Che fine hanno fatto i dati sulla scuola? Lo strano silenzio di Viale Trastevere
Corriere della Sera - Cultura

Che fine hanno fatto i dati sulla scuola? Lo strano silenzio di Viale Trastevere

Lunedì 16 febbraio 2026
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Il ministero dell'Istruzione e del Merito non ha pubblicato i dati sul nuovo anno scolastico. I dubbi degli esperti sulla mancanza di trasparenza. La questione in parlamento

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Che fine hanno fatto i dati sulla scuola? Lo strano silenzio di Viale Trastevere

di Redazione Scuola

Il ministero dell'Istruzione e del Merito non ha pubblicato i dati sul nuovo anno scolastico. I dubbi degli esperti sulla mancanza di trasparenza. La questione in parlamento

Nebbia fitta in viale Trastevere: impossibile trovare i dati sul sistema scolastico e sull'anno in corso. A denunciare lo strano fenomeno è di nuovo «Tuttoscuola» che già qualche mese fa aveva chiesto al Ministero dell'Istruzione e del Merito di pubblicare - come avveniva tutti gli anni in autunno - i dati principali della scuola: numero di studenti, classi, insegnanti e così via. Dell'avvio dell'anno 2025-26 non si è infatti saputo nulla di ufficiale. Neppure la richiesta di «Tuttoscuola» ha avuto esito, tanto che ora la questione è diventata anche politica. E' possibile che non si sappia ufficialmente il numero di studenti - si parla di quasi sette milioni di bambini e ragazzi - inseriti nel nostro sistema scolastico? Se lo chiede la responsabile scuola del Pd Irene Manzi nell'interrogazione parlamentare presentata alla Camera lo scorso 4 febbraio e ora in attesa di risposta da parte del ministro Giuseppe Valditara.  Manzi ricorda al ministro che «la trasparenza e la pubblicazione regolare dei dati ufficiali sul sistema scolastico nazionale costituiscono un presupposto essenziale per il controllo democratico delle politiche pubbliche, nonché per la programmazione didattica, organizzativa e finanziaria delle istituzioni scolastiche». 

Che fine hanno fatto i dati?

E infatti ogni anno da più di un decennio l'Ufficio di statistica del Ministero dell'Istruzione e del Merito produceva e metteva online un sintetico ma ricco rapporto dal titolo «Focus sui dati di avvio dell'anno scolastico», che permetteva di conoscere il numero degli alunni, la composizione delle classi, gli organici, la distribuzione territoriale e le principali criticità del sistema, ma da settembre 2024, non sono più disponibili dati. Oltre al disappunto, tra gli addetti ai lavori ci si chiede il perché vengano occultati dati cosi fondamentali e in fondo semplici da reperire per il ministero. I dubbi aumentano, come si legge nel testo dell'interrogazione di Manzi: «L'assenza di informazioni ufficiali a parere dell'interrogante alimenta il sospetto che si vogliano evitare confronti pubblici su eventuali criticità, insuccessi o peggioramenti del sistema scolastico nazionale»

La trasparenza è richiesta dalla legge

«Tuttoscuola», oltre ad aver sollevato (finora invano) la questione già nei mesi scorsi, ha il merito di ricordare che la pubblicazione dei dati non è soltanto un fatto di opportunità, visto che stiamo parlando di oltre dieci milioni di cittadini, la maggior parte minorenni. Ma è un vero e proprio obbligo di legge previsto specificatamente dal decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, integrato dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97, intitolato «Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni», che all’articolo 1 (Principio generale di trasparenza) definisce: «La trasparenza è intesa come accessibilità totale dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all'attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche».

16 febbraio 2026

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