Editoria libraria allarme pirati (con un dubbio)
Corriere della Sera - Cultura

Editoria libraria allarme pirati (con un dubbio)

Giovedì 12 febbraio 2026
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Il ricorso all’intelligenza artificiale per ottenere riassunti e compendi di libri coinvolge il 12% della popolazione, il 58% degli studenti universitari e il 22% dei professionisti. I «pirati» sottraggono al mercato un terzo delle sue entrate. Ma finché i libri subiscono trafugamenti, estrazioni illecite, compendi e riassunti abusivi, siamo almeno certi che si tratta di oggetti necessari

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Editoria libraria allarme pirati (con un dubbio)

Paolo Di Stefano | 12 febbraio 2026

Il ricorso all’intelligenza artificiale per ottenere riassunti e compendi di libri coinvolge il 12% della popolazione, il 58% degli studenti universitari e il 22% dei professionisti. I «pirati» sottraggono al mercato un terzo delle sue entrate. Ma finché i libri subiscono trafugamenti, estrazioni illecite, compendi e riassunti abusivi, siamo almeno certi che si tratta di oggetti necessari

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I dati Ipsos Doxa sulla pirateria nell’editoria libraria, in crescita, sono preoccupanti: il ricorso all’intelligenza artificiale per ottenere riassunti e compendi di libri coinvolge il 12% della popolazione, il 58% degli studenti universitari e il 22% dei professionisti. I «pirati» sottraggono al mercato un terzo delle sue entrate (per un totale annuo di 722 milioni di euro). Numeri allarmanti, che incidono negativamente sul mercato, sul fatturato e di conseguenza sull’occupazione nel mondo del lavoro editoriale.

Sono dati che ci confermano quanto già si sapeva: che si studia cioè per compendi e non per letture complessive e sistematiche. Una tendenza di cui è responsabile l’università, che per gli esami richiede in genere piccole porzioni estratte qua e là da libri diversi. Alla pirateria digitale si aggiunge il fenomeno dei furti di libri (fisici) in libreria, di cui si hanno notizie quotidiane continue: martedì sul «Foglio», Giampiero Mughini, giornalista e bibliofilo straordinario, confessava di aver rubato da ragazzo un volume in una libreria di Parigi e di essersene pentito. (Detto tra parentesi: la pregevole collezione di prime edizioni italiane raccolta in molti anni da Mughini e messa in vendita qualche mese fa è ancora in gran parte rimasta senza acquirenti, ma forse sarebbe stato opportuno che si svegliasse una biblioteca o una sovrintendenza per un acquisto in blocco).

È vero che non tutti i ladri di libri hanno moventi nobili (culturali o romantici): non li avevano neanche in passato, quando, per esempio, vennero stampate molte edizioni-pirata dei Promessi sposi (quelli del 1827) senza il consenso dell’autore. Tutto da condannare, dunque. Eppure i dati Ipsos possono anche essere letti in chiave (moderatamente) ottimistica. Finché i libri subiscono trafugamenti, estrazioni illecite, compendi e riassunti abusivi, siamo almeno certi che si tratta di oggetti necessari. Il giorno in cui la pirateria dovesse finire saremmo davvero perduti.

12 febbraio 2026

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