Una medicina senza medici (ma ci salverà?)
L’intelligenza artificiale sta trasformando la medicina, con il rischio di sostituire progressivamente il rapporto tra paziente e medico
Una medicina senza medici (ma ci salverà?)
Luigi Ripamonti | 15 settembre 2026L’intelligenza artificiale sta trasformando la medicina, con il rischio di sostituire progressivamente il rapporto tra paziente e medico
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I recenti allarmi lanciati sulla possibilità che l’AI prenda il controllo di Internet entro pochi mesi, o che possa ucciderci tutti entro la fine del decennio, hanno colpito molto, come giusto e ovvio. In realtà però, l’AI, o meglio le società che hanno «governato» («si fa per dire» verrebbe da commentare) il suo sviluppo finora, stanno già agendo in modo più soft, ma progressivamente più pervasivo, sulla nostra salute.
Detto che l’AI potrà sempre più diventare un importante aiuto per i dottori (guai a non dirlo!), non passa giorno che sui media non esca qualche titolo in cui si sostiene che l’AI ha raggiunto le capacità di un medico, anzi le ha superate o, addirittura, è finalmente pronta a sostituirlo del tutto. Ammesso e non concesso che sia così, dietro a questo entusiasmo, non di rado superficiale e semplificatorio, ci può essere (magari non consapevolmente da parte di chi scrive) anche un messaggio subliminale: i medici sono lenti, costosi e, in fondo, possiamo già farne in gran parte a meno. Come? Risparmiando grazie a chatbot gentili e comprensivi che ci rispondono H24 quando abbiamo un problema e siamo in ansia. E dopo le risposte? Si dovrà pure andare dal dottore. Macché! Ci sono servizi, almeno negli Usa, che vendono analisi del sangue con 50 biomarcatori a 99 dollari, oppure che ci permettono di prenotare «senza passare dal via» una risonanza magnetica total body e autorizzare poi il chabot di turno a leggere i risultati.
Altri servizi prescrivono farmaci per la perdita di peso o per l’ansia dopo un colloquio asincrono. Ce n’è uno che rilascia già prescrizioni mediche generate dall’AI nello Utah (pare si tratti di rinnovi di ricette ma comunque un bel passo avanti…o indietro). Il lavoro che un tempo si svolgeva all’interno di una clinica si sta trasformando in una serie di prodotti di consumo che i pazienti possono assemblare autonomamente, con tutti i rischi del caso. Così è se vi pare. E lo sarà probabilmente sempre di più, anche se non vi pare. E comunque prima della fine del decennio...
15 settembre 2026
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