Heysel 85, i 39 tifosi della Juve morti, le colpe e le omissioni e la Torino degli Anni 80. Al Festival di Berlino applausi per il film sulla tragedia di Bruxelles
Corriere della Sera - Cultura

Heysel 85, i 39 tifosi della Juve morti, le colpe e le omissioni e la Torino degli Anni 80. Al Festival di Berlino applausi per il film sulla tragedia di Bruxelles

Lunedì 16 febbraio 2026
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La prima della pellicola di Teodora Ana Mihai Quarant’anni fa la tragedia a Bruxelles. Video dell’epoca mostrano la Fiat e via Roma

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Heysel 85, i 39 tifosi della Juve morti, le colpe e le omissioni e la Torino degli Anni 80. Al Festival di Berlino applausi per il film sulla tragedia di Bruxelles

di Fabrizio Dividi

La prima della pellicola di Teodora Ana Mihai Quarant’anni fa la tragedia a Bruxelles. Video dell’epoca mostrano la Fiat e via Roma

Rigoroso, serrato, necessario. Heysel 85, presentato al Gala Special della 76esima Berlinale, supera l’esame della sala e viene accolto da un fragoroso applauso nello storico Zoo Palast di Berlino. «Forse non ero la regista più adatta per questo film, anche solo per motivi anagrafici — si schermisce Teodora Ana Mihai — ma per anni ho parlato con i rappresentanti degli italiani in Belgio e ho raccolto tantissime testimonianze in merito». Una distanza generazionale che non limita ma, anzi, regala al racconto uno sguardo più libero e oggettivo.

La tragica finale della Coppa dei Campioni

La storia, almeno a grandi linee, è tristemente nota. Il 29 maggio 1985, 39 tifosi della Juventus morirono in seguito agli attacchi degli Hooligans e per il conseguente crollo di una gradinata del famigerato Settore Z del vecchio stadio di Bruxelles. Quello che forse non ricordiamo è che le vittime provenivano da tutta Italia rendendo quella dell’Heysel una delle tragedie nazionali «extra territoriali» più drammatiche di sempre; che l’atmosfera, da gioiosa, si fece sospesa, poi surreale, infine tragica; e che centinaia di sopravvissuti tranquillizzarono i parenti a casa con un messaggio via radio.

Effetto Anni 80

Il racconto — pura suspense — è sostenuto dai suoni e dai «colori». I primi rimbombano cupi nella pancia dello stadio che i crolli fanno tremare come le coscienze e il cui «sound» Mihai definisce «un secondo film parallelo che descrive i sentimenti dei protagonisti»; i secondi sono quelli degli anni Ottanta, con la grana ricreata in pellicola 16 mm che si mixa con realismo ai Vhs d’epoca. Alcuni video originali contestualizzano Torino con la Fiat Mirafiori (quella con il logo blu) e una via Roma imbandierata; altri colgono il momento del crollo della curva e catturano gli scontri da angolature inedite.

L'etica e l'informazione

«Forse è troppo facile giudicare quella vicenda con gli occhi di oggi — commenta la regista — ma sono le scelte individuali a determinare i contorni dell’etica e ripercorrerle può aiutare a non sbagliare più». E sul fatto che questo sia anche un film sul «potere dell’informazione» aggiunge: «La gestione delle notizie fu gestita “dal potere” con omissioni e ritardi consapevoli, ma se penso al grado e alla quantità di disinformazione cui siamo sottoposti oggi, i nostri tempi sono ulteriormente peggiorati».
Quando vedremo Heysel 85 a Torino? Dopotutto Teodora Ana Mihai si è affinata con il TorinoFilmLab nel suo precedente La Civil. La regista sorride e allarga le braccia: «Mi auguro molto presto, ricordo bene l’esperienza torinese e mi piacerebbe condividere un film che appartiene alla vostra comunità».

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16 febbraio 2026 ( modifica il 16 febbraio 2026 | 11:43)

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