Premio Cairo, 25 anni d’arte. Omaggio alla carriera di Migliori
La proclamazione dell’opera vincitrice si terrà il pomeriggio del 12 ottobre Milano. Il Premio Cairo è riservato agli artisti under 40, tra i venti finalisti, per la prima volta ci sono tre stranieri che lavorano in Italia. La novità di quest’anno è l’istituzione di un premio alla carriera
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Premio Cairo, 25 anni d’arte. Omaggio alla carriera di Migliori
di Pierluigi PanzaLa proclamazione dell’opera vincitrice si terrà il pomeriggio del 12 ottobre Milano. Il Premio Cairo è riservato agli artisti under 40, tra i venti finalisti, per la prima volta ci sono tre stranieri che lavorano in Italia. La novità di quest’anno è l’istituzione di un premio alla carriera
Da sinistra: Michele Bonuomo, Urbano Cairo e Bruno Corà alla presentazione del Premio Cairo, arrivato alla 25ª edizione
Il Premio Cairo compie 25 anni e anche quest’anno destina 25 mila euro al vincitore tra i venti artisti under quaranta selezionati dal mensile «Arte» per la competizione. Un quarto di secolo è sufficiente per una valutazione dell’impatto che ha avuto questo concorso, che è stato una sorta di start-up per il 10-15% dei 465 giovani che vi hanno partecipato. Se una nota canzone dice «uno su mille ce la fa» qui siamo andati meglio, visto che sono 42 quelli che hanno poi esposto in Biennale e una cinquantina coloro che sono riusciti a inserirsi nell’intricato territorio dell’arte. Se tra i più noti abbiamo il primo vincitore, Luca Pignatelli, Fabio Viale, Giulia Cenci... i casi attualmente alla cronaca sono quelli di Chiara Dynys, Chiara Camoni e Andrea Mastrovito. In occasione della Venice Glass Week, Chiara Dynys ha inaugurato questa settimana sotto le Procuratie di piazza San Marco a Venezia il lampadario Angels save Venice; Chiara Camoni ha riempito delle sue Sister il Padiglione Italia della Biennale in corso mentre Andrea Mastrovito — che ha partecipato due volte al Premio Cairo — si è aggiudicato il concorso (partecipava anche Anish Kapoor) per la scultura posta sulla guglia più alta della Sagrada Famiglia di Barcellona, benedetta dal papa nel luglio scorso.
Il logo del premioCiò è certamente «motivo di orgoglio», sottolinea il patron del premio, Urbano Cairo, un premio che tende «a strutturarsi sempre più come un laboratorio che cerca di seguire la parabola degli artisti anche nel loro successivo sviluppo», sottolinea Michele Bonuomo, direttore del mensile «Arte» (Cairo editore), che ha scelto i giovani concorrenti. Si tratta di Mattia Barbalaco, Ornella Cardillo, Luca Ceccherini, Nina Ceranic, Martina Cinotti, Lorenzo Conforti, Luca Gioacchino Di Bernardo, Lorenzo Ermini, Maria Elisa Ferraris, Alessandro Fogo, Camilla Gurgone, Guglielmo Maggini, Davide Mancini Zanchi, Miriam Marafioti, Silvia Paci, Peng Shuai Paolo, Giotto Riva, Victoria Stoian, Simone Stuto, Annalaura Tamburrini. Per il primo anno tre sono stranieri che lavorano in Italia. Gli artisti sono chiamati a realizzare opere inedite, che saranno valutate da una giuria presieduta da Bruno Corà, presidente della Collezione Burri di Città di Castello, e composta da Luca Massimo Barbero, presidente dell’Istituto di Storia dell’arte della Fondazione Cini; Mariolina Bassetti, chairman Christie’s Italia; Giovanna Forlanelli, presidente della Fondazione Luigi Rovati di Milano; Arturo Galansino direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze; Gianfranco Maraniello, direttore dell’Area Musei del Comune di Milano; Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria nazionale d’arte Moderna e Contemporanea di Roma e Emilio Isgrò, l’inventore delle «cancellature».
La novità di quest’anno è l’istituzione di un Premio alla carriera. Nell’anno in cui il premio ha raggiunto un quarto di secolo, il premiato alla carriera raggiungerà un secolo il 29 settembre: si tratta del fotografo bolognese Nino Migliori (1926). Ricordiamo che negli anni Cinquanta frequentava la Venezia di Emilio Vedova e Peggy Guggenheim, che nel ’77 il Centro studi della comunicazione di Parma gli dedicò un’antologica curata da Arturo Carlo Quintavalle e che è stato un grande sperimentatore di tecniche fotografiche. La sua opera più celebre è Il tuffatore del 1951 esposto al Moma, uno scatto sul molo di Rimini.
La proclamazione dell’opera vincitrice si terrà il pomeriggio del 12 ottobre al Museo della Permanente di Milano e potrà essere seguita su corriere.it. Dal 13 al 18 ottobre l’esposizione delle 20 opere, insieme all’intera Collezione Premio Cairo, sarà aperta gratuitamente alla Permanente.
16 settembre 2026
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