Bolzano, la cantina cooperativa nata da 30 agricoltori oggi produce 3 milioni di bottiglie e festeggia i 40 del suo Santa Maddalena
Il maso Huck am Bach, che da il nome al vino, appartiene alla stessa famiglia dal 1783. Dal 1908, quando nacque la prima cooperativa vitivinicola, una crescita quasi continua
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Bolzano, la cantina cooperativa nata da 30 agricoltori oggi produce 3 milioni di bottiglie e festeggia i 40 del suo Santa Maddalena
di Francesca NegriIl maso Huck am Bach, che da il nome al vino, appartiene alla stessa famiglia dal 1783. Dal 1908, quando nacque la prima cooperativa vitivinicola, una crescita quasi continua
Numeri che sfidano la crisi, un modello cooperativo d'acciaio e un'architettura che è già manifesto. Cantina Bolzano si conferma un pilastro dell'economia vinicola alpina, chiudendo il 2025 con un fatturato ufficiale di 22,70 milioni di euro. Una flessione contenuta al -3,0% rispetto ai 23,4 milioni dell'esercizio precedente che, in un mercato globale complesso e segnato dall'incertezza dei consumi, dimostra la solidità di una realtà nata oggi forte di 224 soci e 350 ettari vitati.
Dai pionieri di Gries alla nascita della cantina
La storia di questo successo economico affonda le radici nella visione. Non un semplice brand, ma una realtà agricola che ha iniziato il suo percorso nel 1908 con 30 agricoltori che decisero di fondare una cooperativa vitivinicola nel quartiere termale di Gries e, nel 1930, anche 18 viticoltori della collina di Santa Maddalena ebbero la medesima idea: entrambe le cooperative vitivinicole erano nate con l'obiettivo di commercializzare al meglio i vini locali e autoctoni, in particolare il Lagrein e il Santa Maddalena. Nel 2001, le cantine di Gries e Santa Maddalena decidono di unire le forze per diventare una cantina leader in Alto Adige e unificare l’offerta dei vini sul mercato: nasce così la Kellerei Bozen – Cantina Bolzano, che nel 2018 inaugura la sua nuova sede di San Maurizio: l’edificio è un cubo rilucente che sembra prendere vita dalla collina circostante, dove ogni dettaglio è stato costruito secondo i parametri di CasaClima Wine per essere al servizio della qualità del vino.
Una coop da 3 milioni di bottiglie
Guardando ai volumi, la macchina produttiva gira a pieno regime toccando quota 3 milioni di bottiglie, con una propensione all'export che si assesta intorno al 20%. La vera forza risiede in un equilibrio industriale perfetto: la produzione si divide specularmente al 50% tra vini bianchi e vini rossi. Ma è nei grandi classici che il bilancio trova la sua spinta commerciale più forte. Il re dei volumi è indiscutibilmente il Santa Maddalena – a base di uve Schiava – prodotto in 500mila bottiglie all’anno da Cantina Bolzano, il maggiore produttore di questa denominazione prodotta in totale da una sessantina di cantine per un totale di 1,6 milioni di bottiglie. Dati che confermano l'appeal di un vino capace di intercettare il gusto contemporaneo grazie a freschezza, beva e identità territoriale.
I 40 anni di Huck am Bach
In questi giorni Cantina Bolzano ha anche un anniversario da festeggiare: i quarant'anni di Huck am Bach, il S. Maddalena che coniuga il rigore della tradizione e la visione del futuro. Il nome deriva dallo storico maso Huck am Bach, situato nel cuore della zona di Santa Maddalena e appartenente alla stessa famiglia dal 1783 (oggi rappresentata da Hannes Plattner). Nata nel 1986 dall’intuizione dell'enologo Graziano Filippi a seguirne lo sviluppo con una profonda attenzione all'identità territoriale, oggi il testimone è raccolto dal figlio Stephan Filippi, attuale wine maker della cantina, che dichiara: «Il S. Maddalena è il vino "bolzanino" per eccellenza tra i vini dell'Alto Adige ed è un grande classico al quale, proprio per il suo stile, riconosciamo un importante potenziale futuro». Per celebrare questo importante anniversario, Cantina Bozen ha scelto di presentare questo vino con una speciale etichetta celebrativa.
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14 settembre 2026 ( modifica il 14 settembre 2026 | 17:57)
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