Il rogo al teatro Sannazaro, stavolta non solo promesse
Corriere della Sera - Cultura

Il rogo al teatro Sannazaro, stavolta non solo promesse

Mercoledì 18 febbraio 2026
3 visualizzazioni

Olimpiadi, come il grande affare si è mangiato gli ideali

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Il rogo al teatro Sannazaro, stavolta non solo promesse

di Mirella Armiero

Un pezzo di Napoli in fumo. Ci siamo tutti passati davanti infinite volte: una presenza discreta, con il piccolo, elegante ingresso su via Chiaia e i manifesti colorati a segnalare il teatro Sannazaro. Ma dietro quel piccolo ingresso, una grande storia. Nel gioiellino tutto bianco e oro, in una sera del 1932 c’era Luigi Pirandello in platea, ad applaudire un giovane ed emozionato Eduardo De Filippo. Un episodio e due grandi personaggi: un esempio tra i tanti possibili solo per dire dell’importanza del Sannazaro, a Napoli e in Italia.

A testimoniare affetto e vicinanza sono state in primis le istituzioni: dal ministro Giuli al sindaco Manfredi, al sovrintendente Macciardi e così via. E tanti artisti, da Alessandro Gassmann a Marisa Laurito. L’elenco è lunghissimo e non è questa la sede per snocciolarlo. Quel che conta è l’impegno che ministro, governatore, sindaco si sono subito sentiti di assumere. Ricostruire il teatro, trovare fondi, essere tempestivi, non abbandonare il Sannazaro. Benissimo. Quello che questo giornale può fare è vigilare e farsi memoria viva della città, per non lasciare che questo incendio cada nel dimenticatoio e che le promesse di oggi siano solo parole vuote dovute al momento coinvolgente, all’emozione provata davanti alle immagini di fuoco e cenere, al bisogno di rispondere alle domande urgenti dei cittadini, degli spettatori, degli appassionati. Dalle parole questa volta bisogna passare ai fatti, senza ritardi. Altri due roghi recenti sono ancora davanti agli occhi: per la ricostruzione della Fenice, di proprietà del Comune di Venezia, ci sono voluti sette anni e dieci mesi e per il Petruzzelli di Bari addirittura diciassette anni e undici mesi. Come quest’ultimo, il Sannazaro è di proprietà privata, ma la sua storia appartiene a tutta la città, che chiede una veloce ricostruzione. Una città abituata a veder passare cinquant’anni senza che sia completato il progetto iniziale della metropolitana o che chissà quanto dovrà attendere per la riapertura delle cappelle di Poggioreale, crollate ormai quasi quattro anni fa. Ma il teatro è da sempre l’anima di Napoli e questa volta Napoli non è disposta ad aspettare. E lo conferma ampiamente l’ondata di commozione e dispiacere che da ieri mattina si propaga sui social, sulle radio, sulle televisioni, nei discorsi delle persone. Il sentimento comune è di rimpianto: è andato in fumo un pezzo della nostra identità più autentica, quella che il mondo contemporaneo, tra overtourism e cultura mainstream, mette sempre più a rischio. E non si tratta di un atteggiamento nostalgico, ma di difendere l’inestimabile patrimonio di cultura e tradizione nobilmente popolare di cui è stata simbolo Luisa Conte, attrice, impresaria, capocomica, e dopo di lei la nipote Lara Sansone che ne è diretta erede.

APPROFONDISCI CON IL PODCAST


A testimoniare affetto e vicinanza sono state in primis le istituzioni: dal ministro Giuli al sindaco Manfredi, al sovrintendente Macciardi e così via. E tanti artisti, da Alessandro Gassmann a Marisa Laurito. L’elenco è lunghissimo e non è questa la sede per snocciolarlo. Quel che conta è l’impegno che ministro, governatore, sindaco si sono subito sentiti di assumere. Ricostruire il teatro, trovare fondi, essere tempestivi, non abbandonare il Sannazaro. Benissimo. Quello che questo giornale può fare è vigilare e farsi memoria viva della città, per non lasciare che questo incendio cada nel dimenticatoio e che le promesse di oggi siano solo parole vuote dovute al momento coinvolgente, all’emozione provata davanti alle immagini di fuoco e cenere, al bisogno di rispondere alle domande urgenti dei cittadini, degli spettatori, degli appassionati. Dalle parole questa volta bisogna passare ai fatti, senza ritardi. Altri due roghi recenti sono ancora davanti agli occhi: per la ricostruzione della Fenice, di proprietà del Comune di Venezia, ci sono voluti sette anni e dieci mesi e per il Petruzzelli di Bari addirittura diciassette anni e undici mesi. Come quest’ultimo, il Sannazaro è di proprietà privata, ma la sua storia appartiene a tutta la città, che chiede una veloce ricostruzione. Una città abituata a veder passare cinquant’anni senza che sia completato il progetto iniziale della metropolitana o che chissà quanto dovrà attendere per la riapertura delle cappelle di Poggioreale, crollate ormai quasi quattro anni fa. Ma il teatro è da sempre l’anima di Napoli e questa volta Napoli non è disposta ad aspettare. E lo conferma ampiamente l’ondata di commozione e dispiacere che da ieri mattina si propaga sui social, sulle radio, sulle televisioni, nei discorsi delle persone. Il sentimento comune è di rimpianto: è andato in fumo un pezzo della nostra identità più autentica, quella che il mondo contemporaneo, tra overtourism e cultura mainstream, mette sempre più a rischio. E non si tratta di un atteggiamento nostalgico, ma di difendere l’inestimabile patrimonio di cultura e tradizione nobilmente popolare di cui è stata simbolo Luisa Conte, attrice, impresaria, capocomica, e dopo di lei la nipote Lara Sansone che ne è diretta erede. 

Vai a tutte le notizie di Napoli

Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania

18 febbraio 2026 ( modifica il 18 febbraio 2026 | 08:17)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Incendio distrugge il Teatro Sannazaro di Napoli

Incendio distrugge il Teatro Sannazaro di Napoli

Hai una storia da segnalare sul tuo territorio?

ScriviciIscriviti alla newsletter

Corriere del Mezzogiorno

Le news principali sul Mezzogiorno
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione

IscrivitiLA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo