Bergamo, i finalisti del premio teatrale nel ricordo di Marcello Magni: il 26 e 27 settembre in piazza della Libertà
La prima edizione del premio all’Auditorium. La moglie Kathryn Hunter: «Era un incrocio fra Fred Astaire e Chaplin. Un vero Arlecchino bergamasco»
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Bergamo, i finalisti del premio teatrale nel ricordo di Marcello Magni: il 26 e 27 settembre in piazza della Libertà
di Camilla BianchiLa prima edizione del premio all’Auditorium. La moglie Kathryn Hunter: «Era un incrocio fra Fred Astaire e Chaplin. Un vero Arlecchino bergamasco»
Marcello Magni se ne andava il 18 settembre del 2022. Nella fase terminale della sua malattia era tornato a casa, a Bergamo. A 63 anni lasciava dietro di sé una vita ricca di successi professionali, vissuti principalmente tra la Francia e l’Inghilterra, i paesi che prima dell’Italia avevano riconosciuto e celebrato il suo talento.
«Marcello era impavido, aveva una fervida immaginazione, per le sue qualità fisiche era un incrocio tra Fred Astaire e Chaplin, ma italianissimo nella sua essenza. Un vero Arlecchino bergamasco, infinitamente generoso, pericolosamente divertente e carismatico. Una splendente stella cadente del firmamento». Così oggi lo ricorda la moglie Kathryn Hunter, che con il marito formava una coppia di fuoriclasse del palcoscenico. Lui, allievo della scuola di Jacques Lecoq, tra i fondatori del Théâtre de Complicité di Londra, di casa allo Shakespeare’s Globe e collaboratore di Peter Brook; lei, prima attrice inglese a interpretare Re Lear, nota al grande pubblico per il ruolo di Arabella Figg nella saga cinematografica di Harry Potter, diretta da registi come Peter Greenaway e Francis Ford Coppola e a sua volta apprezzata regista teatrale.
Il 26 e 27 settembre all’Auditorium di Piazza della Libertà andrà in scena l’atto finale della prima edizione del Premio Marcello Magni, nato per volontà della famiglia dell’artista e sostenuto da Fondazione della Comunità bergamasca, Comune di Bergamo e Fondazione Teatro Donizetti. Un premio che punta a supportare i giovani artisti, consentendo loro di mettere in scena uno spettacolo originale e inedito. Gli otto progetti finalisti, che si contenderanno contribuiti complessivi per 20 mila euro, sono opere di compagnie e singoli performer under 35 selezionati da un comitato di addetti ai lavori — coordinato dal bergamasco Fabio Comana — tra 39 progetti partecipanti, provenienti da Italia, Inghilterra, Francia e Svizzera. A giudicare i progetti in concorso, che durante la due giorni aperta al pubblico (il programma è sul sito www.premiomarcellomagni.com) verranno rappresentati in versione ridotta, sarà una giuria composta da Kathryn Hunter, dal regista Daniele Finzi Pasca e dall’attrice Giuliana Musso.
«L’eredità di Marcello — continua Hunter — consiste in un teatro dal vivo animato da spirito di collaborazione e libertà creativa, che pone l’espressione fisica al suo centro. Marcello era un insegnante estremamente dotato, ma non è mai salito in cattedra. Credeva fosse necessario coltivare questo mestiere con disciplina, sviluppando le proprie abilità nel corso di tutta la vita professionale. Lui ha trovato il modo per farlo con entusiasmo e divertimento, questo è stato il suo insegnamento».
I progetti in finale, tematicamente e stilisticamente eterogenei, sembrano avere una caratteristica comune, un filo rosso che li tiene uniti: una preoccupazione diffusa per il mondo in cui viviamo e il futuro che ci aspetta, una condizione che spinge alla ricerca di una via d’uscita. «Penso che questo stia realmente accadendo, e si può manifestare in un milione di forme diverse — spiega l’attrice inglese —. L’importanza di raccontare la tua storia, come direbbe Gloria Steinem, è intensamente sentita. E io credo che il teatro stia vivendo una rinascita in questo senso. Marcello sarebbe molto felice di vederlo. I giovani e il pubblico stanno riscoprendo il teatro, trovano in esso un senso di comunità, un grande antidoto al mondo virtuale, un luogo di connessione, una casa e un linguaggio senza confini. Sono convinta che mio marito sarebbe felicissimo di constatarlo». È con queste premesse che il Premio Marcello Magni guarda al futuro, «nella speranza che possa portare avanti il suo lavoro tenendo vivo lo spirito del teatro al quale Marcello ha dedicato la sua vita».
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16 settembre 2026
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