Quando la neve e il ghiaccio diventano arte, le incredibili sculture del Festival di San Candido dedicate alle Olimpiadi
Il Festival Internazionale delle Sculture di Neve di San Candido è stato inserito come evento culturale collaterale dei Giochi. Il tema dell'edizione era infatti il fair play. Il premio del pubblico è andato al team italiano
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Quando la neve e il ghiaccio diventano arte, le incredibili sculture del Festival di San Candido dedicate alle Olimpiadi
di Benedetta PellegriniIl Festival Internazionale delle Sculture di Neve di San Candido è stato inserito come evento culturale collaterale dei Giochi. Il tema dell'edizione era infatti il fair play. Il premio del pubblico è andato al team italiano
Nel cuore dell’inverno, con il freddo a fare da prezioso alleato, anche la neve può trasformarsi in versatile strumento espressivo. Accade a San Candido, dove dal primo al 4 febbraio 2026 si è svolto il Festival Internazionale delle Sculture di Neve, giunto ormai alla sua 36esima edizione e inserito come evento culturale collaterale dei Giochi Olimpici Invernali. Tra seghe, palette e altri strumenti manuali, trenta artisti provenienti da tutto il mondo hanno dato forma a opere monumentali, destinate a esistere per il tempo della stagione invernale prima di sciogliersi inevitabilmente con l’arrivo della primavera. Nel frattempo, imponenti alla luce del giorno e suggestive nelle ore serali, le sculture restano visibili anche dopo il tramonto grazie a un impianto di illuminazione appositamente previsto.
Le opere
Il Festival Internazionale delle Sculture di Neve si è basato su una formula essenziale, pensata per valorizzare la materia a disposizione e la tecnica impiegata. Per l’occasione sono stati infatti predisposti grandi cubi di neve pressata e ghiacciata, ciascuno di tre metri per lato, sui quali i dieci gruppi partecipanti hanno lavorato dando forma a sculture originali. Gli artisti hanno potuto contare esclusivamente sull’acqua che, grazie alle temperature rigide, ghiacciava all’istante, diventando parte integrante del processo di modellazione insieme agli attrezzi manuali. Una volta completate, le opere sono state sottoposte allo sguardo del pubblico. Turisti e residenti sono stati chiamati a valutarne i pregi e a scegliere le migliori, contribuendo in modo diretto all’esito del concorso.
Le opere, come detto, sono state realizzate nell’arco di tre giorni; un tempo limitato che ha inciso sulle modalità di lavoro e sulla natura stessa delle sculture, destinate a rimanere esposte fino al loro naturale scioglimento con il cambio di stagione. Il Dolomites Snow Festival si è concluso dopo intense giornate di lavoro sulla neve, seguite da visitatrici e visitatori arrivati da vicino e da lontano.
I vincitori
Al termine della manifestazione, come da tradizione, sono stati annunciati i vincitori del concorso internazionale. Il premio del pubblico è andato al team italiano composto dai bellunesi Paolo Moro, Manuel De Francesch ed Elio Dal Mas, che ha scelto di interpretare il tema dell’edizione, il Fair Play, attraverso una scultura dedicata a un celebre gesto di lealtà sportiva. L’opera raffigura infatti una bandiera olimpica, due bob in corsa e il bullone simbolo dell’episodio che vide protagonista Eugenio Monti alle Olimpiadi invernali di Innsbruck del 1964. Alle spalle della squadra italiana si sono classificati i team della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, mentre il riconoscimento della giuria è stato assegnato alla Svezia per un’interpretazione ritenuta particolarmente creativa.
Inserito nel calendario degli eventi collaterali dei Giochi Olimpici Invernali, il festival ha accompagnato l’apertura dell’appuntamento sportivo trasformando San Candido in uno spazio espositivo a cielo aperto, dove il tema del Fair Play ha dunque fatto da filo conduttore al lavoro complessivo delle artiste e degli artisti.
18 febbraio 2026
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