«Venetians. Il segreto dell'Arsenale», il romanzo di Josi e Scattaglia nella Venezia del Cinquecento tra intrighi e lotte di potere
Il destino della Serenissima Repubblica è nelle mani del giovane Marcantonio Bragadin
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«Venetians. Il segreto dell'Arsenale», il romanzo di Josi e Scattaglia nella Venezia del Cinquecento tra intrighi e lotte di potere
di Francesca VisentinIl destino della Serenissima Repubblica è nelle mani del giovane Marcantonio Bragadin
Gli autori, Luca Josi e Allegra Scattaglia. Accanto, dettaglio de «Il bacino di San Marco» di Canaletto
C’è un giovane che può cambiare il destino della Serenissima Repubblica di Venezia. Marcantonio Bragadin, irrequieto figlio minore di una delle famiglie fondatrici di Venezia si destreggia tra intrighi politici, rivalità familiari, minacce e inganni, nel romanzo Venetians. Il segreto dell’Arsenale (Sonzogno) di Luca Josi e Allegra Scattaglia. I due, coppia artistica e nella vita, sono al loro libro di esordio, lui lavora tra media e scrittura, lei è ricercatrice e specializzata in progettazione culturale. La storia è ispirata a un antenato della famiglia di Luca Josi, Marcantonio Bragadin. Josi e Scattaglia presentano il romanzo a Venezia sabato, a Palazzo Ducale (ore 17.30), in dialogo con lo scrittore veneziano Giovanni Montanaro, la giornalista Lilli Gruber e Pino Corrias.
Venetians è ambientato tra le calli della Venezia del Cinquecento, dove si gioca una partita per il controllo della Repubblica. Tradimenti, spie e ambizioni familiari si intrecciano, ma è il destino di un uomo che può cambiare il futuro di Venezia. Marcantonio Bragadin si muove tra intrighi di potere e fazioni in guerra, quella guidata da Pietro Loredan e quella capeggiata da Sebastiano Venier. Al fianco di Bragadin, gli amici, il novelliere Niccolò e il pittore Matteo (nella bottega di Tiziano), la cortigiana Margherita, lo speziale Ludovico, l’ambigua Julietta da Montefeltro e Livia, la sua protetta.
«Avvicinandosi a Palazzo Loredan a bordo della gondola dei Bragadin, Marcantonio ammira ancora una volta l’armonia dell’insieme: è la ben proporzionata dimora di una famiglia aristocratica che a ogni sguardo ricorda ai veneziani il proprio prestigio e si propone come punto di equilibrio tra le opposte fazioni... - scrivono Josi e Scattaglia - . C’è solo bellezza, nessuno sfarzo e nessuna bizzarria; un vero, solido palazzo di Venezia... Si accomodano sorvegliati dallo sguardo intransigente degli antenati, i cui ritratti occupano le tre pareti non affacciate sul canale. Alcuni di loro hanno gettato le fondamenta per la grandezza della casata da quando, cinque secoli prima, giunsero a Venezia dai loro feudi in Romagna, mal sopportando le imposizioni dell’imperatore di Costantinopoli... Al centro della parete principale si impone il profilo di messer Leonardo Loredan, morto da appena vent’anni, in vesti bianche trapuntate e con il corno di doge sul capo. Il potente e indimenticato avo di Piero Loredan...».
Una narrazione che ruota anche intorno alla misteriosa invenzione veneziana a cui lavorano gli ingegneri dell’Arsenale, cuore simbolico e tecnologico della città. Un segreto decisivo, che ha attirato a Venezia abili spie straniere.
Alla vigilia di un’elezione resa imminente dalla malattia del doge, Marcantonio Bragadin torna a Venezia, richiamato dalla famiglia, che per lui ha progetti ambiziosi, destinati a escludere il primogenito Giovanni. Nella Venezia del Cinquecento, campo di battaglia di tensioni politiche, giochi di potere e spionaggio vicende che mettono al centro la riflessione su quanto il destino individuale può incidere sulla grande storia collettiva. «Marcantonio avanza tra le calli deserte. Non corre; si muove rapido come chi tenta di sfuggire a se stesso, a un groviglio di immagini che la mente non riesce più a contenere - scrivono autrice e autore - . L’aria di Venezia è immobile, densa d’acqua e di silenzio. Il suono dei suoi passi svelti rimbalza sui muri umidi. Più cammina, più il tumulto dentro di lui si ritira, lasciando una calma che non gli appartiene...». Luca Josi e Allegra Scattaglia hanno basato il libro su un approfondito studio del periodo storico, politico e culturale della Venezia del Cinquecento. Molti dei personaggi sono esistiti, altri invece, come in ogni riuscito romanzo storico, sono nati dalla fantasia narrativa.
Autrice e autore hanno voluto dedicare il romanzo «a Marcantonio e agli smarriti della storia».
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18 febbraio 2026 ( modifica il 18 febbraio 2026 | 19:38)
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