Chi può vietarci la gioia?
Corriere della Sera - Cultura

Chi può vietarci la gioia?

Lunedì 14 settembre 2026
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Chi può vietarci la gioia?

di Alessandro D'Avenia | 14 settembre 2026

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Ricordo alcune ricreazioni, ma una su tutte. In un giorno dell'ultimo anno di liceo la campanella annunciò l'intervallo, ma il professore di italiano mi chiese di rimanere. 

Che avevo combinato? Dalla sua borsa di un marrone frusto estrasse un volume vissuto: «Il mio libro di poesie preferito, me lo ridai fra due settimane». Era la risposta alla domanda che gli avevo posto giorni prima. 

A una domanda sulla sua vita, con la sua vita mi rispondeva. Lui uscì, e miracolo fu: rimasi in classe. Non per un ripasso in extremis, ma per Friederich Hölderlin. I versi erano difficili come una scalata, ma che aria lassù, che luce, che silenzio, che vista! Quell'atto di fiducia e di sfida mi ri-creò: in quattordici giorni (qualcuno in più, ma fui richiamato all'ordine) mi crebbe l'anima. Cresce come un albero: nel silenzio, più sprofonda più si innalza. Sono le radici a farci ombra e a dare frutti. 

Mi colpirono le note personali del professore, sui margini bianchi.
Colsi che i libri si leggono con la matita, per rispondere con la vita ai visitatori venuti dall'eternità a riposare da noi. Con il tempo ho capito che eros si era acceso: volevo contagiare quella gioia, passare il testimone della bellezza. Avrei fatto lo stesso, sarei stato un maestro! Quella ri-creazione continua, custodita in tre versi che allora lessi come un dono e un compito: «Invano nascondiamo il cuore nel petto,/ invano freniamo il nostro coraggio,/ maestri e giovani - chi può impedirci, vietarci la gioia?» (Pane e vino). 

14 settembre 2026

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"Tutti aspettavamo la pausa tra le ore scolastiche come il paradiso. I corpi si liberavano dalla prigione di banchi e lezioni per tornare alla luce: risate, amori, chiacchiere, amici, giochi, paure, segreti, lotte, scoperte, passioni... Un quarto d'ora che chiamavamo “ricreazione” perché ci facevamo stare il mondo intero e lo ricreavamo da capo. Ecco perché una rubrica del lunedì intitolata così, perché è il giorno in cui è più che mai necessario ricreare e ricrearsi, perché viviamo ancora nel migliore dei mondi “impossibili", anche se magari non ce ne accorgiamo."

La Ricreazione di Alessandro D'Avenia:

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