Festival Oriente Occidente, svolta al vertice: Anna Serelenga al vertice della kermesse con un altro team
Una visione ispirata al filosofo Akomolafe: «Arte e corpo per abitare luoghi e futuro»
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Festival Oriente Occidente, svolta al vertice: Anna Serelenga al vertice della kermesse con un altro team
di Chiara MaselliUna visione ispirata al filosofo Akomolafe: «Arte e corpo per abitare luoghi e futuro»
Anna Serlenga è la nuova direttrice artistica
Dopo 46 anni dalla fondazione, il Festival Oriente Occidente arriva a una svolta epocale. Per la prima volta nella sua storia, la manifestazione di danza di Rovereto cambia guida e sceglie Anna Serlenga come nuova direttrice artistica. Regista teatrale, curatrice e ricercatrice nel campo delle arti performative, Anna Serlenga è stata scelta al termine di un’articolata open call internazionale, tra oltre 50 candidature da tutto il mondo. Serlenga inizia ufficialmente lunedì, subito dopo la conclusione dell’edizione 2026 del Festival, sarà già operativa per seguire la progettazione dei bandi e la programmazione autunno-inverno di Oriente Occidente, fino al 2029, al termine dell’incarico triennale.
«Transizione e non frattura»
Un passaggio di testimone fondamentale, che raccoglie l’eredità dei fondatori, tra cui Paolo Manfrini, scomparso nel 2018 e Lanfranco Cis, fino a quest’anno direttore artistico della manifestazione. Anna Serlenga ha fatto sapere di avere apprezzato la modalità aperta con cui è stata condotta la ricerca internazionale della nuova direzione. «Partecipare a un bando di questo tipo poteva portare con sé il dubbio che l’esito fosse già scritto, come purtroppo accade spesso - ha sottolineato Serlenga -. Trovarmi qui dimostra invece il coraggio, la trasparenza e l’apertura di questa istituzione. Rilevare un’eredità lunga 46 anni richiede rigore e una profonda dedizione umana».
A sottolineare il valore della transizione è stato anche il presidente Paolo Baldessarri, anche lui tra i fondatori di Oriente Occidente nel 1981. «Non si tratta di una frattura, ma di una transizione e di una proiezione verso il futuro. Il nostro obiettivo era salvaguardare l’identità e la qualità artistica del festival, garantendo al contempo una continuità grazie alla creazione di un team curatoriale, nato con l’intento di facilitare il passaggio nel rispetto delle tre anime principali dell’ente».
Alta formazione
Oltre al Festival, l’organizzazione comprende la sezione Studio, dedicata a momenti di alta formazione. E la sezione People, che durante tutto l’anno si occupa di coinvolgere la cittadinanza di ogni età attraverso laboratori e progetti partecipativi. Il nuovo team sarà composto da Lucrezia Stenico, già assistente alla direzione artistica, Lanfranco Cis e dal coreografo Marcos Morau, da diversi anni curatore associato. Serlenga è diplomata all’Università Iuav di Venezia in Scienze e Tecniche del Teatro, ha il dottorato di ricerca in Cultural Studies all’Università di Palermo. È nota soprattutto per avere vissuto per 16 anni in Tunisia, dove ha fondato il collettivo artistico multidisciplinare Corps Citoyen, con il quale ha vinto finanziamenti internazionali e partecipato a diverse Biennali. Un bagaglio caratterizzato da una profonda vocazione all’incontro e all’ibridazione di linguaggi, comunità e culture: elementi che trovano a Rovereto un terreno ideale, in una realtà che da ha costruito la propria identità proprio sul concetto di «incontro tra culture».
Codici e mappe
Il progetto con cui Serlenga si è aggiudicata la direzione artistica si fonda sulla necessità di attribuire nuovi significati ai concetti di «Oriente» e «Occidente», superando la classica visione binaria per cercare uno sguardo che non neghi la complessità del mondo e non tenti di semplificarla, bensì di abitarne le contraddizioni. La sua visione è ispirata agli scritti del filosofo nigeriano Bayo Akomolafe che, nel saggio Queste terre selvagge oltre lo steccato. Lettera a mia figlia per far casa sul pianeta (Exórma Edizioni), invita a immaginare un nuovo modo di vivere a cavallo tra culture diverse. «Dobbiamo cambiare i codici e le mappe, sapendo che ci perderemo - spiega Serlenga - per farlo le arti del corpo sono lo strumento perfetto: è proprio attraverso il corpo che abitiamo lo spazio pubblico e ci confrontiamo con le altre persone. La vera scommessa non è semplicemente immaginare il futuro, ma esserlo ogni giorno, incarnandolo».
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13 settembre 2026 ( modifica il 13 settembre 2026 | 17:38)
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