Un uomo a Hong Kong: lo scatto di Fan Ho
Corriere della Sera - Cultura

Un uomo a Hong Kong: lo scatto di Fan Ho

Lunedì 14 settembre 2026
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Per la prima volta l'Italia ospita a Torino una mostra antologica del fotografo nato in Cina che documentò la storia dell'isola negli anni Cinquanta e Sessanta. Qui una tra le cento opere esposte

Martedì 15 settembre 2026

Un uomo a Hong Kong: lo scatto di Fan Ho

Per la prima volta l'Italia ospita a Torino una mostra antologica del fotografo nato in Cina che documentò la storia dell'isola negli anni Cinquanta e Sessanta. Qui una tra le cento opere esposte

di Fabrizio Villa

Nel 1954 questa fotografia non parlava ancora del passato. Davanti a Fan Ho c’erano una città presente,un uomo al lavoro e una luce che stava per scomparire. Fan Ho aveva ventidue o ventitré anni ed era arrivato a Hong Kong da Shanghai cinque anni prima. Percorreva una città che stava imparando a conoscere anche attraverso la macchina fotografica, osservando il movimento delle persone e le ore nelle quali la luce modificava gli spazi. 

Sul molo il mare conserva gli ultimi riflessi della giornata. Le facciate sono ancora illuminate, mentre la strada è già entrata nell’ombra. A sinistra corrono i binari; al centro un uomo spinge un carretto.L’immagine non registra suoni, eppure lascia immaginare le ruote sul selciato, i passi, l’acqua contro la banchina. È l’aria del momento che precede lo scatto. Hong Kong non è ancora la città verticale che diventerà. Gli edifici bassi si affacciano sul porto e le merci vengono trasportate con la forza degli uomini. Fan Ho non sta fotografando un mondo scomparso: quel mondo è davanti a lui. La memoria arriverà dopo.

Tra le cento opere esposte a Torino, As Evening Hurries By (All'incalzare della sera) permette forse più di altre di entrare nel suo modo di osservare. Fan Ho sceglie un punto rialzato e racchiude in un’inquadratura verticale una scena che si sviluppa in larghezza.Gli edifici e i binari occupano il lato sinistro, il mare quello destro. Fra questi due margini si apre la prospettiva sulla quale le persone appaiono e si allontanano.

Fan Ho lavorava soprattutto con una Rolleiflex dal negativo quadrato,mentre questa fotografia ha un formato verticale. Senza esaminare il negativo non è possibile stabilire l’entità del ritaglio, ma la scelta allunga la prospettiva e accentua il cammino dell’uomo. È quella «seconda composizione» che Fan Ho affidava alla camera oscura: lo scatto incontrava la realtà, il taglio decideva che cosa dovesse restarne. Il carretto raggiunge il primo piano e nasconde quasi interamente il corpo dell’uomo. Il momento dello scatto gli assegna un peso preciso: abbastanza vicino da imporsi nell’immagine, non tanto da interromperne la profondità. Il suo profilo rimane separato dall’acqua e l’ombra si distende sul selciato.

Non è possibile sapere se Fan Ho abbia aspettato quell’uomo o abbia reagito vedendolo arrivare.La fotografia rivela però un luogo già osservato: la direzione della luce riconosciuta, le distanze comprese, il punto di ripresa scelto. Quando il carretto entra nell’inquadratura, la scena trova il proprio equilibrio.

Nella stampa, la luce rimane sulle facciate e sull’acqua, mentre l’uomo cade quasi interamente nel nero. Il volto conserva pochi dettagli. Rendere leggibile ogni zona avrebbe indebolito l’immagine. Fan Ho lascia emergere soltanto quanto serve per riconoscere una persona senza poterne conoscere l’identità.

Dietro di lui un’altra figura percorre il molo; più avanti se ne distinguono altre, sempre più piccole. Qualcuno arriva, qualcuno si allontana, qualcun altro sta già scomparendo nella città. Il titolo, As Evening Hurries By (All’incalzare della sera) introduce così il trascorrere del tempo. È la sera ad avere fretta.L’uomo, invece, avanza con il passo imposto dal carico. Elisa Maupas, curatrice della mostra insieme a Sarah Van Ingelgom, considera quest’opera una delle più significative del percorso, capace di riassumere la poetica di Fan Ho. La geometria organizza lo spazio, ma non è il punto d’arrivo. Senza quell’uomo resterebbe una composizione rigorosa. Con lui diventa una fotografia.

Non se ne conoscono il nome, la provenienza o la destinazione, e la fotografia non autorizza a inventarli. Fan Ho non trasforma la sua fatica in spettacolo.La riconosce e la trattiene per un istante, prima che la sera passi davvero.

Nell'immagine: Fan Ho, «All'incalzare della sera» («As Evening Hurries By»), 1955, particolare; © Fan Ho Trust and Estate, courtesy of Blue Lotus Gallery.

Su «la Lettura» #772, disponibile in questa App, l'articolo di Fabrizio Villa sulla mostra antologica «Fan Ho. Il maestro della fotografia di Hong Kong» a Palazzo Falletti di Barolo, Torino, fino al 10 gennaio. 

14 settembre 2026 ( modifica il 14 settembre 2026 | 19:40)

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