Solo l’AI potrà migliorare le nostre leggi
In Italia il corpo legislativo cresce del 3% all’anno e oggi conta 86 milioni di parole, oltre a 146 mila rimandi e collegamenti da una legge all’altra. Il nostro Paese oggi avrebbe circa cento miliardi di euro di prodotto lordo all’anno in più se solo le leggi fossero scritte con la chiarezza della Costituzione
Solo l’AI potrà migliorare le nostre leggi
Federico Fubini | 17 febbraio 2026In Italia il corpo legislativo cresce del 3% all’anno e oggi conta 86 milioni di parole, oltre a 146 mila rimandi e collegamenti da una legge all’altra. Il nostro Paese oggi avrebbe circa cento miliardi di euro di prodotto lordo all’anno in più se solo le leggi fossero scritte con la chiarezza della Costituzione
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Da anni ci si chiede quali categorie di professionisti saranno spiazzati per primi dall’intelligenza artificiale generativa. Una start up nata dal Politecnico di Milano, LegisRatio, ha un’ipotesi: i manovratori nelle sale macchine nelle fabbriche delle leggi, nelle regioni, a Roma o a Bruxelles.
Perché si parla molto di semplificare la normativa europea, ma prendete anche solo il caso italiano. Il corpo legislativo cresce del 3% all’anno e oggi conta 86 milioni di parole, oltre a 146 mila rimandi e collegamenti da una legge all’altra (ormai oltre il 60% delle norme non è autosufficiente ma contiene rimandi spesso contraddittori). Un umano normalmente dotato dovrebbe impegnarsi otto ore al giorno, sempre alla stessa intensità e per almeno due anni, se vuole leggere tutta la normativa italiana; volesse leggere tutta quella europea avrebbe bisogno di cinque anni, mentre se avesse solo mezz’ora dovrebbe dividere il compito con cinquemila colleghi.
Ma nelle leggi italiane l’aspetto che colpisce di più è la crescente impenetrabilità. Linguisti e psicologi concordano nell’indicare a 25 parole il limite oltre il quale una frase cessa di essere facilmente comprensibile (fate la prova: questa ne ha 28). Le norme italiane invece sono scritte con lunghezza crescente. L’anno scorso avevano in media 64 parole, quest’anno siamo già a 67. E il costo economico è colossale: incertezza, contraddittorietà, la possibilità che i giudici interpretino in modo diverso gli stessi testi. Tutto questo riduce gli investimenti. Poiché non capiscono se la legge è dalla loro parte, le imprese non rischiano.
L’economista Luigi Guiso dello Einaudi Institute for Economics and Finance di Roma, a cui si deve questa analisi, stima che l’Italia oggi avrebbe circa cento miliardi di euro di prodotto lordo all’anno in più se solo le leggi fossero scritte con la chiarezza della Costituzione.
Ma dato che è fra gli animatori della startup LegisRatio, Guiso ha anche una soluzione. Simile a quella di cui, separatamente, Mario Draghi ha parlato al vertice europeo della scorsa settimana: usare l’intelligenza artificiale generativa per velocizzare in modo esponenziale la ricerca di norme, scovarne le contraddizioni, proporre al legislatore semplificazioni o testi unici invece di una galassia frammentata di codicilli, assistere nella stesura dei testi o simularne l’impatto. Esiste già una startup in America, VulcanTech, che lo fa per lo stato federale della Virginia. In Italia LegisRatio ha già ottenuto un premio dalla Camera. Non siamo condannati a essere sempre e comunque in ritardo.
17 febbraio 2026
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