Uno vale più di uno
Uno vale più di uno
di Massimo Gramellini | 15 settembre 2026I tuoi preferiti
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Gira voce che Grillo starebbe per tornare in politica, dove d’altronde non era mai andato davvero. (Ci aveva mandato i grillini: prima in politica e poi a quel paese, cioè nel posto in cui aveva già mandato tutti gli altri). Il cofondatore dei Cinquestelle si accingerebbe a creare una nuova lista «a sinistra del Campo Largo», che è come dire «a ovest di Paperino». Un luogo onirico, una specie di Rifondazione Grillina, il Vaffa e Rivaffa. Ma che cosa potrebbe mai spingerlo a lasciare il suo eremo per diventare Grillacci, il Vannacci degli altri? Certo non l’ambizione: Grillo è un artista, e del potere non gli è mai importato niente. Gli importava del pennacchio, però ormai ha raggiunto una età che induce anche i narcisi alla riflessione più che all’azione.
Esclusa l’ambizione, rimane la rabbia. Grillo è il cantore della rabbia, fin da quando irruppe giovanissimo nei programmi di Pippo Baudo e nelle nostre vite indossando una salopette di jeans e una voce stridula e insolente. Lui non parla, si sfoga. Però in passato si sfogava su bersagli larghi: le banche, i politici, le multinazionali. Adesso è ossessionato da un singolo individuo: il calmo e astuto avvocato d’affari che, a colpi di carte bollate, gli ha sfilato le Cinquestelle per farne un’altra cosa. Una cosa dove uno non vale più uno, ma vale per tutti e soprattutto pensa di valere più di lui. Grillo si sente come il Conte di Montecristo: animato da sacrosanto spirito di vendetta. Solo che stavolta il Conte è quell’altro.
15 settembre 2026
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