La storia di Quirina, la musa silenziosa di Ugo Foscolo: «Lo ha amato e difeso anche da morto. Una donna all'avanguardia ma costretta al matrimonio con un uomo molto ricco e malato»
Il nuovo libro della giornalista e storica dell'arte Ilaria Chia è incentrato su Quirina Mocenni Magiotti: una figura femminile nella Firenze dell'Ottocento combattuta tra amore e emancipazione
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
La storia di Quirina, la musa silenziosa di Ugo Foscolo: «Lo ha amato e difeso anche da morto. Una donna all'avanguardia ma costretta al matrimonio con un uomo molto ricco e malato»
di Federico IezziIl nuovo libro della giornalista e storica dell'arte Ilaria Chia è incentrato su Quirina Mocenni Magiotti: una figura femminile nella Firenze dell'Ottocento combattuta tra amore e emancipazione
Nella Firenze dell’Ottocento, tra cultura e fermenti patriottici, vive
una tormentata storia d’amore una donna che è innamorata del poeta
più famoso del suo tempo: Quirina Mocenni Magiotti, la musa di
Foscolo.
Ma Quirina è anche una figura ribelle, che sfida le convenzioni del suo tempo e la gabbia della vita matrimoniale. Quirina – La musa silenziosa di Ugo Foscolo è il nuovo libro della giornalista e storica dell’arte bolognese Ilaria Chia che lo presenterà il 15 settembre alle librerie Coop Ambasciatori in un incontro in cui dialogherà con Patrizia Finucci Gallo.
Partiamo subito dal libro: come è arrivata a conoscere Quirina Mocenni Magiotti? Cosa ha scoperto che l’ha convinta che ci fosse una storia da raccontare?
«Ho scoperto Quirina per caso mentre studiavo il periodo che Foscolo trascorse in Inghilterra. Sapevo che era morto in esilio a Londra ma sapevo molto poco di cosa avesse fatto in quegli anni che visse in esilio. Approfondendo quel periodo ho trovato, nelle lettere dell’epistolario, la sua corrispondenza questa donna di Firenze: Quirina Mocenni Magiotti. E sono rimasta molto colpita dai toni molto appassionati di queste lettere: perché loro ebbero una relazione tra il 1812 e il 1813».
Quirina che ama Foscolo e che dopo la sua morte ne cura le opere e rilancia l’immagine.
«Si, quello che colpisce tanto è che lei lo ha amato sempre. Ha continuato a pensare a lui anche anni dopo la sua dipartita. Tanto che sarà lei a riordinare e pubblicare i versi delle Grazie, opera frammentaria e incompiuta. E lei difende l’immagine pubblica del suo amato, scrivendo lettere ed entrando in contatto fra gli altri con Silvio Pellico e Giuseppe Mazzini. Perché di Foscolo non si parlava benissimo a causa dei debiti che aveva contratto anni prima e
andò anche in prigione per i debiti».
Quirina che non è solo una donna innamorata ma anche una donna, in un certo senso, ribelle.
«Assolutamente. Lei soffre fortemente la condizione femminile dell’epoca: vorrebbe viaggiare, studiare e vuole frequentare i salotti culturali dell’epoca. Non sopporta la vita delle donne del tempo, relegata all’angolo. Lei fu costretta ad un matrimonio di convenienza con un uomo molto ricco e oltretutto malato e questo certamente non aiutava il suo desiderio di fare della vita sociale».
Nel raccontare Quirina quanto è stato difficile andare oltre l’immagine
della donna innamorata e far emergere il resto?
«Certamente. Ma questo non vale solo per lei anche, per esempio, per personaggi come Silvio Pellico. Abbiamo una immagine molto stereotipata. Ma, come detto prima, Quirina non è solo una donna annoiata e innamorata. Però io ho cercato di farla parlare quasi come un personaggio di oggi o meglio ancora di renderla attuale e comprensibile ad un lettore odierno».
Quantoc'è di documentato e quanto invece di necessariamente immaginato nel rapporto tra Quirina e Foscolo?
«Sono stata il più fedele possibile alla realtà storica e quasi tutto è stato ricostruito tramite le lettere che si scrivevano. Ci sono anche delle lettere che io immagino che Foscolo le abbia scritto ma sempre basandomi su ciò che lui scriveva davvero. Il periodo in cui sono insieme a Firenze, invece, è abbastanza immaginato: perché si vedevano dal vivo in quelle occasioni. Ed anche la parte, dopo la morte di Foscolo, in cui Quirina cerca di ricostruire cosa sia successo, perché sia morto povero, è frutto della fantasia. Ma tutto è inserito nel contesto storico dell’epoca, riprodotto fedelmente».
Un contesto storico che è fondamentale nella sua opera ed un periodo
sicuramente particolare
«Questa è una storia molto interessante anche perché intreccia il Risorgimento. Quirina entra in contatto con Mazzini, Foscolo è considerato uno dei primi, se non il primo, degli esuli politici. E Foscolo stesso diverrà un simbolo, uno dei poeti patrioti. E quindi il sentimento privato, la storia d’amore si intreccia con la storia politica, con le vicende risorgimentali».
Nei suoi libri precedenti ha raccontato una donna bolognese dell'Ottocento, Carlotta Gargalli. C'è un filo che unisce Carlotta Gargalli e Quirina Mocenni Magiotti?
«Sicuramente il fatto che siano quasi contemporanee, vivono tutte e due nell’Ottocento. Hanno tutte e due impegni culturali: una nelle arti, l’altra nella poesia e nei salotti e nella vita pubblica. Un filo, un qualcosa che le collega, potrebbe essere Canova: la Gargalli fu una allieva di Canova e Foscolo trasse ispirazione dalla Venere di Canova per scrivere le Grazie».
Se potesse incontrare oggi Quirina Mocenni Magiotti, dopo aver passato
tanto tempo a studiare la sua vita e a raccontarla, che cosa le
chiederebbe?
«Avrei tante domande. Ma forse le chiederei come ha fatto a resistere. Come ha fatto ad essere così forte e determinata nel suo amore verso Foscolo
e nella sua missione pubblica di difendere la memoria del poeta: non
era facile per una donna di quel secolo, conquistarsi uno spazio del
genere a livello sociale e pubblico».
Carlotta Gargalli, la pittrice e gallerista dal volto sconosciuto: «Una donna controcorrente rispetto alla sua epoca»di Redazione online
Vai a tutte le notizie di Bologna
14 settembre 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il video dei rapinatore seriale che segue le vittime in strada a Bologna: la fuga dopo l'aggressione e l'inseguimento delle vittime
L'informazione nella tua mailCorriere di Bologna
Le news principali su Bologna
Ogni giorno alle 18, a cura della redazione