Mostra del Cinema di Venezia, il premio a Tinto Brass diventa un giallo: «Rubato al Lido, ho fatto denuncia»
La moglie mette sotto accusa il trattamento ricevuto in hotel: «L’ho lasciato in terrazza all’hotel Excelsior, nessuno mi ha aiutata a cercarlo»
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Mostra del Cinema di Venezia, il premio a Tinto Brass diventa un giallo: «Rubato al Lido, ho fatto denuncia»
di Vera MantengoliLa moglie mette sotto accusa il trattamento ricevuto in hotel: «L’ho lasciato in terrazza all’hotel Excelsior, nessuno mi ha aiutata a cercarlo»
Nella foto grande, Caterina Varzi riceve il premio per il marito Tinto Brass (nel riquadro)
Il Premio Pietro Bianchi dedicato a Tinto Brass è sparito. Dopo due settimane di attesa, la moglie Caterina Varzi rompe il silenzio e racconta la sua esperienza al Lido alla Mostra del Cinema. Secondo la sua ricostruzione, il riconoscimento alle grandi personalità del cinema, assegnato nel 2026 dal Sindacato Italiano Giornalisti Cinematografici Italiani (Sigc) al regista veneziano di 93 anni, sarebbe scomparso all’Hotel Excelsior.
La ricostruzione della moglie
Nella denuncia, depositata dai carabinieri a Isola Farnese a Roma dove abita la coppia, Varzi racconta che cosa è accaduto il primo settembre nella serata di pre apertura della Mostra del Cinema quando, come omaggio «al genio anticonformista del cinema italiano» è stato presentato alle 21 in prima mondiale il film restaurato del 1967 Col cuore in gola. «Ho ritirato io il Premio Bianchi al posto di Tinto che non è potuto venire per motivi di salute - racconta Varzi, insieme al regista da più di venti anni -. Dopo la proiezione ero stanchissima per le tante emozioni e per l’intensità della serata e con un’amica sono andata dalla Darsena all’Hotel Excelsior dove alloggiavo. Ho fatto il tragitto senza fermarmi per poi sedermi soltanto al Blue Bar a bere qualcosa». Quando il locale sta per chiudere le due amiche vanno a dormire rimanendo nell’albergo. «Sono sicura che eravamo le ultime ad andare via dal Blue Bar - prosegue Varzi - Ero in terrazza a prendere un po’ d’aria e sono andata direttamente a riposare. Quando mi sono svegliata alla mattina presto e mi sono accorta che avevo lasciato la targa al Blue Bar, sono andata subito a chiedere se l’avevano trovata».
LEGGI ANCHEMostra del Cinema di Venezia, il direttore Alberto Barbera: «L’Intelligenza artificiale non fa paura, qui l’arte del futuro»di Sara D'Ascenzo
Mostra del Cinema di Venezia, il film di Tinto Brass al Lido gratis col «Corriere del Veneto»di Redazione Veneto
«Un trattamento non degno»
A quel punto inizia per la moglie «un trattamento non degno dell’Hotel Excelsior», a suo dire. «Ho chiesto più e più volte se potevano visionare le telecamere, di parlare con il direttore o con un manager, ma nulla. Mi rimbalzavano dal bar alla reception all’ufficio oggetti smarriti e nessuno mi dava ascolto o voleva aiutarmi». Il 3 settembre Varzi torna da Tinto Brass a Isola Farnese e sporge denuncia. «Ho atteso che il Festival finisse e che si tornasse alla normalità, nella speranza che con la calma qualcuno mi chiamasse dicendomi che avevano visionato le telecamere, ma nulla - spiega - Stiamo parlando dell’Hotel Excelsior, un albergo di fama mondiale». Su questa vicenda l’Hotel Excelsior ha fatto sapere di non voler rilasciare nessuna dichiarazione. «Tra l’altro, quando inizialmente speravo che anche Tinto potesse venire a Venezia - prosegue Varzi - ho chiamato l’albergo per avere la garanzia che mio marito potesse venire con la sedie a rotelle. La voce di una giovane donna mi ha chiesto di darle le misure perché, essendo un albergo vecchio, non era sicura che la sedia a rotelle potesse passare dalle porte. Assurdo». Il rientro è stato triste, ma Varzi non poteva nascondere la verità a Brass. «Era molto felice del riconoscimento e ci è rimasto molto male, ma gli ho assicurato che troveremo una soluzione - prosegue la moglie - Ora vorrei chiedere se a mie spese è possibile realizzare la copia del premio perché è un grandissimo riconoscimento e vorremmo averlo».
Il perché del Premio Bianchi
Le motivazioni del direttivo del Premio Bianchi, assegnato a Tinto Brass in accordo con la Biennale di Venezia e il direttore Alberto Barbera, sono «un omaggio a un cinema radicalmente libero, visionario e anticipatore, capace di attraversare i generi e le epoche con la forza di uno sguardo sempre irriverente, anticonformista e profondamente vitale» e per «la coerenza nell’aver saputo reinventare il linguaggio cinematografico con il gusto del cinema d’autore e, insieme, l’istinto del grande sperimentatore».
Vai a tutte le notizie di Venezia Mestre
16 settembre 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L'informazione nella tua mailCorriere del Veneto
Le news principali sul Veneto
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione