Grand Tour sul Benaco: il MuSa di Salò si prepara alla nuova stagione, partendo dal passato del Garda
Dopo un 2025 da record, con 31 mila visitatori, il museo intende consolidare il proprio ruolo di riferimento culturale per il territorio gardesano
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Grand Tour sul Benaco: il MuSa di Salò si prepara alla nuova stagione, partendo dal passato del Garda
di Nicole OrlandoDopo un 2025 da record, con 31 mila visitatori, il museo intende consolidare il proprio ruolo di riferimento culturale per il territorio gardesano
I Grand Tour che forse non spesso ma certo volentieri lambivano le sue acque, la scoperta del Garda come paesaggio dell’anima prima e luogo di villeggiatura poi; il ricordo di Salò capitale non solo di un infausto regime ma anche, più di cinquecento anni prima, della Magnifica Patria. E ancora, la sofferenza dei ghiacciai, con gli ultimi giorni dell’Adamello, e poi l’arte di oggi a confronto con le opere di ieri.
C’è molto passato ma ci sono anche il presente e il futuro nel programma delle mostre 2026 del MuSa - Museo di Salò. Dopo un 2025 da record, con quasi 31 mila visitatori e una crescita del 78% rispetto all’anno precedente, il museo intende consolidare il proprio ruolo di riferimento culturale per il territorio gardesano (e non solo). Ad aprire il calendario degli eventi e degli allestimenti sarà “The Last Days. Il ghiacciaio dell’Adamello”, mostra fotografica di Michele Gusmeri realizzata in collaborazione con il Cai di Brescia che sarà allestita dal 21 febbraio al 12 aprile. Oltre trenta immagini in grande formato analogico documentano l’arretramento del ghiacciaio, restituendo con un forte impatto visivo l’urgenza della crisi climatica.
Sempre il 21 febbraio sarà inaugurato “Passo a due. Nuove generazioni in dialogo con la Civica raccolta del disegno di Salò”, progetto a cura di Anna Lisa Ghirardi che mette a confronto opere contemporanee di Marta Goglio (artista classe 1997) e lavori di maestri del Novecento selezionati dall’archivio che ha sede al MuSa (Enrico Baj, Vasco Bendini, Maurizio Bottarelli, Laura De Bernardi, Giuliano Guatta, Giusi Lazzari, Concetto Pozzati, Antonio Sanfilippo, Antonio Stagnoli, Bepi Romagnoni, Franco Sarnari). L’allestimento potrà essere visitato fino al 30 maggio.
Ma il 2026 sarà segnato anche dalle celebrazioni per i seicento anni della Magnifica Patria: dal 29 marzo al 4 ottobre una sala immersiva - a cura di Federica Bolpagni, Enrico Valseriati e Giovanni Pelizzari - accompagnerà i visitatori in un viaggio nella storia di Salò e dei comuni che aderirono alla Magnifica Patria, la federazione gardesana che qui ebbe la propria capitale a partire dal 1426. L’istituzione autonoma ma strettamente legata alla Serenissima sarà raccontata fino al 28 giugno anche da una mostra dossier (curata da Federica Bolpagni e Giuseppe Piotti) che presenta documenti dell’Archivio storico di Salò.
A un passato più recente è invece dedicato l’allestimento “Tourist! Il fascino del viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque” (dal 26 aprile al 4 ottobre), curato dal direttore del MuSa Paolo Boifava e da Maria Paola Pasini con la collaborazione di Attilio Brilli: oltre cento opere tra dipinti, fotografie, manifesti, guide illustrate, abiti e oggetti di viaggio ricostruiscono la nascita del turismo moderno sul lago - dalle prime esplorazioni ottocentesche fino alla villeggiatura aristocratica e borghese - documentando la trasformazione del paesaggio e dell’immaginario gardesano.
Dal 6 giugno al 4 ottobre sarà infine allestita l’antologica dedicata a Ben Ormenese e curata da Anna Lisa Ghirardi e Leonardo Conti. Il programma completo delle iniziative è disponibile sul sito del MuSa - Museo di Salò.
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