La casa editrice Neri Pozza compie 80 anni: «Fiutava la qualità». Un podcast celebra 12 titoli significativi
Corriere della Sera - Cultura

La casa editrice Neri Pozza compie 80 anni: «Fiutava la qualità». Un podcast celebra 12 titoli significativi

Mercoledì 11 febbraio 2026
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La casa editrice vicentina nata nel 1946. Schultz, vice direttrice editoriale: «Un’edizione dedicata del Festival Wunderkammer»

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La casa editrice Neri Pozza compie 80 anni: «Fiutava la qualità». Un podcast celebra 12 titoli significativi

di Massimo Marino

La casa editrice vicentina nata nel 1946. Schultz, vice direttrice editoriale: «Un’edizione dedicata del Festival Wunderkammer»

Da sinistra a destra: Mario Luzi, Neri Pozza, Eugenio Montale e Ginevra Vivante. La foto è stata scattata nel 1957, al Premio Marzotto a Valdagno

Momò cresciuto presso Madama Rosa in una casa che accoglie figli di prostitute, nel quartiere multietnico di Belleville a Parigi; Delft, una ragazza olandese, guardata dal pittore Jan Vermeer. Sono i protagonisti di «La vita davanti a sé» dell’eroe di guerra, diplomatico e dandy Romain Gary, due volte premio Goncourt, e «La ragazza con l’orecchino di perla» di Tracy Chevalier, due successi della casa editrice fondata a Vicenza nel 1946 da Neri Pozza. 1946-2026: 80 anni di volumi di qualità, tra i quali, di recente, il Premio Strega «Due vite» di Emanuele Trevi e il Campiello «Di spalle a questo mondo» di Wanda Marasco. Saranno varie le iniziative celebrative, da un podcast che racconta 12 titoli significativi a un’edizione speciale del Festival Wunderkammer di Verona. Ce le racconta Sabine Schultz, vicedirettrice editoriale.

Chi era Neri Pozza?
«Figlio di uno scultore, fu lui stesso scultore, pittore, incisore, critico d’arte. Nel 1938 fonda le Edizioni dell’Asino Volante con un gruppo di amici con cui si ritrovava in osteria. Finisce in carcere per attività antifascista. Partecipa alla Resistenza. Nel 1946 fonda a Vicenza la casa editrice che prende il suo nome, pubblicando autori importanti come Buzzati, Montale, Parise. Molti scrittori li perde per strada, perché aveva un carattere difficile: si dice che discuteva vivacemente con gli autori».

Solo letteratura italiana?
«No. Si interessa alla narrativa internazionale e trova un fondo del governo statunitense che dava una mano a tradurre testi di quel paese».

In base a quale criteri sceglieva i libri?
«Spesso non si orientava verso i titoli più conosciuti di uno scrittore, ma aveva un fiuto particolare per la qualità».

Cosa succede dopo la sua morte, avvenuta nel 1988?
«Negli anni ’90 la casa editrice è acquistata da Longanesi e la sede operativa si trasferisce a Milano, orientandosi verso una valorizzazione dei testi dedicati ai miti e alle religioni, per poi tornare a occuparsi principalmente di narrativa. Verso il 2000 è venduta al gruppo Athesis di Verona, e torna veneta, conservando però la sede e la libreria Il Trittico a Milano».

Come avete scelto i 12 titoli per celebrare questi 80 anni?
«È stato difficile operare una cernita. Ci siamo indirizzati verso autori rappresentativi, come Chevalier, Remarque, Gary, limitando i titoli italiani ai due vincitori di premi letterari. Ma i nomi identitari sarebbero moltissimi. Promuoveremo un libro dei 12 al mese».

Come avete concepito i podcast illustrativi?
«Sono come dei backstage dei libri, ognuno raccontato da due delle persone che lavorano in casa editrice. Per esempio, della “Ragazza con l’orecchino di perla” spieghiamo come è nata l’idea di interpretare quel quadro, che in realtà si chiama “La ragazza col turbante” e che è diventata universalmente nota con quell’altro nome dopo il successo del romanzo. Della “Vita davanti a sé” riveliamo che fu comprato da un redattore a Parigi in francese; lo divorò e propose di tradurlo».

Come sarà questa edizione del festival veronese?
«In realtà sarà simile alle precedenti due, articolato su tre giorni, dal venerdì alla domenica. Lo stiamo pianificando adesso e per ora possiamo anticipare che avrà ampi spazi dedicati al compleanno. Offrirà vari gadget che ricordano la ricorrenza, shopper, segnalibri e altro. Ci saranno varie iniziative culturali e saranno lanciati gruppi di lettura».

Come vede il futuro della casa editrice?
«Molto bene. Il 2026 sarà un anno ricchissimo di libri e autori nuovi. Torneranno scrittori conosciuti come Romana Petri; pubblicheremo per la prima volta Alessandra Carati. Usciranno romanzi su cui puntiamo come “La penisola delle case vuote” dello spagnolo David Uclés, un romanzone sulla guerra civile spagnola. Proveremo ad allargare ancora di più la comunità dei lettori, puntando su scrittori e pubblico giovane, senza concessioni al genere commerciale, al fantasy o al romance».

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11 febbraio 2026 ( modifica il 11 febbraio 2026 | 19:36)

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