Il libro che porta nelle scuole la canzone d'autore le sue storie: «Quando Vasco, Jovanotti e Zucchero scoprirono Guccini, Dalla e De Andrè»
Il libro «Cantautori nelle scuole - Storie di canzoni d'autore» raccoglie 23 testimonianze di alcuni dei più importanti protagonisti della musica d'autore italiana: «Per gli studenti la canzone può diventare un altro obbligo scolastico. Per questo servono formazione degli insegnanti e strumenti adeguati»
Daniel Maldini torna in campo, il Cagliari: «Negativo a test tossicologici, torna ad allenarsi»
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Il libro che porta nelle scuole la canzone d'autore le sue storie: «Quando Vasco, Jovanotti e Zucchero scoprirono Guccini, Dalla e De Andrè»
di Piero Di DomenicoIl libro «Cantautori nelle scuole - Storie di canzoni d'autore» raccoglie 23 testimonianze di alcuni dei più importanti protagonisti della musica d'autore italiana: «Per gli studenti la canzone può diventare un altro obbligo scolastico. Per questo servono formazione degli insegnanti e strumenti adeguati»
Da piccolo, a Modena, ascoltava le musiche alla radio. Da bambino, prima della fine della guerra, scopriva le grandi orchestre americane di swing e amava il jazz, Louis Armstrong e poi Gerry Mulligan. Prima che, negli anni ’70 arrivasse la svolta col rock’n’roll che ha stravolto tutto. Tra Modena e Reggio Emilia in quegli anni nacquero i Gatti. Così Francesco Guccini, influenzato da Bob Dylan e dagli chansonnier francesi, racconta come si sia ritrovato a fare il cantautore quasi per caso nel libro “'Cantautori nelle scuole - Storie di canzoni d'autore”, che porta la canzone nelle aule scolastiche come strumento di dialogo tra generazioni. Curato da Felice Liperi, Paolo Talanca e Francesco Guarino ed edito da Pendragon, con illustrazioni della cantautrice Roberta Giallo, raccoglie 23 testimonianze inedite di alcuni dei più importanti protagonisti della musica d'autore italiana, corredate da schede didattiche pensate per offrire momenti di confronto a studentesse e studenti e uno strumento, utile e trasversale, ai docenti.
Quando Zucchero scoprì Guccini
Il progetto nasce all'interno della rete MAC - Musica d'Autore Contemporanea, che riunisce le più importanti realtà promotrici della canzone d'autore italiana, coordinato dal Club Tenco, dall'Officina Pasolini di Roma e dall'Officina Roversi di Bologna. Quest’ultima presenta il volume con vari ospiti lunedì 14 alle 17,30 presso l’Oratorio San Filippo Neri di via Manzoni. Una ricognizione storica della canzone d'autore dagli anni Cinquanta a oggi, testimonianze di artisti e una serie di esercizi didattici di difficoltà differenziata. «Quando sono entrato per la prima volta in un'aula - racconta Talanca, docente e studioso della canzone d'autore, già direttore artistico dell’Osteria delle Dame - pensavo fosse facile parlare di De André e Guccini. In realtà non è così: per gli studenti la canzone può diventare un altro obbligo scolastico. Per questo servono formazione degli insegnanti e strumenti adeguati». Nel volume Zucchero in “Io volevo essere Guccini!” ricorda che da ragazzino al calcinculo di Roncocesi ascoltava spesso i Nomadi con “Dio è morto” e “Noi non ci saremo”, o “Auschwitz” dell’Equipe 84, pur non sapendo ancora di Guccini: «Poi ho scoperto Lui, e ho sempre trovato me nelle sue parole».
Le testimonianze degli artisti
Vasco Rossi ricorda invece che le sue origini risiedono in Jannacci, Gaber, De Andrè e ancora Guccini, mentre Ligabue omaggia il corregionale Pierangelo Bertoli, che un amico gli aveva fatto conoscere mentre d’estate lavorava nel magazzino di un idraulico: «Uno bravo, delle nostre parti. Ogni tanto canta anche in dialetto». Tra le testimonianze di Fiorella Mannoia, Ron, Francesco Baccini, Tosca, Lorenzo Jovanotti, Paola Turci, Daniele Silvestri, Carmen Consoli, Niccolò Fabi, Simone Cristicchi, Brunori Sas, Rocco Hunt, La Niña, Emma Nolde, Alfa, Anna Castiglia, Andrea Scanzi e Vinicio Capossela, anche quella di Samuele Bersani che ricorda la scoperta di Lucio Dalla: «Da adolescente, a Cattolica, ascoltavo soprattutto i Police e Battiato; Lucio lo vedevo come un pianeta distante. Poi, a diciannove anni, arrivò l’album ‘Cambio’ e quella sua libertà espressiva mi folgorò letteralmente». Dalla, conclude Bersani, «mi ha insegnato a ‘capitalizzare’ il dolore, trasformandolo in arte e a lavorare sulle canzoni con tutta la disciplina necessaria”.
Bologna, il concerto di Cavestri e Baccini: «Con il blues e il jazz non puoi fare finta. O ci sei o non ci sei, mica c'è l'Autotune»di Vittoria Melchioni
Andrea Mingardi: «Il mio architetto Marco Rossi morto per 9 minuti e tornato alla vita tra lo scetticismo dei medici, la mia voglia di sbirciare dietro quell'ultima porta»di Piero Di Domenico
Francesco Guccini, a un mese dalla morte i concerti spontanei, le schitarrate e le cantate nelle piazzedi Marco Marozzi
È morto Guido De Maria, il papà di «Gulp» e «SuperGulp»: con l'amico Bonvi creò il personaggio di Nick Carterdi Piero Di Domenico
Nicola Sinisi: «Con una frase convinsi Guccini a suonare in piazza Maggiore nel 1984. C'è una canzone di Dalla che avrebbe voluto scrivere lui»di Vittoria Melchioni
Vai a tutte le notizie di Bologna
14 settembre 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il video dei rapinatore seriale che segue le vittime in strada a Bologna: la fuga dopo l'aggressione e l'inseguimento delle vittime
L'informazione nella tua mailCorriere di Bologna
Le news principali su Bologna
Ogni giorno alle 18, a cura della redazione