Un impegno a pagare (con regole e conseguenze se non lo fai): la parola Apegramma di oggi
Per l'Apegramma c'è un sostantivo che descrive un titolo di credito con cui ci si obbliga a pagare una somma di denaro entro la data, nel luogo e alla persona indicati sul documento
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Un impegno a pagare (con regole e conseguenze se non lo fai): la parola Apegramma di oggi
di Paolo FallaiPer l'Apegramma c'è un sostantivo che descrive un titolo di credito con cui ci si obbliga a pagare una somma di denaro entro la data, nel luogo e alla persona indicati sul documento
Apegramma è un gioco di parole, uno dei Giochi delCorriere. Al lettore viene fornita una griglia a forma di alveare: in ogni cella c’è una lettera. Il gioco consiste nel trovare il maggior numero possibile di parole formate con almeno quattro di queste lettere con l’unica condizione di comprendere quella che si trova nella casella centrale. Si vince accumulando punti, trovando più parole possibili, le lettere possono ricorrere più di una volta. Ogni martedì, diamo sul sito del Corriere suggerimenti su una delle tante parole possibili. Un modo per rompere il ghiaccio.
La parola Apegramma di oggi, martedì 15 settembre
CAMBIALE è la parola Apegramma della partita di oggi, martedì 15 settembre.
DA QUANDO ESISTONO LE TRANSAZIONI ECONOMICHE esiste il problema dei pagamenti. Le prime monete furono introdotte alla fine del VII secolo a.C. nell'attuale Turchia, ma il superamento del baratto non risolse la questione. Lo sviluppo del commercio e le difficoltà nei trasporti e per la sicurezza impose, nel Medioevo, la ricerca di soluzioni alternative.
Alla fine è una abbreviazione
Il termine cambiale deriva direttamente dal verbo cambiare, a sua volta originato dal latino tardo cambiare (derivato dal gallico kamb o cambon, che indicava una curva, una svolta o uno scambio). Dal punto di vista storico e linguistico, la parola è nata come una forma ellittica, cioè come l'abbreviazione dell'espressione originaria lettera cambiale, che significava letteralmente "lettera di cambio".
Una florida origine
La lettera di cambio rappresenta una delle più importanti innovazioni finanziarie della storia, nata in Italia nel Basso Medioevo. Fu inventata intorno al XII secolo dai mercanti e banchieri italiani per rispondere a precise necessità pratiche del commercio internazionale. La lettera di cambio nacque come un documento notarile sostitutivo del denaro contante per superare molti ostacoli. Tra questi i rischi del trasporto e il caos monetario: non esisteva una moneta unica. Ogni città o regno batteva la propria valuta, costringendo i mercanti a continue operazioni di cambio con tassi variabili.
Lo scontro sulla nascita
La cambiale è stata inventata grazie all'ingegno dei mercanti e banchieri italiani. Per secoli la tradizione ha attribuito la paternità di questo strumento finanziario a Francesco Datini, mercante di Prato vissuto nel XIV secolo. Tuttavia, recenti studi storici e il ritrovamento di antichi documenti notarili hanno retrodatato l'invenzione, spostando il primato a Genova. Gli storici hanno individuato un atto notarile datato 6 aprile 1207. Si tratta di un accordo economico tra il banchiere genovese Simon Rubeus e un mercante. Questo testo rappresenta a tutti gli effetti la prima testimonianza scritta di una cambiale. Anche se Genova ne detiene il primato cronologico, Francesco Datini mantenne un ruolo fondamentale nel XIV secolo per aver standardizzato, diffuso e utilizzato in modo massiccio questo strumento su scala europea, ponendo le basi per la finanza moderna.
La ricostruzione dell’economista
“La cambiale fu inventata in un’epoca nella quale i commercianti sentirono il bisogno di trovare un comodo mezzo per fare di piazza in piazza i pagamenti, senza essere obbligati a trasportare effettivamente da un luogo ad un altro la moneta effettiva metallica”. L’ economista ottocentesco Gerolamo Boccardo scrive questa esatta definizione nella voce "Cambio" (all'interno della trattazione del contratto di cambio e della cambiale) del suo Dizionario della economia politica e del commercio così teoretico come pratico, pubblicato a Torino da Sebastiano Franco e Figli a partire dal 1857.
L'evoluzione del nome e la prima attestazione
Come abbiamo visto la cambiale è nata nel medioevo ma il dizionario di Tullio De Mauro ne attesta l'uso in italiano solo dal 1772. La discrepanza tra l'invenzione dello strumento finanziario e la data indicata nel dizionario di Tullio De Mauro si spiega con la differenza tra la nascita di un oggetto (o istituto giuridico) e la nascita della specifica parola italiana usata per definirlo, oltre che con il modo in cui i linguisti datano i vocaboli. I dizionari storici ed etimologici non inseriscono la data in cui un'idea è nata, ma l'anno del più antico documento scritto in lingua italiana (un libro, un trattato, un codice di leggi) in cui quella precisa parola è stata rintracciata. Il 1772 rappresenta il momento in cui i linguisti hanno trovato per la prima volta la parola "cambiale" usata da sola, con il significato moderno di titolo di credito, in un testo a stampa in italiano.
Una citazione letteraria
Aldo Palazzeschi cita la cambiale nel suo romanzo “Sorelle Materassi”. E lo fa in un dialogo tra il cinico e spensierato nipote Remo e Teresa, una delle zie, le sorelle Materassi appunto, sarte di mezza età che si sono private di tutto il superfluo per soddisfare i suoi vizi. È proprio la zia Teresa, la maggiore, ad alzare la voce: «Non lo sai che non abbiamo più un soldo, non abbiamo che dei debiti e le case gravate da ipoteche?» «Giusto per questo bisogna pagarli tutti insieme» «Con che?» gridò furiosa. «Con una cambiale» rispose calmo il nipote. «Una cambiale? Si sentiva offesa e sconvolta per quella parola terribile che da quarant’anni non era stata pronunziata sotto il suo tetto. La cambiale evoca lo spettro del tracollo finanziario e della vergogna sociale, segnando il momento in cui le zie realizzano la gravità del baratro economico in cui il nipote le ha trascinate.
Apegramma è la sfida che mette alla prova il tuo vocabolario con una griglia-alveare di sette lettere in cui trovare quante più parole possibili. Un modo veloce e divertente per allenare la mente, come le altre proposte di Corriere Giochi: In altre parole di Massimo Gramellini, il Quiz del Corriere di Paolo Virtuani, il Cruciverba, il Sudoku e il Crucipuzzle.
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15 settembre 2026
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