Maurizio Nichetti: «Milena Vukotic? Anche a 90 anni si può guardare al futuro con grande impegno. Parla sempre della stagione prossima»
Corriere della Sera - Cultura

Maurizio Nichetti: «Milena Vukotic? Anche a 90 anni si può guardare al futuro con grande impegno. Parla sempre della stagione prossima»

Martedì 17 febbraio 2026
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Il regista dirige l'attrice in «Milena ovvero Émilie du Châtelet», spettacolo sulla scienziata musa di Voltaire: «Lei è straordinaria. È passata attraverso il cinema commerciale, il cinema d’autore, la serie tv. E ha fatto tutto benissimo»

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Maurizio Nichetti: «Milena Vukotic? Anche a 90 anni si può guardare al futuro con grande impegno. Parla sempre della stagione prossima»

di Francesca Angeleri

Il regista dirige l'attrice in «Milena ovvero Émilie du Châtelet», spettacolo sulla scienziata musa di Voltaire: «Lei è straordinaria. È passata attraverso il cinema commerciale, il cinema d’autore, la serie tv. E ha fatto tutto benissimo»

Milena Vukotic diretta da Maurizio Nichetti

Da oggi a domenica, al Teatro Gobetti di Torino va in scena la magia: Milena Vukotic diretta da Maurizio Nichetti. La pièce è imperdibile e si intitola «Milena ovvero Émilie du Châtelet», scritta da Francesco Casaretti. Scienziata, filosofa, Émilie du Châtelet è stata una tra le menti più brillanti del XVIII secolo. Nata e vissuta all’interno di un ceto sociale privilegiato, grazie agli incarichi che suo padre aveva alla corte del Re Sole, fu stimolata sin dalla tenera età a sviluppare interessi linguistici e scientifici, all’epoca privilegio solo dei rampolli di sesso maschile. Non limitava le proprie esperienze di vita, talvolta frivole e mondane che, dopo i 16 anni, furono sempre più frequenti. Sposò il marchese Florent Claude du Châtelet, più grande di lei di oltre dieci anni, con cui ebbe tre figli. Eppure, questo non le impedì di vivere amori al di fuori del letto coniugale. La storia ce la riporta, soprattutto, come l’amante di Voltaire. Di lei, si è innamorata la meravigliosa Milena Vukotic.

Maurizio Nichetti, come nasce questo divino connubio tra lei e Vukotic?
«Ci eravamo conosciuti ai tempi di Stefano Quantestorie, nel 1993. Per i genitori avevo pensato a Renato Scarpa e a Milena Vukotic perché erano due attori strepitosi che mi piacevano moltissimo. Renato lo conoscevo dai tempi del Piccolo Teatro di Milano, mentre Milena l’avevo vista nei film di Buñuel. Anni dopo lei aveva presentato a Milano, sotto forma di lettura, questo testo scritto da Francesco Casaretti che racconta in prima persona la vita di Emilie du Châtelet. A me era piaciuto molto e le avevo detto: “Perché non ne fai uno spettacolo?”. E lei: “Avrei bisogno di una regia”. Così».

Cosa vediamo in scena?
«Ci siamo inventati uno stratagemma che non spoilero, ma è un po’ Milena Vukotic che invita Emilie du Châtelet a parlare di se stessa davanti a un pubblico, come fosse un’ospite d’onore in una serata speciale. E Milena fa entrambe le parti».

Milena Vukotic è un faro cui tendere…
«È un’attrice incredibile, straordinaria. È una che ha fatto tutto: è passata attraverso il cinema commerciale, il cinema d’autore, la serie tv Un medico in famiglia, Fantozzi, Ballando con le stelle… E ogni cosa l’ha fatta benissimo, al massimo del suo impegno. È bravissima, unica nel suo genere. Passa dal teatro al cinema, ha fatto cose “alte e basse”. Ma è una persona semplicissima, alla mano, sempre entusiasta del lavoro che sta facendo in quel momento. È la dimostrazione di come, anche a 90 anni, si possa guardare al futuro con grande impegno. Parla sempre della stagione prossima».

Sembra incredibile, e non solo pensando all’ età.
«L’anno scorso era in scena con Pirandello, la sera. Di giorno preparavamo la ripresa di questo spettacolo e nel pomeriggio provava un altro testo. Aveva in mente tre commedie contemporaneamente. Quando le ho chiesto come facesse, mi ha detto: “Poi mi ricordo tutto”. E si ricorda tutto».

Lei è «stato via» più di vent’anni. Cosa ha fatto?
«Fino ai cinquant’anni la vita passa anno per anno, si compiono: uno, due, tre…. Poi, dopo i cinquant’anni, lei crede di fare un compleanno di 52 anni e si trova già a 70. Quei vent’anni lì volano, non so spiegare il motivo, cioè ci sono dei motivi perché la vita va avanti, le famiglie crescono, i figli, i nipoti, gente che nasce, gente che muore… sono vent’anni che volano in mezzo a tante storie che non ti fanno accorgere che il tempo passa».

Il pubblico non ha smesso di amarla.
«L’ho verificato nell’ultimo anno, quando sono andato in giro con Amiche mai. Dopo tanto tempo mi sono rimesso in gioco, anche a rischio… e invece ho raccolto questa simpatia. E credo che dipenda dal fatto che tutti i lavori che ho realizzato li ho fatti per divertire il pubblico, per essere dalla parte loro, ma non in maniera banale».

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