Bene il dialogo con la Germania ma non per indebolire l'Europa
Bene il dialogo con la Germania ma non per indebolire l'Europa
risponde Aldo CazzulloI tuoi preferiti
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Caro Aldo
come vede l’asse Meloni Merz per una riforma europea? E lei che Europa vorrebbe?Edoardo Rabascini
Speriamo che sia il momento iniziale della Ue a due velocità. Decisioni comuni all’interno non della Ue ma tra Stati aderenti alla Ue, vincolanti per chi aderisce ed aperte a chi in futuro vuole aderire. Partono in flotta alcune navi e le altre, se vogliono, possono allinearsi.Massimo Ferrari
Cari lettori,
L’asse — espressione che bisognerebbe usare con prudenza, soprattutto quando indica i rapporti tra Roma e Berlino — italo-tedesco è durato lo spazio di un mattino. Intendiamoci: Giorgia Meloni fa bene a cercare un rapporto preferenziale con la Germania, che nonostante la crisi economica resta il Paese più importante d’Europa. Ed è forse inevitabile che la Meloni prenda le distanze da Merz sulle critiche a Trump: il Cancelliere viene da una diversa cultura politica, cristiano-democratica; la premier italiana è impegnata nella difficile impresa di non rompere con Trump, senza farsi schiacciare sulla sua personalità, non molto amata in Italia, neppure a destra. Tuttavia, per il bene dell’Europa, forse bisogna rallegrarsi se l’accordo tra Meloni e Merz non si concluderà. Perché va nella direzione esattamente opposta al rafforzamento dell’Europa. Di fatto viene proposto di subordinare sia la Commissione — vale a dire l’embrione di governo europeo — sia il Parlamento ai singoli Stati: il più forte dei quali, come ci siamo detti, non è l’Italia, è la Germania. Viene dato un colpo di freno un po’ a tutti i progetti europei: la possibilità di registrare le start-up in due giorni, l’integrazione dei mercati finanziari, gli investimenti nell’intelligenza artificiale, e ovviamente il piano «verde» contro il cambio climatico; il quale del resto, come ci informano i giornali governativi, non esiste, o comunque non dipende dall’uomo, quindi non possiamo farci nulla. In realtà servirebbe il contrario: una politica ambientale che non penalizzi le imprese, anzi rappresenti un incentivo alla crescita economica; un esercito comune europeo; un fisco comune europeo, per arginare la scandalosa elusione che rovescia tutto il peso delle tasse sul ceto medio e toglie servizi alle classi popolari.
19 febbraio 2026
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