I «Promossi Sposi» dei Legnanesi, nove date a Bergamo: «La televisione? Non ci serve»
Per la prima volta alla Chorus Arena, dal 27 febbraio all’8 marzo: «Al Creberg facevamo 1.500 spettatori a sera. La parentesi al Donizetti ha lasciato fuori molto pubblico»
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I «Promossi Sposi» dei Legnanesi, nove date a Bergamo: «La televisione? Non ci serve»
di Rosanna ScardiPer la prima volta alla Chorus Arena, dal 27 febbraio all’8 marzo: «Al Creberg facevamo 1.500 spettatori a sera. La parentesi al Donizetti ha lasciato fuori molto pubblico»
Teresa, Mabila e Giovanni, alias i Legnanesi, tornano a Bergamo con nove date del loro nuovo spettacolo «I Promossi Sposi». Non una rivisitazione del classico manzoniano, ma un omaggio alla capacità di Alessandro Manzoni, Lisander per i lombardi, di scandagliare l’animo umano e i sentimenti più profondi. Saranno in scena dal 27 febbraio all’8 marzo alla ChorusLife Arena (alle 21, la domenica alle 16). Fondata a Legnano nel 1949 da Felice Musazzi e Tony Barlocco, la compagnia teatrale è tra le più longeve e seguite del panorama italiano. Il repertorio propone un affresco satirico della tipica corte lombarda, attraverso le vicende della famiglia Colombo: Teresa, donna di cortile interpretata in origine da Musazzi e poi da Antonio Provasio; la Mabilia, figlia zitella e appariscente, portata sul palco prima da Barlocco e oggi da Enrico Dalceri; e Giovanni, marito di Teresa, interpretato nel corso degli anni da diversi attori e, per il quarto anno, da Italo Giglioli. La regia è curata da Provasio, mentre Dalceri firma musiche e coreografie e Mitia Del Brocco è autrice dei testi, garantendo continuità artistica e qualità alla tradizione comica e popolare della compagnia.
Provasio, la prima volta dei Legnanesi a ChorusLife.
«Sì. A Bergamo abbiamo fatto numeri incredibili in passato: con undici date sold out al Creberg, ovvero 1.500 spettatori a sera. La parentesi al Donizetti purtroppo aveva lasciato fuori molto pubblico. Siamo di fatto bergamaschi d’adozione. A Milano abbiamo “sfondato” con 44 repliche esaurite al Manzoni, il che significa 800 spettatori a sera, unica compagnia ad avere una permanenza così lunga».
Quali sono stati i numeri della stagione 2025?
«Quasi mi vergogno a dirlo: 154 repliche, 160 mila le persone che abbiamo portato a teatro. Il pubblico non ci abbandona mai perché Teresa, Giovanni e Mabilia sono maschere lombarde. Non interessa il titolo o la trama della commedia, l’importante è ritrovare i Legnanesi».
Ci anticipi lo stesso la trama.
«Non si trova il certificato di matrimonio di Giovanni e Teresa: lui è disperato, lei al settimo cielo perché non vede l’ora di togliersi dalle scatole il marito. Qualcuno in famiglia ha nascosto il certificato per ravvivare il rapporto. La prima parte è ambientata nel cortile, nella seconda c’è l’incontro con un guru indiano che, attraverso un incontro di luce, cercherà di capire se Giovanni è il Renzo Tramaglino di Teresa. L’attualità sarà portata in scena da Mabilia che accenderà la fiaccola olimpica e renderà omaggio a Milano-Cortina con un balletto nel finale di primo tempo; poi la vedremo nelle vesti di Lucia, mentre nella seconda parte arriverà Manzoni in persona».
Nei vostri spettacoli c’è sempre una morale.
«Questa volta riguarda l’importanza della famiglia, dello stare inseme; se hai un focolare, riesci ad affrontare qualsiasi sfida della vita».
Nel tour vi spingere fino a Roma con una data, il 12 aprile, al Teatro Olimpico.
«L’anno scorso abbiamo portato nella capitale “Ricordati il bonsai”: sono venuti a vederci in mille, nonostante fosse il mercoledì della finale di Coppa Italia. Ci torneremo con piacere».
Non sentite il bisogno di un palco più importante, televisivo?
«Ci farebbe piacere, ma non ne vale la pena. Non ne abbiamo bisogno e la comparsata non ci interessa. Diverso sarebbe se avessimo un programma, magari una sit-com nostra. Negli anni passati, Rete 4 ha mandato in onda i nostri spettacoli; lo stesso ha fatto Rai 5, all’Epifania, con ottimi riscontri, ma quello che ci interessa è che il pubblico venga a vederci dal vivo e stia bene».
Quest’anno quante saranno le repliche?
«Saranno 150. Bisogna cercare di calare, sto diventando anziano…».
Non mancherà la tappa alla Trattoria D’Ambrosio.
«È fondamentale. A Bergamo ci sono i Pooh e la Giuliana. Prima, per noi, viene Giuliana».
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17 febbraio 2026
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