L'incredibile storia dello stilista Matteo Sorbellini: «La moda, le discoteche, la droga e Dio. L'11 settembre 2001 mi ha cambiato la vita. Non cerco più il mio padre biologico»
Corriere della Sera - Cultura

L'incredibile storia dello stilista Matteo Sorbellini: «La moda, le discoteche, la droga e Dio. L'11 settembre 2001 mi ha cambiato la vita. Non cerco più il mio padre biologico»

Lunedì 14 settembre 2026
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Dall'infanzia nel laboratorio sartoriale della madre alla scoperta delle notti della Riviera. Il successo al fianco degli stilisti di grido poi i lutti, la caduta e la risalita nel libro autobiografico scritto a quattro mani con Valentina Olivato

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L'incredibile storia dello stilista Matteo Sorbellini: «La moda, le discoteche, la droga e Dio. L'11 settembre 2001 mi ha cambiato la vita. Non cerco più il mio padre biologico»

di Vittoria Melchioni

Dall'infanzia nel laboratorio sartoriale della madre alla scoperta delle notti della Riviera. Il successo al fianco degli stilisti di grido poi i lutti, la caduta e la risalita nel libro autobiografico scritto a quattro mani con Valentina Olivato

Matteo Sorbellini, a destra con la moglie Monica (foto Vip Room Riccione)

Se il minimalismo fosse una persona, probabilmente Matteo Sorbellini lo inviterebbe cortesemente a uscire dalla sua boutique. Lui stesso, del resto, nel suo primo libro si dichiara senza esitazioni «antiminimalista». E basta guardarlo per capire che non potrebbe essere altrimenti: colori, volumi, gioielli, occhiali, sete, broccati, citazioni, provocazioni. 

E naturalmente quel «Monsieur» che ormai precede il suo nome e, a volte, lo sostituisce come accadeva a Dior. Ma dietro il personaggio istrionico che dispensa «À bientôt» sui social e trasforma ogni apparizione in una piccola performance c’è una storia assai meno leggera. 

Matteo Sorbellini e il libro che racconta la sua 

È quella che Sorbellini racconta in À bientôt. Libero di essere Monsieur Matteo Sorbellini. Luci e ombre di una vita di moda, scritto con Valentina Olivato e pubblicato da Pendragon: 180 pagine nelle quali l’autobiografia si intreccia alla storia della moda e del costume dagli anni Ottanta a oggi. 

Il libro, uscito il 26 giugno, è stato presentato alla Feltrinelli di piazza Ravegnana a Bologna. Quando lo avevamo incontrato due anni fa nella sua Vip Room di Riccione,  «Monsieur» aveva già raccontato al Corriere di Bologna alcuni capitoli di questa esistenza fuori misura: l’esordio come vocalist nelle discoteche della Riviera, il sogno della moda, gli anni degli eccessi, i lutti, la droga e infine l’incontro con la fede. 

Dal mondo della notte in Riviera alle passerelle della moda

«È stato il mondo della notte ad attirarmi a Riccione» raccontava allora, ricordando quell’estate del 1988 nella quale, appena diplomato, arrivò sulla Riviera e venne notato al Cocoricò. Nel libro la macchina del tempo torna ancora più indietro. 

All’origine di tutto c’è infatti Jose, la madre sarta, e un bambino cresciuto nella provincia piemontese giocando tra forbici e pezzi di stoffa. La seta diventa prestissimo una passione, mentre gli abiti che la madre costruisce direttamente sul corpo delle clienti educano il suo sguardo alle forme e alle proporzioni. 

A tredici anni, mentre i coetanei hanno altri interessi, lui divora riviste di moda, studia Linda Evangelista e Cindy Crawford e rimane folgorato da Farida Khelfa. Poi arrivano Milano e Londra, Gaultier e soprattutto Vivienne Westwood. 

Nello studio londinese della sacerdotessa del punk, Sorbellini entra dopo aver spedito il portfolio a decine di maison. Lei arriva in bicicletta anche sotto la pioggia, mangia mele, coltiva le verdure nell’orto e lavora con una concentrazione assoluta. Sarà proprio Westwood ad affibbiargli il soprannome «Concept Boy»: «Oh my Concept Boy!», come lo chiamava durante i pomeriggi di lavoro. 

Dopo l'esperienza con Viviene Westwood alle discoteche

E intanto c’è la notte. Quella della Riviera degli anni Ottanta e Novanta, quando le discoteche erano laboratori di musica, moda e costume e il Cocoricò una delle loro cattedrali. Sorbellini diventa vocalist, personaggio, immagine: racconta di guadagnare «milioni» in una notte e di spenderli senza remore, tra abiti costosissimi, ristoranti, automobili, droghe e una sensazione crescente di onnipotenza e di vuoto. 

La crescita del marchio e la caduta: «La risalita grazie a Dio»

Il microfono diventa uno scettro e «Monsieur» comincia a prendere forma proprio perché nessuno riesce davvero a incasellarlo: «Chi sei?»  è la domanda che, ricorda, gli rivolgevano continuamente. La moda, però, non resta sullo sfondo. 

Diventa il centro. Nascono le collezioni, le boutique, le sfilate concepite come spettacoli e i jeans trasformati con ricami, cristalli, frange e Swarovski. Il marchio cresce fino al momento in cui due investitori russi gli fanno un’offerta che sembra poter cambiare definitivamente la sua vita. È l’apice. 

Poi arriva l’11 settembre 2001, i mercati precipitano e l’accordo salta. «Dopo aver toccato il cielo, stavo per sprofondare» scrive. Comincia quello che Sorbellini chiama «il deserto». E qui il libro cambia tono. 

La madre si ammala; il fratello Giorgio, al quale il volume è dedicato, viene arrestato e successivamente ucciso. «Improvvisa e lacerante», definisce la sua morte. Per anni Sorbellini vaga, perde il piacere della bellezza e della creazione, fino all’esperienza spirituale che interpreta come l’incontro con Dio e che segna per lui l’inizio della risalita. 

L'amore con la moglie Monica

Nella rinascita entra anche Monica, la moglie diventata ormai a sua volta un personaggio social. I

Il loro incontro, naturalmente, è perfettamente sorbelliniano: lui racconta di uscire a comprare le sigarette in pigiami di seta e, d’inverno, avvolto in coperte Hermès. Lei lo nota. Si incontrano davvero qualche tempo dopo, a maggio; in estate sono a Cannes e davanti a due Martini nasce quasi per caso l’idea di sposarsi. A dicembre lui è in tight, cilindro e guanti, lei in velluto color burro. Dalla loro unione nasce Lavinia. 

Il padre biologico cercato e la delusione: le mille vite di Sorbellini 

Oggi Monsieur è tornato pienamente alla moda. Ha lasciato la vita della notte, ha fondato Vip Room a Riccione e rivendica una couture fatta di artigianato, pezzi unici, volumi esasperati e materiali preziosi. 

«À bientôt» è soprattutto un libro sull’identità. Persino il padre biologico, cercato per una vita, alla fine si rivela non esserlo dopo un test del Dna. È un altro cerchio che si chiude: Sorbellini comprende di non aver più bisogno di sapere da chi proviene per stabilire chi è. E forse il titolo sta tutto qui. 

«Quando ho iniziato a essere Monsieur?»  si domanda nelle ultime pagine. La risposta è che Monsieur, probabilmente, c’è sempre stato: nel bambino che drappeggiava stoffe sul manichino, nel vocalist con il microfono, nel Concept Boy di Vivienne, nell’uomo precipitato nel suo «deserto» e nello stilista rinato. «

Questa storia racconta solo una delle mille vite che ho vissuto» conclude. Per conoscere le altre, ça va sans dire, bisognerà aspettare il prossimo à bientôt.

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