Decreto bollette, la Lombardia contro
Il rischio che salti l’accordo tra Regione e grandi produttori di energia elettrica e l'incognita per i consumatori
Decreto bollette, la Lombardia contro
di Ferruccio de Bortoli | 19 febbraio 2026Il rischio che salti l’accordo tra Regione e grandi produttori di energia elettrica e l'incognita per i consumatori
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La faticosa scommessa del governo di alleggerire con un bonus le bollette elettriche delle famiglie più deboli e delle aziende energivore è appesa a un ipotetico consenso europeo. Perché la sterilizzazione degli Ets (Emission Trade system) soprattutto per chi produce elettricità impiegando il gas, che poi alla fine determina il prezzo unitario nazionale, impatta su una normativa europea pensata in origine proprio per scoraggiare l’uso delle fonti fossili.
Il mercato dello scambio delle quote di inquinamento è da tempo sotto accusa perché ritenuto tra le cause della deindustrializzazione europea. Altri, fuori dall’Unione, non pagano per quello che inquinano e sono di conseguenza più competitivi anche sul mercato unico.
Ma è assai problematico che si decida di non far pagare gli Ets a un solo Paese membro. Il nodo è questo. Ma il ministro Gilberto Pichetto Fratin è convinto, non senza buone ragioni, che il revisionismo europeo di necessità sul Green Deal, che ha messo in discussione la data del 2030 per l’abbandono del motore termico, si allargherà anche al discusso sistema dei certificati d’inquinamento.
Tra le reazioni, tutte favorevoli al Decreto Bollette (entusiasta la Confindustria) spicca l’eccezione lombarda, regione che tra l’altro contribuisce per quasi un quinto alla produzione di energia elettrica dell’intero Paese ed è governata da una giunta di centrodestra, guidata dal leghista Attilio Fontana.
L’assessore, anche lui leghista, Massimo Sertori, nell’intervista al Corriere di oggi non nasconde il proprio scetticismo. L’alleggerimento degli Ets, a suo giudizio, cadrà sui consumatori finali. Il nuovo sistema, ammesso che abbia il via libera di Bruxelles, andrà a regime solo dal prossimo anno. Intanto le aziende produttrici, cui è aggravato l’onere Irap, ne sopportano subito, già questa mattina, le conseguenze in Borsa. I titoli sono tutti in discesa.
Ma soprattutto rischia di saltare l’accordo tra Regione Lombardia e grandi produttori di energia elettrica, soprattutto Enel, A2A ed Iren, che in cambio della proroga delle concessioni si erano impegnati a fornire fino al 15 per cento della produzione, a prezzo scontato, alle aziende energivore. Queste ultime troveranno il Decreto Bollette (che probabilmente subirà dei cambiamenti) meno vantaggioso dell’intesa regionale di marca leghista.
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