Parma, 100 anni di riflessi. In mostra gli impressionisti da Monet a Bonnard
Corriere della Sera - Cultura

Parma, 100 anni di riflessi. In mostra gli impressionisti da Monet a Bonnard

Venerdì 13 febbraio 2026
3 visualizzazioni

A 100 anni dalla morte di Monet, Parma lo celebra con un’importante esposizione, che sarà ospitata a Palazzo Tarasconi dal 14 febbraio al 31 maggio: più di 70 le opere in mostra

Le gare di oggi alle Olimpiadi di Milano Cortina, in diretta

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Parma, 100 anni di riflessi. In mostra gli impressionisti da Monet a Bonnard

di Chiara Corradi

A 100 anni dalla morte di Monet, Parma lo celebra con un’importante esposizione, che sarà ospitata a Palazzo Tarasconi dal 14 febbraio al 31 maggio: più di 70 le opere in mostra

Parma celebra i 100 anni della morte di Monet con un’importante esposizione, che sarà ospitata a Palazzo Tarasconi dal 14 febbraio al 31 maggio: più di 70 le opere in mostra, provenienti da collezioni private italiane e francesi tra cui anche due dipinti di Monet. La mostra «Impressionisti: 100 anni di riflessi. Gli impressionisti da Monet a Bonnard» è stata presentata questa mattina alla stampa: «Questa mostra - ha spiegato il curatore Stefano Oliviero - vuole evidenziare gli aspetti caratteristici della pittura di metà ‘800 e la trasformazione che la luce portò, insieme al colore, nel mondo artistico dell’epoca».

L’esposizione è suddivisa in quattro aree tematiche e offre uno sguardo privilegiato sull’evoluzione pittorica di Monet mettendo in dialogo l’opera giovanile «Tempête à Sainte-Adresse» (1857 ca.) con un dipinto della maturità, «Les Pêcheurs de Poissy» (attr., 1882 ca.). «Nel centenario della sua morte - aggiunge il curatore - abbiamo voluto dare un focus sul lavoro di Claude Monet, uno degli artefici principali della diffusione di questo nuovo modo di dipingere dove la visione soggettiva della luce e i suoi riflessi, rappresentano la sintesi estetica delle opere del periodo».

Il racconto della mostra 

Le quattro aree narrative si snodano sulla ricerca della luce, l’uso del colore e la raffigurazione della realtà in diversi ambienti e contesti. La prima area «Verso il cambiamento» si concentra sul rinnovamento della prima metà dell’Ottocento che vede la pittura francese ancora legato all’accademismo; la seconda area «Tra natura osservata e natura percepita», si passa alla sperimentazione degli artisti, con la luce che è elemento centrale e che trasforma colori ed atmosfere.

Il legame con la terza area - «La pittura come esperienza del momento» - è proprio la luce naturale, che diventa il vero soggetto del dipinto con i colori che acquistano autonomia. A conclusione del percorso l’area narrativa «Oltre l’impressione» che porta il visitatore verso il Novecento, con il colore che si fa più intenso e libero mentre la luce continua a trasmettere emozioni.

Tra i dipinti in mostra, oltre ai due già citati di Monet, anche alcune opere di Theodore Rousseau, Charles-François Daubigny, Jean François Millet, Antoine Guillemet, Eugène Isabey, Narcisse Virgile Diaz De La Peña, Eugène Boudin, Alfred Sisley, Paul César Helleu, Johan Barthold Jongkind, Henri Gervex, Giovanni Boldini, Pierre Bonnard e Vue à Le Cannet.

La celebrazione della luce 

La mostra racconta il riflesso della luce, elemento centrale nell’opera di Monet e degli Impressionisti. A cento anni dalla scomparsa del Maestro ripercorre anche il riflesso di un’eredità artistica che continua, anche oggi, ad influenzare ed ispirare il mondo dell’arte.

La mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 19.30 (biglietto intero 13 euro), il sabato e la domenica chiusura alle 20.30 (biglietto intero 15 euro).

LEGGI ANCHE

Vai a tutte le notizie di Bologna

Iscriviti alla newsletter del Corriere di Bologna

13 febbraio 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lepore e l'ipotesi di aprire un Cpr a Bologna: «Strutture che per i rimpatri non funzionano, alla città servono agenti e mezzi»

Il sindaco e la proposta arrivata dal ministro Piantedosi al presidente della Regione, Michele de Pascale: «Un Cpr sarebbe l'ennesimo spreco di denaro»

L'informazione nella tua mail

Corriere di Bologna

Le news principali su Bologna
Ogni giorno alle 18, a cura della redazione

IscrivitiLA PRIMA PAGINA DI OGGI

Condividi questo articolo