E se vietassimo i selfie nei musei?
Corriere della Sera - Cultura

E se vietassimo i selfie nei musei?

Martedì 15 settembre 2026
2 visualizzazioni

Revolut, i dati dei clienti consegnati agli hacker: la richiesta è partita dalla Pec di una istituzione italiana

E se vietassimo i selfie nei musei?

risponde  Aldo Cazzullo

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Caro Aldo,
ho letto con attenzione la lettera della signora Giovanna sul Corriere (6 settembre) che lamenta un utilizzo eccessivo dei telefoni cellulari nei musei; capisco bene il suo sdegno: anch’io, durante alcune visite museali, ho provato la stessa sensazione di «distrazione collettiva» che descrive. Il cellulare è diventato un’estensione della mano, un filtro onnipresente attraverso cui molti osservano il mondo. E nei musei, luoghi che dovrebbero essere dedicati alla contemplazione, questo uso compulsivo risulta spesso stonato. Detto ciò, mi permetto una riflessione meno «rivoluzionaria» della sua proposta: vietare completamente i telefoni nei musei sarebbe, in teoria, una buona idea: restituirebbe silenzio, attenzione, rispetto per le opere e per gli altri visitatori. Ma temo che, con la testa della gente di oggi, un divieto totale avrebbe un effetto collaterale pesante: allontanerebbe una parte del pubblico, soprattutto i più giovani, che vivono la cultura attraverso gli strumenti digitali.
Ariele Arduini 

Caro Ariele,
sì, in teoria bisognerebbe vietare gli smartphone nei musei. Ma come si fa? È il classico divieto che ognuno vorrebbe imporre a tutti, tranne che a se stesso. Prima o poi a ognuno di noi in un museo o in una mostra viene l’impulso di fermare l’attimo, di scattare una foto. Già Leonardo da Vinci rifletteva sul fatto che l’uomo passa, molto più velocemente di quanto tende a pensare, mentre le opere d’arte restano. Scattare una fotografia a un capolavoro significa anche rubare un po’ di vita eterna o comunque duratura. Diversi sono i selfie, che sono semmai il simbolo del narcisismo di massa, della vanità sterile. Forse si potrebbero vietare soltanto quelli, i selfie. Non solo perché implicano più tempo, sono più laboriosi, significano persone messe di traverso che provano e riprovano finché non trovano l’inquadratura giusta, mentre dietro la fila scalpita (vi pare eccessivo? Provate a vedere cosa accade nella coda per fotografarsi accanto alla Gioconda). Questo perché all’arte occorrerebbe accostarsi con umiltà. E qualche museo già le foto le proibisce. Ma è una battaglia donchisciottesca contro i mulini a vento.

15 settembre 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le altre lettere di oggi TUTTE LE LETTERE INVIATECI LE VOSTRE LETTERE

Vi proponiamo di mettere in comune esperienze e riflessioni. Condividere uno spazio in cui discutere senza che sia necessario alzare la voce per essere ascoltati. Continuare ad approfondire le grandi questioni del nostro tempo, e contaminarle con la vita. Raccontare come la storia e la cronaca incidano sulla nostra quotidianità. Ditelo al Corriere.

MARTEDI - IL CURRICULUM

Pubblichiamo la lettera con cui un giovane o un lavoratore già formato presenta le proprie competenze: le lingue straniere, l’innovazione tecnologica, il gusto del lavoro ben fatto, i mestieri d’arte; parlare cinese, inventare un’app, possedere una tecnica, suonare o aggiustare il violino.

INVIA IL CVMERCOLEDI - L'OFFERTA DI LAVORO

Diamo spazio a un’azienda, di qualsiasi campo, che fatica a trovare personale: interpreti, start-upper, saldatori, liutai.

INVIA L’OFFERTAGIOVEDI - L'INGIUSTIZIA

Chiediamo di raccontare un’ingiustizia subita: un caso di malasanità, un problema in banca; ma anche un ristorante in cui si è mangiato male, o un ufficio pubblico in cui si è stati trattati peggio. Sarà garantito ovviamente il diritto di replica.

SEGNALA IL CASOVENERDI - L'AMORE

Chiediamo di raccontarci una storia d’amore, o di mandare attraverso il Corriere una lettera alla persona che amate. Non la posta del cuore; una finestra aperta sulla vita.

RACCONTA LA STORIASABATO - L'ADDIO

Vi proponiamo di fissare la memoria di una persona che per voi è stata fondamentale. Una figlia potrà raccontare un padre, un marito la moglie, un allievo il maestro. Ogni sabato scegliamo così il profilo di un italiano che ci ha lasciati. Ma li leggiamo tutti, e tutti ci arricchiranno.

INVIA LA LETTERA

DOMENICA - LA STORIA

Ospitiamo il racconto di un lettore. Una storia vera o di fantasia.

INVIA IL RACCONTOLA FOTO DEL LETTORE

Ogni giorno scegliamo un’immagine che vi ha fatto arrabbiare o vi ha emozionati. La testimonianza del degrado delle nostre città, o della loro bellezza.

Inviateci le vostre foto su Instagram all'account @corriere.

LO DICO AL CORRIERE

Ogni lunedì, la pagina lettere sarà curata dal direttore Luciano Fontana, in tutti gli altri giorni dall'inviato speciale ed editorialista Aldo Cazzullo. Accanto alle lettere e ai messaggi, ogni giorno della settimana c'è uno spazio diverso a disposizione dei lettori. Per essere pubblicati i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città.

LE VOSTRE LETTERE, GIORNO PER GIORNO La foto del giorno La montagna sul lago

Vista della Corna Trentapassi da Riva di Solto, costa bergamasca dellago d’Iseo »

Francesco Bertella INVIATECI LE VOSTRE FOTO SU INSTAGRAM
ALL’ACCOUNT @CORRIERE

Condividi questo articolo