Non solo dirigibili: Umberto Nobile oltre il mito della "tenda rossa"
Il saggio di Maurizio Erto ripercorre le esperienze umane e politiche del famoso trasvolatore del Polo Nord originario di Lauro, in Irpinia. Testo arricchito da 150 immagini esclusive
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Non solo dirigibili: Umberto Nobile oltre il mito della "tenda rossa"
di Marco MolinoIl saggio di Maurizio Erto ripercorre le esperienze umane e politiche del famoso trasvolatore del Polo Nord originario di Lauro, in Irpinia. Testo arricchito da 150 immagini esclusive
L’imponente dirigibile che sorvola un’infinita distesa di ghiaccio è il trionfo dell’ingegno e del coraggio di un’intera nazione. Ma oltre l’orizzonte c’è il dramma con l’inevitabile conta dei caduti e dei dispersi, l’epopea dei sopravvissuti e la mobilitazione dei soccorsi. Ci sono tutti gli ingredienti delle più memorabili imprese nella vicenda della spedizione condotta nel 1928 dal generale Umberto Nobile, che con il suo dirigibile Italia intendeva sorvolare il Polo Nord e condurre importanti studi su uno degli ambienti più ostili del pianeta. Il disastro si consumò a pochi chilometri dalla meta.
La grande struttura volante fu travolta dalle tempeste artiche, naufragando insieme al sogno di ripetere l’impresa compiuta due anni prima dal team norvegese guidato dall’esploratore Roald Amundsen. La tragica cronaca del disastro, la mobilitazione internazionale, la “tenda rossa” dei sopravvissuti: un alone di leggenda avvolse l’episodio che, nonostante il fallimento, entrò nella storia delle grandi esplorazioni.
Al centro dell’epica narrazione – e delle mille polemiche che ne seguirono – c’era l’ingegnere e progettista nato a Lauro, in Irpinia, che si batté tutta la vita per ribadire l’importanza dei dirigibili in un’epoca sempre più orientata all’utilizzo degli aeroplani. La sua figura storica rimane però indissolubilmente legata a quegli avvenimenti e poco altro viene ricordato di una pur controversa e ricca biografia. Ha cercato di colmare questa lacuna Maurizio Erto nel saggio Il compagno generale (D’Amico editore, prefazione di Antonio Alosco), facendo luce soprattutto sui frequenti rapporti che Nobile ebbe con l’Unione Sovietica e sulla sua breve ma intensa esperienza di parlamentare indipendente del Pci tra il 1946 e il 1948.
Con l’attento studio di lettere, documenti, memoriali e pubblicazioni giornalistiche, Erto ci ha restituito un Umberto Nobile forse meno eroico ma più vero. “Un uomo di pensiero e di azione – scrive l’autore –, molto ambizioso, che si sforzò sempre di perseguire il riconoscimento pubblico delle proprie idee e realizzazioni, e ciò appunto lo portò a farsi molti nemici e a commettere una serie di errori strategici, che d’altra parte pagò sempre in prima persona e a caro prezzo”.
E sono oltre 150 le foto e i documenti d’epoca inediti che accompagnano questo straordinario percorso esistenziale costantemente diviso tra l’agone politico e professionale e i sogni di nuove ed entusiasmanti conquiste dell’aria. Fantasie che assumevano, nel cuore di Nobile, sempre la forma di un imponente dirigibile semirigido saturo di idrogeno.
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