Dori Ghezzi: «Fabrizio De André mi ha fatto appassionare ai Tarocchi e mi ha insegnato a interpretarli»
Corriere della Sera - Cultura

Dori Ghezzi: «Fabrizio De André mi ha fatto appassionare ai Tarocchi e mi ha insegnato a interpretarli»

Venerdì 20 febbraio 2026
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La video-installazione con i personaggi delle canzoni del cantautore al Palazzo della Ragione. La mostra in Accademia Carrara con le carte del mazzo Colleoni

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Dori Ghezzi: «Fabrizio De André mi ha fatto appassionare ai Tarocchi e mi ha insegnato a interpretarli»

di Camilla Bianchi

La video-installazione con i personaggi delle canzoni del cantautore al Palazzo della Ragione. La mostra in Accademia Carrara con le carte del mazzo Colleoni

La mostra a Palazzo della Ragione

Marinella danza, Angiolina salta la corda, Andrea, pastrano e bisacce, «s’è perso e non sa tornare», il Pescatore issa la rete mentre Bocca di rosa, capelli sciolti e veste leggera, si sottrae allo sguardo dello spettatore. E via così, in un susseguirsi di musica e immagini, per una buona mezz’ora. I personaggi di 31 canzoni di Fabrizio De André prendono vita nelle tre maxi carte da gioco — alte quattro metri e larghe due — posizionate sotto le volte della Sala delle Capriate, a Palazzo della Ragione. 

Un omaggio al cantautore genovese

Un trittico a comporre un quadro in movimento, un omaggio al cantautore genovese e al suo ultimo tour «Mi innamoravo di tutto» che il 20 dicembre 1997 lo portò ad esibirsi anche a Bergamo, al Palazzetto dello sport. «Volta la carta», cantava De André, invitando a sfidare la sorte e a fare i conti con un futuro incerto. Sul palco — chi quella sera era presente lo ricorderà bene — accanto ai musicisti c’erano proprio i tarocchi, spunto per raccontare storie di vita, destini e sogni spezzati. Quelle stesse carte che l’Accademia Carrara celebrerà nella mostra che verrà inaugurata giovedì prossimo in pinacoteca.

L'installazione spin-off in Città Alta

La video-installazione allestita in Città Alta «è uno spin-off della mostra, un regalo a Bergamo, ai suoi abitanti e ai turisti che ogni giorno visitano il centro storico e sarà aperta al pubblico gratuitamente sino al 3 maggio», spiega Gianpietro Bonaldi, general manager del museo. «I Tarocchi di De Andrè» raccontano la fragilità dell’esistenza e la speranza insieme, un intreccio poetico di immagini e suoni che gli autori di Studio Azzurro hanno realizzato nel 2009 per l’esposizione dedicata al cantautore a Palazzo Ducale, a Genova. 

Il rimando alla tradizione pittorica italiana

«Un lavoro che dà voce a un’umanità variegata che si riflette nella simbologia degli Arcani — spiega Maria Luisa Pacelli, direttrice di Accademia Carrara —. De André era un artista colto che faceva una musica popolare, veicolando temi e significati universali. Una metafora di quello che anche un museo come il nostro dovrebbe fare. I tarocchi sono ancora popolari, amati dagli artisti come dalla gente comune, da storici e letterati. Sono oggetti vivi nonostante l’età, e sono certa che riserveranno ai nostri visitatori sorprese inattese». L’installazione di Studio Azzurro, particolarmente valorizzata dall’ambientazione a Palazzo della Ragione, «richiama la struttura dei trittici dell’arte europea ma rimanda anche alla tradizione pittorica italiana. Ed è bello vedere come dialoghi con gli affreschi della Sala delle Capriate», sottolinea Laura Marcolini, una delle autrici della video-opera. A questo scopo alcuni degli affreschi sono stati volutamente messi sotto i riflettori, un invito a leggere il legame storico e artistico tra le opere in sala.

Gli orari di apertura dell'installazione

Giovedì sera era presente all’inaugurazione anche Dori Ghezzi, moglie di Fabrizio De André. «Sono molto felice di essere a Bergamo, dove ho tanti amici — ha detto —. E sono felice di rivedere questa installazione. Da Fabrizio ho imparato anche a interpretare i tarocchi e a intessere le tante storie che narrano». Maria Luisa Pacelli e Paolo Plebani, curatore dell’esposizione che vedremo in Carrara, hanno brevemente illustrato la mostra che resterà allestita sino al 2 giugno. Un viaggio attraverso i secoli, dalle origini dei tarocchi sino ai giorni nostri. Dal Quattrocento agli anni Duemila, dalle 74 carte del Mazzo Colleoni, eccezionalmente riunito grazie alla collaborazione della Morgan Library, sino ad un’opera di Francesco Clemente, passando per le miniature ispirate ai Trionfi petrarcheschi, il Surrealismo, Carl Jung e Italo Calvino. A concludere l’appuntamento di ieri sera, una lettura collettiva delle carte del Mazzo Colleoni affidata alla performer Marianne Costa.
L’allestimento a Palazzo della Ragione è visitabile da giovedì a domenica dalle 11 alle 19.

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