Il coro lgbt+ Komos festeggia i 18 anni con un ciclo di concerti: «Con Bologna un legame forte, condiviso e duraturo»
Corriere della Sera - Cultura

Il coro lgbt+ Komos festeggia i 18 anni con un ciclo di concerti: «Con Bologna un legame forte, condiviso e duraturo»

Martedì 29 settembre 2026
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Quattro eventi in città per celebrare il traguardo: si comincerà il 4 ottobre al Cassero, l'ultimo appuntamento il 20 dicembre al Museo della Musica. Il presidente Tampieri: «Bologna è sempre stata all'avanguardia nell'accogliere i bisogni e i desideri della nostra comunità»

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Il coro lgbt+ Komos festeggia i 18 anni con un ciclo di concerti: «Con Bologna un legame forte, condiviso e duraturo»

di Piero Di Domenico

Quattro eventi in città per celebrare il traguardo: si comincerà il 4 ottobre al Cassero, l'ultimo appuntamento il 20 dicembre al Museo della Musica. Il presidente Tampieri: «Bologna è sempre stata all'avanguardia nell'accogliere i bisogni e i desideri della nostra comunità»

È stato uno dei primissimi cori LGBTQIA+ nati in Italia. Il coro Komos, fondato da Paolo V. Montanari, festeggia 18 anni dedicati al repertorio classico e non solo. Il suo presidente Alessandro Tampieri, attore e drammaturgo con laurea in Filosofia all’Alma Mater, sottolinea che il compleanno serve innanzitutto «a ricordarci di com'era la società italiana di allora e di quanto fosse rivoluzionario gettare le basi per un’esperienza simile». Non è un caso che Komos sia nato proprio a Bologna, prosegue Tampieri, «una città che è sempre stata all'avanguardia nell'accogliere i bisogni e i desideri della nostra comunità, e con cui negli anni abbiamo stretto una collaborazione di fiducia e sostegno che ci ha permesso di crescere e consolidarci come associazione, portando qui la prima edizione del festival dei cori LGBTQIA+ italiani ‘Cromatica’ e, per la prima volta in Italia, il festival dei cori europei "Various Voices"».

A Bologna, al pubblico, alla gente, alle istituzioni, Komos rivolge un ringraziamento per «un legame forte, condiviso e duraturo nel tempo», capace di superare anche più di un’asperità soprattutto nella fase iniziale. Come lo sfratto nel 2009, dopo essere partiti dalla sede dell’Arcigay, dalla parrocchia di San Bartolomeo della Beverara retta da don Nildo Pirani per decisione della Curia di Bologna. All’epoca guidata dall’arcivescovo Carlo Caffarra, che era ricorso a un documento della Congregazione per la dottrina della fede sugli omosessuali datato 1986 e firmato da Joseph Ratzinger, quando non era ancora Papa. Il trasloco forzato aveva portato alla nuova casa nella Chiesa evangelica metodista di via Venezian.

Quattro appuntamenti per quattro elementi naturali

Il raggiungimento della maggiore età è anche l’occasione di fare il punto su un viaggio complesso che non ha mai smesso di trasformarsi, ricorda Tampieri, «anche e soprattutto alla luce della difficile congiuntura storica che viviamo oggi per i diritti civili». Una tappa che verrà festeggiata con un ciclo di 4 concerti e «appuntamenti alchemici» declinati nei 4 elementi naturali - fuoco, acqua, terra e aria - nel dialetto della città dove tutto è cominciato, quindi fûg, âcua, tèra, âria.

Si comincia il 4 ottobre al Cassero LGBTQIA+ Center con il fuoco, richiamo esplicito alla caccia alle streghe del passato, alle persone che sono state e sono tuttora discriminate solamente per essere se stesse. Con riferimento anche a coloro che hanno trovato la forza di trasformare un ostacolo in una fiammella di speranza. La giornata partirà dalle 16,30 (ingresso libero con una raccolta fondi destinata all’associazione Gruppo Trans) con musica, performance, arte e magia. Con la drag queen Diana Bludura a guidare un programma che alternerà Komos all'ensemble vocale Segreti Armonici, con un oratorio di musica antica a tema, lo show dell'illusionista Mago Lalo e il talk di Dennj Solera con Vincenzo La Gioia sul legame tra la persecuzione storica delle streghe e quella contemporanea.

Domenica 8 novembre si continuerà a Palazzo Pepoli per âcua, mentre tèra sarà al centro dell’incontro di venerdì 4 dicembre alle 20,30 al Cinema Perla, in occasione del World Aids Day, la Giornata Internazionale per la lotta all’Aids/Hiv. Perché nella terra, ricorda il coro oggi diretto dal 27enne fiorentino Riccardo Barbarisi, «affondano le radici che danno concretezza all'attivismo di Komos: la lotta quotidiana contro l'Hiv, la resistenza delle voci e dei corpi al servizio della comunità, l'idea di un teatro che diventa terreno di semina per coltivare consapevolezza e memoria, senza dimenticare le battaglie del passato». Madrina della serata ancora una volta Diana Bludura, ospite il Coro delle Mondine di Bentivoglio, che festeggia i 50 anni di attività. Il ciclo si chiuderà domenica 20 dicembre al Museo della Musica con âria.

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