Ricerca e innovazione, basta confini
Le università e gli accordi di collaborazione. L’obiettivo è creare le condizioni perché la ricerca diventi innovazione, l’innovazione generi nuove imprese e nuove professionalità, e la formazione prepari le persone chiamate a governare il cambiamento. La conoscenza non è soltanto qualcosa da produrre: è una responsabilità da condividere
Ricerca e innovazione, basta confini
Giovanna Iannantuoni, Pierre Magistretti e Marco Emilio Orlandi | 15 settembre 2026Le università e gli accordi di collaborazione. L’obiettivo è creare le condizioni perché la ricerca diventi innovazione, l’innovazione generi nuove imprese e nuove professionalità, e la formazione prepari le persone chiamate a governare il cambiamento. La conoscenza non è soltanto qualcosa da produrre: è una responsabilità da condividere
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L’innovazione non nasce soltanto dall’intuizione di un singolo ricercatore o dalla potenza di un laboratorio. Nasce dalla capacità di mettere in relazione conoscenze, competenze e strumenti diversi, spesso lontani tra loro. Per questo gli accordi tra università e centri di ricerca non sono semplici atti formali: sono infrastrutture della conoscenza, luoghi nei quali esperienze scientifiche differenti possono incontrarsi, confrontarsi e trasformarsi in soluzioni concrete. Le grandi sfide del nostro tempo rendono questa collaborazione ancora più necessaria. La salute e la longevità, la transizione energetica, la sicurezza alimentare, la tutela degli oceani e la sostenibilità dei nostri modelli di sviluppo hanno una dimensione globale e richiedono risposte che nessuna istituzione, nessun settore e nessun Paese può costruire da solo. Servono ricerca di base e applicata, investimenti, laboratori, dati condivisi, competenze interdisciplinari e una formazione capace di preparare le persone chiamate a governare il cambiamento.
È nella contaminazione tra discipline, culture scientifiche e sistemi economici che spesso prendono forma le innovazioni più importanti. Un’università può offrire competenze e capacità di ricerca; un’altra può mettere a disposizione infrastrutture, tecnologie e un diverso rapporto con i territori; fondazioni, imprese e istituzioni possono contribuire a trasformare i risultati scientifici in applicazioni, nuove professionalità e opportunità di sviluppo. La collaborazione, dunque, non è soltanto un modo più efficace di fare ricerca: è una scelta strategica per accorciare la distanza tra la conoscenza e il suo impatto sulla società.
È dentro questa prospettiva che va letto l’accordo tra la King Abdullah University of Science and Technology, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e la Fondazione Bicocca, che ha l’ambizione di rappresentare un’intesa basata sulla consapevolezza che le sfide del futuro richiedono alleanze capaci di superare confini geografici, culturali e disciplinari.
Il valore dell’accordo nasce proprio dalla combinazione di esperienze ed energie diverse, accomunate dall’obiettivo di investire su ricerca di frontiera, su infrastrutture multidisciplinari. L’obiettivo è creare le condizioni perché la ricerca diventi innovazione, l’innovazione generi nuove imprese e nuove professionalità, e la formazione prepari le persone chiamate a governare il cambiamento.
Tra gli ambiti sui quali si concentrerà la collaborazione ci sono la salute e la longevità. L’intelligenza artificiale, la sensoristica, i dispositivi indossabili, la robotica assistiva e la bioinformatica stanno modificando il modo in cui preveniamo e curiamo le malattie. La prospettiva è contribuire a sistemi sanitari più orientati alla prevenzione, personalizzati e accessibili.
Altrettanto centrale è la transizione energetica: energie rinnovabili, sistemi di accumulo, idrogeno verde, cattura e valorizzazione della CO2, materiali avanzati ed economia circolare sono alcuni dei campi di interesse, insieme alle tecnologie energetiche avanzate e alla sicurezza nucleare. La sfida è portare le soluzioni fuori dai laboratori, attraverso prototipi, impianti pilota e dimostratori capaci di misurarsi con le condizioni industriali e con le esigenze dei territori.
La collaborazione guarda anche alla tutela degli oceani e degli ecosistemi marini. La ricerca su barriere coralline, microbiomi marini, monitoraggio digitale degli ecosistemi, acquacoltura sostenibile e biotecnologie marine può contribuire a proteggere una delle risorse più preziose del pianeta. Il Mar Rosso e il Mediterraneo possono diventare, in questo senso, laboratori naturali per studiare gli effetti del cambiamento climatico e sviluppare modelli di economia blu rispettosi degli equilibri ambientali.
Ambiente e clima chiamano in causa anche il tema del cibo e dell’acqua. Agricoltura di precisione, colture resistenti alla siccità e alla salinità, serre avanzate, vertical farming, alghe e nuove proteine sono strumenti fondamentali per costruire sistemi alimentari resilienti. La sicurezza alimentare non riguarda soltanto la disponibilità di cibo, ma la capacità di produrlo utilizzando meno acqua e meno energia e riducendo lo spreco di risorse.
L’accordo si tradurrà in strumenti concreti, dai progetti di ricerca congiunti alla mobilità di studenti e ricercatori, fino all’accesso condiviso a laboratori e infrastrutture. Un’attenzione particolare sarà dedicata alla formazione dei giovani e al trasferimento tecnologico, perché i risultati della ricerca possano trovare applicazione e generare nuove opportunità.
In un panorama geopolitico complesso come quello attuale, collaborare nella ricerca significa anche affermare un’idea diversa delle relazioni tra i popoli. Il futuro non sarà di chi saprà isolarsi meglio, ma di chi saprà collaborare in modo lungimirante. L’accordo tra KAUST, Università di Milano-Bicocca e Fondazione Bicocca nasce anche da questa convinzione. La conoscenza non è soltanto qualcosa da produrre: è una responsabilità da condividere. E quando le università scelgono di incontrarsi, non condividono soltanto competenze: condividono una visione del futuro in cui la scienza, libera dai confini, è al servizio del benessere delle persone e della tutela del pianeta.
* presidente Fondazione-Bicocca
* Svp . KAUST
* rettore Università Bicocca
15 settembre 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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