Chi è Lara Sansone, direttrice artistica del Sannazaro bruciato a Napoli: la nonna star, il «café chantant» con cui salvò il teatro, nel cast di Un posto al sole
Nipote di Luisa Conte, ha recitato sin da bambina, quando il Sannazaro era un carrozzone a conduzione familiare, poi ha ereditato la gestione del teatro e l'ha rinnovato
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Chi è Lara Sansone, direttrice artistica del Sannazaro bruciato a Napoli: la nonna star, il «café chantant» con cui salvò il teatro, nel cast di Un posto al sole
di Ida PalisiNipote di Luisa Conte, ha recitato sin da bambina, quando il Sannazaro era un carrozzone a conduzione familiare, poi ha ereditato la gestione del teatro e l'ha rinnovato
Sarebbe dovuta andare in scena con il suo Café Chantant Lara Sansone, che il teatro Sannazaro - bruciato ieri a Napoli in un incendio - l’ha ereditato non solo dalla nonna Luisa Conte, grande attrice di Eduardo, ma da un'intera generazione di attori di cui lei porta avanti con onore e dignità la lezione. Che non è quella della sciantosa irriverente e post moderna, seduttiva e ammiccante che fa rivivere il varietà nel salotto della Napoli bene, ma è, piuttosto, quella del teatro puro napoletano e della prosa italiana, su un palcoscenico che fu di Scarpetta, De Filippo, Concetta e Peppe Barra, Nino e Carlo Taranto, Leopoldo Mastelloni.
Quest’ultimo sarebbe dovuto ritornare in scena al Sannazaro ad aprile. «Leopoldo Mastelloni è stato un grande maestro e un amico: fu lui a insegnarmi che nessuno mi chiede di essere me a teatro, solo di metterci tutta me stessa», raccontò Lara Sansone in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno.
L’attrice, oggi cinquantenne, volto noto anche della tivù — dove è nel cast di Un posto al sole con il ruolo di Bice Cerruti- ha recitato sin da bambina, quando il Sannazaro era un carrozzone a conduzione familiare.
Era un’epoca in cui il teatro era tutt’uno con la vita. E Luisa Conte usava intrattenere i suoi attori/amici anche a cena, dove cucinava personalmente crocché, ragù e i piatti rigorosamente napoletani, con un amore trasmesso anche questo alla nipote Lara. Che guardava con la sorella Ingrid Sansone tutti gli spettacoli dietro le quinte e debuttò nella commedia di Scarpetta «Na santarella» (che proprio al Sannazaro fu rappresentata per la prima volta nel 1889) ritrovandosi da ragazzina a recitare con Concetta Barra.
«Rimasi quasi traumatizzata perché non poteva esserci personaggio più distante da me di quello della sciantosa. Pensai: non lo farò mai più. Invece sono trent’anni che la faccio, non riesco a toglierla dal mio repertorio», ci disse l’attrice, che con il marito Sasà Vanorio gestisce il teatro di Chiaia dove ieri sono bruciati, assieme ai maestosi allestimenti del suo varietà, (costumi e copricapi sfarzosi, e persino un elefante riprodotto a grandezza naturale) anche i reperti del piccolissimo museo allestito nel foyer per ricordare Luisa Conte.
Quando la nonna morì, nel ’94, il teatro rischiò un tracollo, giacché il pubblico era abituato a lei e al suo repertorio di commedie classiche napoletane che riempivano la stagione. Fu Lara Sansone ad avere l’idea di mettere i tavolini al posto delle poltrone in platea e far rivivere il caffè chantant, subito un successo (e qualche attore, come Mario Aterrano, ci recita ancora oggi).
Il Sannazaro ha cambiato la vita delle sorelle Sansone che a un certo punto avevano preso altre strade, diverse dalla recitazione. Lara studiava all’estero. Ma quando si è trattato di rimboccarsi le maniche per salvarlo, lo ha fatto e ha imparato anche a fare l’imprenditrice, proprio come la nonna, che era tenace, quando credeva in qualcosa non si lasciava abbattere andava avanti sempre con tutte le sue forze. Oggi la città si stringe attorno a Lara Sansone e al suo Sannazaro. La speranza è che presto quel palcoscenico torni a ospitare i suoi artisti come avveniva da anni.
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18 febbraio 2026 ( modifica il 18 febbraio 2026 | 09:39)
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