3,14” del 1981, pubblicato dopo che la casa editrice ci aveva bloccato l’uscita di “Alienation” che sono riuscito a pubblicare solo nel 2021».

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21 febbraio 2026 ( modifica il 21 febbraio 2026 | 14:38)

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